trenta notti trenta letti #11


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI FABIO E LAURENT

Fabio è il vicino di Fabio di ieri. Ho conosciuto Fabio e Laurent quando Fabio e Andrea si sono sposati e facevo da dogsitter a tutte e due le coppie. Poi, visto che non è l’esser gay a esser contagioso, ma il matrimonio sì, anche Fabio e Laurent si sono sposati. Insomma qua si sposano tutti, ma… non qua in Italia. Sono già stato ospite di questa casa e mi è subito piaciuta la definizione di Laurent: “là c’è la camera degli amici”. Credo che l’ospitalità sia una dote preziosissima e che la cura per le persone parta anche da piccole cose come un nome: amici suona meglio di ospiti. La cura, poi. Una bella parola, a me piace pensarla riferita al bene, all’attenzione, non alla soluzione di un male. Qui la si vede in ogni angolo, questa casa è tanto bella, grande quanto curata.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

La libertà è il viaggio della vita senza paura della morte. Non siamo liberi perché viviamo la nostra intera esistenza nell’attesa del momento della morte con il tempo come nemico il cui trascorrere ha come unico scopo l’avvicinarci alla tragedia più temuta. L’uomo può dirsi libero solo nel momento in cui capisce, profondamente, che la morte non è altro che un passaggio, una porta che ci consente di entrare in un’altra stanza, un ponte che ci porta da una sponda all’altra del fiume. Niente di più. L’uomo è libero quando realizza che la morte non è una caduta nel nulla, ma la scoperta di un nuovo mondo, di una rinnovata realtà! Ed è questa l’unica cosa che distingue gli esseri umani dagli altri esseri animali. Loro non sanno che esiste la morte e vivono pertanto tutta la loro esistenza liberi dalla paura di morire: per questo li invidio… e li amo profondamente.

Fabio e Laurent, oltre alla camera degli amici, hanno un divano così comodo che il mio progetto potrebbe davvero finire qua. Ma non credo siano pronti all’adozione di un barbuto trentenne rompiballe e disordinato.

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