RANDAGI E POZZANGHERE


Il guinzaglio si spezzò, e il cane tornò ad essere randagio. Scodinzolare era fuori discussione, le ciotole non erano così importanti, voleva correre lungo il mare, sentire le zampe che si impiastricciavano sul bagnasciuga, il pelo che si riempie di sabbia, mettere il muso nell’acqua salata. Così bella e invitante, ma che fastidio quando entrava nel naso.
Non c’era il mare, c’era la città nel suo momento più grigio, triste, solo. Ma era la sua città, e anche stavolta lo rappresentava. Vagabondava spesso, per risentire i suoi odori, ma evitava tutti gli altri animali. Non era il momento, quella codina, quelle orecchie penzolone che si ritrovava eran tristi pure loro. Guardava le foglie per terra, pensava a Montand e Prévert, che in effetti non sono pensieri da cane, ma lui era un cane giramondo e conosceva Parigi come le sue zampe. Non era il momento nemmeno per quello, la ville lumiére scottava ancora et la mer efface sur le sable, Les pas des amants désunis. Ecco, ripensava al mare, anche pensando a Parigi. Perché là era iniziato tutto. Ora c’erano solo le pozzanghere, sporche, piene dello sporco della città, coi suoi sputi, le cartacce, le foglie. Tuttavia non resisteva.
Gli veniva da fare come faceva quel bambino un po’ basso e cicciotto che conosceva, che quando finiva di piovere prendeva la bici e ci passava in mezzo, con la nonna che gli urlava alla finestra: Andre, te go dito de non butarte in meso ale possanghere ostia! Quel bambino basso e cicciotto che adesso era alto e magro faceva le stesse cose con la sua auto nera.
Non poteva resistere alla tentazione nemmeno il cane, e ci si buttava dentro con tutte le zampe. Così anche la pozzanghera poteva divertirsi. Invece che ricevere spruzzi, li avrebbe creati. Il cane sapeva che era un periodo di pozzanghere, ma cercava di vederci il bello anche lì. Quanti cerchi c’erano. Continui, armonici, rotondissimi.
Ma no, non era il mare.
Il mare non si cancella dai ricordi. Di quando salti, fai le capriole, ti abbracci o ti tuffi. E nemmeno di quando bevi, affoghi, affondi. Di quando è caldo, freddo, azzurro, verde, marrone, bianco. Di quando ti abbraccia. E no, le pozzanghere non ti abbracceranno mai come il mare, non sanno farlo.

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