Toccasti?


L’estate scorreva lenta ed indifferente, quasi stufa di vedere tutta quella gentaccia, quella terra brulla, quella natura secca. Così direbbe uno scrittore improvvisato, una persona pratica avrebbe detto: era fine agosto ed eravamo tutti stanchi, anche dell’estate.
Quel giorno Mena era alla spiaggia di San Marco, il costume nero intero intero, un motivo animalier a sottolineare le coppe. Portava i capelli corti, rosso Orietta Berti, da sempre. Sorrideva anche come Orietta Berti, le dicevano. Non aveva mai capito se fosse un complimento. La corriera partiva da Catania la mattina presto, la borsa di vimini aveva le carte e il termos. Il telo, Zucchetti, da sempre chiamato La Tovaglia.

Quelli della corriera non sapevano se Mena era una schitta o una ricca vedova dell’Isvizzera, e a lei andava bene così. Un marito l’aveva avuto, ma l’aveva disonorata a Torino con Agata, una minuta donna nota per essere di ampie vedute, ma soprattuto di ampie aperture. Degli arti inferiori, per essere precisi. Un figlio c’era, Lillo, l’orgoglio di mamma sua, sposato e che le diede ben 3 nipotini.

Posò Confidenze, una lettura sempre di grande fascino e si diresse verso il mare. Non ci poteva credere. Era veramente lui. Tancredi. Il suo primo filarino, lattoniere figlio d’arte, la andava a prendere per un Tamarindo con la lambretta. Lei usciva di nascosto, e puntualmente veniva beccata dal padre. E quante ne beccava poi.
Tancredi era stato un bellone, ma si sa, la gravità non è un’opinione, soprattutto quando si parla di capelli. Ora infatti la fronte del lattoniere era alta, al punto di unirsi in un codino dietro la nuca. L’occhio era rimasto sempre lo stesso, azzurro come la canzone di Celentano. Mise le mani sui fianchi ed entrò in acqua, sperando che l’acqua annegasse l’emozione. Non nuotava, lo trovava ridicolo per una donna di una certa età, le teste delle coetanee che uscivano dal mare le ricordavano sempre le tartarughe viste allo zoo. Sconveniente.

Tancredi era in acqua, la faccia da spaccone era rimasta. Mena. Tancredi. Mena!
Cominciò un piacevole riassunto degli ultimi anni, dalla crisi petrolifera allo spread, senza entrare nel dettaglio dello stato attuale delle cose. Disonorata lei, solo lui. Risate e sguardi, ricordi e sguazzi accompagnarono il tempo passato assieme.

-Mena, ma ti ricordi che avevi paura dell’acqua alta?
-Sciocco
-E io andavo sotto, alzavo le braccia per farti vedere quanto lo era, e mi dicevi…
-Toccasti?
-Sì, toccasti! Ahahah!
-E toccasti, toccasti…
-Eravamo giovani! Vediamo se riesco ad andare sotto e toccare ancora il fondo coi piedi
-Alla tua età
La pancia di Tancredi non aiutava la discesa, tanto meno il nervo sciatico, ma ci teneva ad impressionare la Berti del lido San Marco. Mena era divertita, piacevolmente ridanciana della scena. I maschi che vogliono impressionare le femmine rimangono cretini sempre, dall’oratorio alla tomba, pensava. Decise di aiutarlo.

-Tancredi vieni qua.
Salì sulle spalle dell’uomo, che preso fiato si perse in acqua.
-Toccasti Tancredi?
-Toccai.
Risero. Tancredi toccò. Esattamente come quando avevano 17 anni.

per la foto © http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/spettacoliecultura/tuttostefania/esterne051409290508141021_big.jpg
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...