trenta notti trenta letti #27


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI ILARIA E CLAUDIO

Conosco Ilaria dal 2008, anno in cui ci siamo trovati nella stesso corso in accademia. L’ho sempre presa in giro, lei e la vicina di banco Chiara, per il loro approccio ansiogeno alla vita del biennio. Sono diventate così Elias e Tesini in più fotomontaggi e alla fine sono state soprannominate Le Galline. Nella più bella accezione del termine. Quando c’erano le seratone in NABA e loro non c’erano, bastava aggiungere le protagoniste di Galline in Fuga e il gioco era fatto. Ma dietro questa sciocchezza da scuola media, Ilaria intanto covava (ops) la sua lotta più grande, il suo obiettivo: l’impegno sociale, quello da pasionaria, sentito, vissuto, per la lotta alle Mafie. E quindi chi, meglio di lei che lavora con Libera, poteva essere messa nel progetto per parlare di libertà? E in questo a casa non è sola: Claudio, suo marito, la segue, partecipa e la supporta in tutte queste attività.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

Ilaria: “Siate autentici sovversivi”, don Luigi Ciotti ci ha salutato così ieri, dopo la tre giorni di Contromafie a Roma. Essere veramente liberi, in effetti, ė essere autentici nell’indole e sovversivi nell’approccio. Diciamocelo, affermare in ogni momento e con chiarezza da che parte si sta, contro le mafie, contro la corruzione, per la cultura e per i diritti, e assaporare a pieno la propria libertà soltanto nella libertà dell’altra persona credo sia oggi un atto, ahimè, rivoluzionario. E allora può sembrare una contraddizione, ma io mi sento libera quando mi sento responsabile perché se ognuno di noi realizzasse quanto potere esercita nella più piccola e apparentemente insignificante delle scelte che compie ogni giorno, la libertà non sarebbe un privilegio di pochi, ma una garanzia per tutti.

Claudio: L’altra sera a teatro, guardando attori “fine pena mai”, la Compagnia della Fortezza, ho pensato che la libertà – più del coraggio – è il contrario della paura. È un fatto di dignità, sempre più spesso calpestata, dietro sbarre che ci costruiamo da soli. Come difendersi? Ho trovato in Ilaria una splendida moglie e alleata: se ci siamo sposati il 25 aprile qualcosa vorrà pur dire!

Esco, li lascio fare colazione da soli perché sono bellissimi e io sembro uno dell’ISIS che sta occupando il terriotorio.

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