trenta notti trenta letti #19


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI IVA

Nonna Iva è la mamma del mio papà. È del 1920, la risposta veneta a Tina Pica e Franca Valeri. La sua è una storia che devo decidermi a scrivere, che parte da Pozzonovo, passa per Padova e arriva a Udine. Orfana, poi ricamatrice, poi Nonna. Ha fatto la fame, la guerra, due figli, ha avuto molti cani e dato della cagna a molte donne, di solito quelle che ronzano attorno a mio papà. Mi ha sempre insegnato a non dover rendere conto a nessuno di quello che faccio e di essere l’unico da cui dipendere. Diciamo che se ho un caratteraccio è anche merito suo, non conosce l’arte della mediazione, ma conosce quella del cuore. Ha cominciato a sorridere nelle foto dopo gli 80 anni, nessuna donna delle pulizie supera l’anno, crede che la precedenza stradale sia un fatto di età e non di codice. Col tempo io sono diventato il doppio di lei in altezza, la vedo perdere qualche colpo e invecchiare, ma ogni volta che la vedo, mi sento piccolo e protetto.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

È una cosa bella, perché ognuno la può vedere come vuole. Senza fare male agli altri. Ora sono molto più libera, quando ero piccola dovevo dovevo stare attenta a tutto, a mio fratello, alle oche che non mi mordessero… In collegio poi non eravamo libere, però ci hanno insegnato un mestiere, l’educazione, i modi. Oggi i giovani son più liberi, ma non sono educati. Dire “faccio una cosa perché mi va bene così” non è libertà, è cattiveria, la libertà è capire perché fai o non fai una cosa. La libertà ce l’hai dentro, però va usata bene, anche per gli altri, non solo per noi stessi.

Uscendo nel vialetto mi insegue, si guarda attorno e mi prende la mano. Come un pusher mi consegna la paghetta avvolta nello Scottex e finge indifferenza.

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