ONIRICO 53

Che poi uno riprende la routine e nemmeno si accorge di aver perso quell’appuntamento fisso, che per un mese e mezzo ha scandito tutte le buonanotti e sigarette fumate. Quell’appuntamento che è diventato addirittura un racconto, inviato, spedito, che nemmeno ci penso più, perchè forse ho osato troppo, ma si sa, non sono fatto per […]

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ONIRICO 52

Come se ormai fosse un appuntamento fisso. Ogni sera sei lì, davanti ad un libro e io, anche se non ne ho nessuna voglia, mi fumo una sigaretta alla finestra. Dormi dalla parte destra, ed è perfetto, perché io dormo a sinistra. Una sottile tenda che non rende giustizia alla bellezza tua e della camera, […]

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ONIRICO 51

Capita di non essere assolutamente coscienti di quello che siamo, o che sembriamo. Perché non è il momento, perché semplicemente abbiamo la testa impegnata da altro, a volte prigioniera, di altro. Fatto sta che sì, dopo il Festival, dopo scritture e chiamate notturne, ci si incontri. Arrivi, alto, andiamo a mangiare. Una cena onesta, il […]

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ONIRICO 50

Stavo parlando con Nabil, il mio allenatore, una di quelle conversazioni senza alcun peso, mentre i pesi li spingevo. Ad un certo punto mi guardo attorno e riconosco una testa. La tua testa. Non ho concluso il discorso, Nabil si mette a ridere, io sono come in stato confusionale, ti guardo mentre corri sul tapis […]

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Onirico 49

Tardo pomeriggio, un’ annoiata domenica romana, la luce gialla e il caldo che ti avvolge. Il museo, il museo salva sempre. Quando non sai cosa fare, quando vuoi capire, quando vuoi sognare e… quando fa caldo. Un palazzo di tardo ottocento ha i muri così spessi che dentro potrebbe essere inverno tutto l’anno. È una fondazione, […]

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onirico 48

L’ho capito in un istante. Il posto in cui ci siamo visti, Palazzo Reale, il cinema all’aperto, Milano zitta. Durante il film le tshirt, la tua bianca, si sono sfiorate ad altezza della manica. Quel tocco ma non tocco, ti sento vicino eppure no, un soffio di vento, un respiro, un adolescente sfiorarsi, l’insinuarsi del […]

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ONIRICO 47

Camminavo per l’albergo, il mio telefono vive per essere scarico, il caricabatterie, ovviamente in camera. E’ l’estate toscana, il sole è giallo, lo stabile ha cento anni ed è splendidamente decadente. I grandi gruppi vacanzieri non se ne sono accorti del potenziale del posto, un posto che ha visto abiti lunghi e crinolina. Mi parte […]

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