trenta notti trenta letti #4


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

L’HOTEL ORRENDO

Il vagabondare mi porta a Firenze. Oggi si sposano Julia e David, a Vinci. Per questioni logistiche ho preso un hotel e una macchina. Entrambi orrendi. Una stamberga che gioca sul fatto di essere vicina alla stazione e un esempio su ruote di come Marchionne voglia fare morire il marchio Lancia. Ma chissenefrega, anche. Il matrimonio è all’americana, e ci sono tutti i parenti di San Francisco, un posto del mio cuore, rivedo amici di lì, e passo la giornata coi miei ex compagni di accademia. Rientro in hotel alle 3 e mezza, e il receptionist non mi è sembrato molto collaborativo.

Ripenso allora a cosa mi ha fatto pensare alla libertà durante la cerimonia. E mi viene in testa questa lettura di Kavafis, Itaca:

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Ce n’è di strada da fare.

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