trenta notti trenta letti #12


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI SILVIA

No, non vi siete sbagliati e non mi sono sbagliato. È successo che il letto mi è saltato e allora sono ritornato nella casa #5, da Silvia. Visto che il progetto parla di letti e non di case, eccomi qua, sul divano letto. Silvia ha dormito nella sua camera che avevo occupato la settimana scorsa. Ieri pomeriggio quando sono rientrato con la bella notizia l’ho trovata avvolta da una nube di incensi che si leggeva le Operette Morali di Leopardi. Ieri sera mentre guardavo Report e mi inorridivo per le storie di Concordia (Costa era un mio cliente e seppi 12 ore prima della partenza di non dovermi imbarcare su quella nave) lei rideva sul divano mentre guardava il backstage di quei mufloni dei Dieux Du Stade. Poi ci siamo messi a parlare di libri, Zoro e Timi. Così, per capire bene il contesto.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma zì, ti sei ricordata proprio tutto l’altro giorno? Devi aggiungere altro?

Sì una cosa importante: le libertà che mi concedo oggi erano impensabili quando ero giovane, ho imparato a volermi bene, sto diventando capace di non fare ciò che non mi va di fare.

La lascio davanti alla scrivania che si cerca casa a Roma, per “avere anche la libertà di annaffiare delle piante”.

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