trenta notti trenta letti #3


trenta notti trenta letti nasce da una scelta: non rientrare a casa mia per un mese. Il motivo non è importante e la sfida è trovare ogni giorno un nuovo letto. Chiederò a chi mi ospita che cosa significa per loro la parola libertà. In questo momento per me la libertà è un viaggio, un viaggio che durerà trenta giorni nelle vite delle persone che fanno parte della mia.

LA CASA DI FRANCESCO

Francesco è stato il mio primo amore coi baffi. Quando è finita non gli ho parlato per un anno e mezzo, perché si sa, ho un pessimo carattere e ho preso il peggio dalle mie origini veneto-friul-puglio-slave-ungariche. Quando il sentimento matura, forse è lui che ci fa capire che il nostro cuore ha dei cassetti segreti che vanno svuotati. Non a caso, da sempre, uno chiama l’altro nei momenti di difficoltà e l’altro arriva a sostenerlo. Anche se l’ultima volta che accadde… io, che avrei dovuto accudirlo la notte per un incidente capitatogli, non l’ho fatto dormire perché russavo come uno yeti in letargo. Mi dirigo verso la porta. Mi dice che mi forse mi vuole più bene di quando stavamo assieme. Mi sa anche io.

Ringrazio e chiedo prima di uscire: Ma che cos’è la libertà?

La libertà è potersi concedere di trasformare i “devo” in “dovrei”. La libertà è avere le palle di buttare all’aria la quotidiana routine, un lavoro sicuro, per inseguire i propri sogni.

Lui nella foto non c’è, perché ha detto che mi strozza se lo fotografo appena sveglio. Se non è volersi bene questo…

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