trenta notti trenta letti #5


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI SILVIA

Silvia è la mia zia di Milano. Non ci lega il sangue ma l’esserci scelti come zia e nipote. Lei dice che mi vuole bene perché in me vede tutti i suoi difetti, io le voglio bene perché mi ha fatto capire quanto la pratica buddista ti cambi letteralmente il modo di vedere le cose. E poi perché è una scrittrice, lavorava in una casa editrice e sarà colei che mi correggerà, in tutti gli inenarrabili errori che farò nello scrivere il mio, di libro. Già lo fa per tutti gli errori che contraddistinguono il mio docile caratteraccio. Riesce a farmi considerare le cose da un altro punto di vista. Riesce a farlo con tutti, perché ascolta con attenzione per trovare un soluzione e non solo per rispondere. Ed è una che ha girato il mondo, e non riesce a smettere. Ci assomigliamo un sacco in questo. Fieri della libertà. Liberi di vedere, provare e ricordare.
La sua casa è un museo di ricordi, la sua gratitudine al passato, alla famiglia è tangibile in ogni centimetro quadro, ma non c’è nulla di malinconico: tutto è riconducibile alla sua formazione, cuore, identità e ha un senso si pace, senza tempo.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

Mica facile dire in poche righe cos’è la libertà… È tre ordini di cose, che provo a riassumere così: essermi liberata – grazie al buddismo di Nichiren – dal preconcetto, dalle antipatie a priori, aver imparato ad andare sotto la superficie delle cose e a non essere giudicante; è poter leggere scrivere e studiare a qualsiasi ora della notte senza dar fastidio a nessuno; è -col vento non troppo forte e le onde non troppo alte- andare per mare in barca a vela, perché “il sapore del sale non si dimentica più” (Jack London)

Negli ultimi vent’anni si è occupata di libri d’arte. Probabilmente qualcosa nella vostra libreria è opera sua. Vi consiglio di cercare invece i suoi libri su Amazon. Portare di pari passo il racconto di una storia e della libertà non è da tutti:
http://www.amazon.it/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ASilvia%20Palombi

 

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