trenta notti trenta letti #30


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI ANDRE

Ebbene sì. trenta notti trenta letti finisce qui. Si finisce/si ricomincia da casa mia. Il posto da dove me ne sono andato, il posto dove sono tornato. Ho rivisto me trenta giorni fa, lì vicino al letto, che prendevo questa decisione, tremante. Mi sarei abbracciato. Le cose che ho provato e le storie che ho sentito in questo mese, sto ottobre me l’hanno reso esondante, pregno, difficile, appagante, costruttivo. Ho capito molte cose e non mi sento un genio per questo. La cosa che più mi ha sorpreso è forse aver capito di non avere mai avuto tutto questo legame con un luogo. Certo è la mia casa, certo l’ho vissuta, riempita, svuotata, creata, ma è una casa. Non sono io. Forse non vale per tutti, forse vale per tanti ma non per me: non è il luogo a plasmarmi, definirmi, sostenermi. Non lo è mai stato. Con piacere mi sono accorto di essere ancora molto zingaro, anzi, forse di esserlo più che a 20 anni. Anni fa l’idea di non tornare a casa, mi avrebbe provocato dei lamenti eterni. A 30 l’ho trovata una scelta davvero divertente. Stancante da morire, perché, lo si creda o no, non ho staccato un giorno, non è stato un mese di ferie. Lo rifarei? Subito. Ho ascoltato tante storie, e se andassi avanti con tutte le offerte di letto finirei a fine novembre.

Mi guardo allo specchio e ora sì, tocca a me: Ma allora Andre, che cos’è la libertà?

La libertà siamo noi. Fa parte del nostro pensiero, ma come la mente, come un muscolo, senza allenamento non risponde. È sì una caratteristica innata, ma anche una questione di coraggio. Essere liberi vuol dire avere il coraggio di essere coerenti con la propria essenza, il cercare di non raccontarsi un sacco di fregnacce, di cercare continuamente il passo successivo, di esplorare, pensare, crescere. Essere liberi vuol dire accettare tutti i limiti, avere la visione completa, soprattutto di quello che in noi è da cambiare. Solo un essere libero ha il coraggio di farlo, di affrontare la parte di sé che non va bene, che non conosce, che spaventa. Per me va di pari passo, è sinonimo e combustibile per la resilienza. Che si tratti di un metallo, di un cuore o di un cervello la sostanza cambia poco.
Trovo sbagliata, ossia inapplicabile alla mia vita, la libertà da qualcosa. La libertà non è un premio, una meta, una vittoria. Per me è un valore fondante dell’essere umano, come una sinapsi, un pezzo di DNA, una molecola di ossigeno. Serve per respirare. Ognuno di noi ha la sua libertà, e solo se sei veramente libero puoi capire quella degli altri. Parte tutto da lì. Abbiamo un impatto ambientale, sociale, mentale. Non posso definirmi libero se non ne tengo conto. Non posso definirmi libero se non so ascoltare, non sono libero se lo faccio per replicare o avere ragione. Sono libero se imparo ad ascoltare il mondo come fa la nonna dal 1920, o Agatha il mio cane quando salta al mare. Fanno la stessa cosa: osservano, ascoltano, respirano, non giudicano, non partono già con la risposta in tasca. Schopenauer sbagliava, la libertà non si ha da soli. Parte da noi, ma non dipende solo da noi. Potrebbe sembrare un ossimoro, una contraddizione, una dissonanza, ma non lo è. La libertà è una dimensione, un processo, impalpabile, liquido, viscerale.

La mia libertà in questo mese sono state tutte le porte aperte, le cene, le coperte, i cuscini, i sorrisi e gli abbracci ricevuti. La mia libertà sono le storie che ho raccontato, che mi hanno fatto capire chi mi ha ospitato e anche chi mi ha letto. A volte mi sembrava un film, a volte sentivo la commozione, la forza, la lotta, la gioia, la bellezza. La mia libertà è stata sentirmi a casa ogni giorno, pur con la mia casa lontana che mi stava aspettando, con tutte le cose che ancora devo capire, risolvere, digerire. E che andranno oltre a questo progetto di trenta notti.

Grazie a tutti.

Annunci

Un pensiero su “trenta notti trenta letti #30

  1. Grazie a te Andre. E’ stato bellissimo e interessantissimo leggere tutti e 30 i punti di vista sulla libertà (non le chiamo apposta definizioni).
    Sei circondato da persone meravigliose, ma non devo essere io che sono un estraneo a dirtelo perché lo sai già 🙂 E non a caso ho visto tanti cani, i cani (e gli animali in generale) sono sempre un sintomo di bella gente. Difficilmente una persona meschina ha un cane.
    Leggere ogni nuovo post di questa tua serie mi ha fatto riflettere e mi ha sempre dato degli spunti, cosa che (mi) accade sempre più di rado leggendo qualsiasi contenuto su Internet (e non solo).
    Andiamo avanti con resilienza dunque!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...