trenta notti trenta letti #7


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI ROBERTO

Roberto, come Sara, è una delle mie persone preferite. Nei miei mille viaggi, la sua cuccia è una costante di partenze e arrivi. Non solo da un posto all’altro in cui devo andare, ma mi sono accorto che è un luogo di partenze e arrivi per dei momenti importanti della mia vita. Una costante nel mio cuore, una presenza nell’assenza, uno spirito felliniano, un romantico errante che, come me, esattamente come me, è alla ricerca di se stesso e della bellezza, nel suo più ampio termine. Io la vedo in ogni suo gesto, da sempre, basito dalla gentilezza tout court, mai calcolata, ostentata, anzi a dirla tutta a volte spiazzante, anacronistica, così perfettamente anni ’50. Un signore, nell’amicizia, nell’ospitalità, nell’affetto. Affetto, una parola così dimenticata, che peccato. Per fortuna che ci sono persone come Roberto, dovrebbero essere obbligatorie per riassestare i livelli di gentilezza nel mondo.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

Una volta un mio amico mi raccontò la storia di un uomo dietro le sbarre. Era lì, e vedeva la gente e il tempo passare, sempre dietro quelle sbarre. Un giorno disse: ma guarda te, quanta gente in prigione.
Ecco, per me la libertà è proprio questo, non sentirsi mai in gabbia, anche se sei chiuso in un posto.

Oscar, il bulldog, ci guarda dalla cuccia mentre ci abbracciamo forte, stretti, eterni, amici, fratelli, amanti, complici, cani, sognatori, poeti maledetti, cantastorie, attori, registi, contenti, felici, commossi, tristissimi, viscerali, come facciamo ogni volta che ci salutiamo. Oscar se la ride perché invece di scrivere tutte ste fregnacce avrebbe detto: ecco, due cani che si vogliono bene da morire.

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