trenta notti trenta letti #20


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI RICCARDO

Da una padovana DOC a un padovano DOCG, Riccardo. Lo chiamo da sempre clone, perché credo sia me in versione giovane. Forse è me in versione seria. Fa l’avvocato ed è sempre preciso, vestito bene, incravattato. Insomma, sicuramente lui non viene mai fermato all’aeroporto, cosa che al sottoscritto succede sempre. Anche quando si va o ci si trova a ballare, io divento fine, umido, sudato come Carmen Di Pietro in un regionale per Bitonto, lui sempre con grande aplomb, preciso, regale. Passiamo la serata a parlare di scelte, anche col suo coinquilino. Abbiamo tre età diverse, mi piacciono le tre visioni delle cose che ci raccontiamo a cena. Una cosa mi pare ci accomuni: ci piace più fare, che stare a sputar sentenze. E dire che Riccardo è un avvocato.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

Essere liberi è un privilegio che comporta molta responsabilità. È qualcosa che si conquista con il tempo. Implica rispetto per se stessi e per gli altri. Non è facile essere liberi

Esco, questo letto è stato bello come tutti gli altri, ma un po’ strano, perché è vicino a casa mia. Non ci penso, corro e vado a prendere l’ennesimo treno di Ottobre.

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