AUGURI MAMMA


Oggi è il compleanno della mia mamma. Allora due righe ci stanno. Ho deciso di evitare i ringraziamenti per concentrarmi sui complimenti. Oltre a quelli indiscussi per la mia beltà, ovviamente. Quindi vado, a nome mio e di Valentina.

Miri, al secolo Miriam, volevamo farti i complimenti perché ci hai fatto bene, nel senso strutturale e affettivo del termine. Ora che mi sento io il vecchio, perché tu l’età non la dimostri (e spero sia ereditario) direi che il tentativo è stato dei migliori. Dico tentativo perché comunque io e Vale abbiamo un caratteraccio orrendo, ma così impari a lasciarci a casa di Nonna Iva. Però per quanto polemici, iracondi, sanguigni ci hai reso affettivamente educati. E non è facile. Col tempo ho osservato tante madri, che proiettavano tutte le loro insoddisfazioni nei figli. Complessati. Stronzi. Infelici. Ecco, a noi non è successo. E non perché hai fatto la magia. Anche noi siamo stati vittime delle cose che un genitore non vorrebbe mai per i figli, la fine dell’unione col proprio compagno. E anche lì tu, statuaria, non hai fatto mai un sibilo, un lamento, ma ci hai accompagnati quotidianamente nell’affrontare la cosa. Ci hai dato tutte le carte per cavarcela da soli in tutti i campi, non hai mai usato parole forti, le mani, i ricatti. Insomma tu ce l’hai messa tutta, poi non è che proprio le cose vengono sempre perfette perfette. Ma anche in questo senso, e parlo per me, che mi sento tante cose tranne che perfetto, l’amore essenziale è quello che ti fa sentire sempre protetto, anche se sei un ammasso di barba e pensieri esistenziali. E per questo ti ringrazio, anche se mi ero promesso di non farlo perché ho l’incubo dei Baci Perugina. Quindi ritorno ai complimenti. Per averci rotto le palle in una maniera tedesca sul fatto di studiare. Non l’abbiamo fatto sempre, ma non ci sono tanti genitori che portano i figli in biblioteca, in libreria, a teatro, alle mostre, a vedere tutte le chiese di Francia sebbene siamo laici perchè bisogna conoscere tutto, in giro per il mondo, che mandano i figli a studiare all’estero a 12 anni, che li ascoltano, che si beccano il coming out di tutti gli amici prima di quello del figlio, che fanno gli scherzi, che ti insegnano la politica, il sociale, che ti portano a conoscere chi non ha, chi non ce la fa, chi non ha opportunità. Ecco, il complimento più grande che posso farti è quello di averci insegnato a dire grazie, ad essere grati, a non scendere a compromessi per la nostra felicità. In questo momento storicamente orrendo, so come si fa a guardare avanti, perché il compito del genitore, quello di rendere i figli pensanti e autonomi direi che l’hai portato a termine molto bene. Io non so quando sarò genitore, non so chi sarà la mamma del mio bimbo, non so dove vivrò né con chi, ma so a chi mi voglio ispirare. A te. Per poter replicare tutto quello che ho ricevuto, che è il migliore film che potessi vedere, la foto perfetta, la musica giusta, il miglior pezzo che potessi scrivere. E invece è stata tutta opera tua. Grazie.

Ti voglio bene

Andre

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