Di farfalline e rigatoni.


Il nostro paese ha una caratteristica che lo rende unico in tutto il mondo. Finire tutto a tarallucci e vino. E nel caso di Mr.Barilla, mai frase fu più azzeccata. Una dichiarazione pesante, ignorante, poco intelligente come quella fatta a La Zanzara tra poco diventerà un “massì dai, ormai è passato, tanto…”. La stessa cosa che è accaduta per quella cretinata di legge portata avanti da Scalfarotto. Qualcuno ne sta parlando questa settimana?

In qualsiasi stato evoluto in cui ci sia il valore della memoria, che non è piangere con una bandiera davanti a una lapide, ma ricordare e soppesare le dichiarazioni udite, da qui a un mese Barilla avrebbe un crollo vertiginoso delle vendite, cosa aggiustabile, ma soprattutto un’incenerita definitiva della propria reputazione. Soprattutto di questi tempi, in cui la webreputation è la merce di scambio, non un pacco di pasta da GDO. Non sto a raccontare tutte le azioni mediatiche degli ultimi due giorni, le avete viste tutte su facebook, twitter e varie redazioni online. E’ il tempo dell’economia delle relazioni, l’economia in cui, giustamente, tutti i messaggi di un brand devono essere veicolati e strutturati. L’era del buon senso è finita, l’era del buon senso è quella del “ci arrangiamo”, quella del presappochismo che ci governa, nutre, decide per noi.

Ecco, è quel tanto che mi fa incazzare. Siamo la cultura del sì, ma tanto, che ci vuoi fare, è così. Non fatelo a mio nome per favore. Io sono incazzato, perchè il mio commitment nella causa di chi non è una “famiglia tradizionale” è quotidiano. Me ne assumo pure la responsabilità, prendendo in giro Barilla sulla pagina della mia agenzia e parlandone coi i miei studenti a lezione. Non butto via la pasta o i biscotti che ho in credenza. Semplicemente non li comprerò mai più. Perchè, caro Mr.Barilla, non è il brand che sceglie i clienti, è il cliente che sceglie il brand. Tanto meno può farlo un brand che ha come target il mass market, non state vendendo lusso, ricerca, qualità. State vendendo la pasta, che è il pasto base per molti, per un puro motivo economico. Costa meno di un euro e ci mangia una famiglia. Una cosa però vi è sfuggita: non potete chiedere lo stato di famiglia a chi vi compra(va).

Dichiarando poi questo grande amore per la sacralità della famiglia di chi guarda i vostri spot, Mr.Barilla, offende chi, lavorando nel vostro gruppo, non può averla la sacralità della famiglia. A meno che non ci sia una policy di non assunzione di risorse LGBTQ. Dichiararsi tolleranti verso gli omosessuali, che possono fare quello che vogliono senza disturbare gli altri è l’anticamera della discriminazione. E’ un modo carino, molto terzo reich di dire che la cosa non è socialmente accettabile. Anche fare la controdichiarazione dicendo che si rispettano gli omosessuali è la traduzione del “sì, ho molti amici gay, sono sensibilissimi, e che gusto, che divertenti”.

Anche sulle donne non è stato molto carino, Mr.Barilla. Credo che molte delle massaie che negli del boom cuocevano i suoi rigatoni avrebbero preferito fare altro che la colf 24/7 per la famiglia. Sottendere che una donna deve stare dietro i fornelli credo sia una considerazione già superata nel mesozoico.

Chiudo, perchè parlare della stupidità mi annoia mortalmente con una piccola considerazione. Parlare di sacralità della famiglia proponendo spot di un mugnaio 50enne che vive con una gallina credo offenda circa 300 passi della Bibbia. Soprattutto perchè si vede benissimo che Banderas (oddio, è un divorziato amico di una checcona come Almodovar) è un prigioniero in quel mulino, non italiano, non sposato (il matrimonio con le galline non vale), che accoglie ragazzine minorenni che di notte vanno a chiedergli il cornetto, che balla fino all’alba con una bionda per poi… abbracciarla, che parla di inzuppare ai bambini di 10 anni, che ha un mulino frequentato solo da bei ragazzoni… beh non mi pare coerente.

E se ancora non lo capisce, parlando sempre di sacralità della famiglia, si ricordi, Mr.Barilla, che Gesù è nato da una madre che non l’ha concepito col marito, ma che in verità era figlio di un altro. E che era un capellone che lavava i piedi agli appestati. Così, per rinfrescarle la memoria.

La famiglia non è uno spot, Mr. Barilla. La famiglia è amore.
A prescindere dal fatto che chi ne fa parte abbia farfalline o rigatoni.

(Se vuole leggere qual è la mia, clicchi qui.)

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