trenta notti trenta letti #25


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI NICOLETTA E PAOLA

Nicoletta e Paola stanno insieme da 11 anni, vivono assieme e hanno due bimbe. La loro casa è bellissima, si affaccia sul palazzo Unicredit e, sebbene in un contesto ipermoderno, ha una caratteristica atavica: la componente familiare. Ho passato la sera con loro e le creature, respirando un clima di grandissima pace, in cui nulla era forzato o complicato. Parlando ci diciamo che per essere genitore, si deve essere risolti. Io mi accorgo di non essere pronto, che mi ci vorrà ancora un bel po’ di tempo per poter dare al mio pargolo l’opportunità di essere un adulto sano, costruito, pensante. Parliamo anche del fatto di come sia difficile e complicato essere una famiglia omogenitoriale (definizione orrenda, mi si scusi), per tutta una questione di tutele dei/lle figli/e. Viene da prendere il mitra, ma poi se guardi Vittoria o Francesca ti fai passare il nervoso. Perché a volte, la soluzione è molto più semplice di quello che si pensi. Se hai due mamme, non servono nomi strani, spiegazioni o psicologi: una la chiami mamma Nico, l’altra mamma Paola.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

Il concetto di libertà di una persona non è universale come si potrebbe pensare. Varia con la crescita e la maturazione, con le diverse fasi della vita.
Se penso alla libertà oggi penso più che altro ad una libertà negata.
La libertà non è sempre e soltanto poter essere se stessi. In un paese moderno e democratico la libertà dovrebbe essere sancita da un diritto che legittima questo comportamento.
Il nostro desiderio di libertà oggi è quello di poter scegliere di impegnarci e “vincolarci” per tutta la vita, reciprocamente e nei confronti delle nostre figlie..

Le lascio a fare colazione. L’immagine del quotidiano, quando c’è amore e risolutezza non è banale, stereotipata, fastidiosa. È la calma che diventa l’ingrediente del primo pasto, non in termini di non avere fretta, ma nell’accezione del: sì, è così che deve andare, è così che voglio, va tutto bene, siamo qui per voi.

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