Rumore di Raffa


Oggi la Carrà ne fa 70. Arrivarci. Così, poi. Il mio primo ricordo televisivo è legato alla Carrà: volevo spaccare lo schermo e entrare in studio (lei dice istudio). Il secondo me lo han sempre detto le nonne: a mezzogiorno non mangiavi se non mettevamo “Pronto Raffaella?”. Era chiaro da subito che sarei stato favoloso.

La Raffa ha cantato tutto e parlato di tutto. Prima di cantanti fotocopiatrici e di cantanti inchiattite americane.
E piace a tutti, perchè è pop, ha le cosce e il caschetto biondo. Diffidate da chi non la apprezza.

Già, le cosce. Ha mostrato tantissime cosce, tutte sue e belle tornite, e come se non fosse sufficiente, la Raffa è stata quella che ha portato l’ombelico in tv, facendo vacillare i colletti bianchi della DC, prendendo le multe, rischiando che i programmi saltassero.

Il corpo. Pop e non Poppea, ha ballato in mezzo alle stangone, come Kesslers e Mina, senza che si notasse la differenza di altezza, ma qui si parla di grandezze, più che altro. Funzionava in quei contesti perchè era il sogno ma anche l’identificazione, non era il posso farcela anche io, ma il lei è come me. Semplice.

E parlando di semplicità, Raffa ha anche inventato le spalle a tettoia, dando riparo a migliaia di ragazzi diversamente etero danzanti, che l’avrebbero negli anni resa icona, lei che in mezzo a questi barbuti dal pantaloncino sempre troppo corto ci è cresciuta. La Raffa, infatti, ha cantato l’amore gay prima di tutti e tutte, e l’ha fatto in tv, nei concerti nei dischi. Non ha fatto l’accondiscendente alla Tatangelo (amico ghei tu sei diverso ma sei come me), non ha fatto l’ignorante impegnata come il Piccione dicendo che si può guarire da una malattia che malattia non è, non ha usato i più gay più estremi per fare marketing come Lady Plagia. Ha cantato la sua storia e dell’incontro con Luca, che a un certo punto non ha visto più perchè andato via con un ragazzo biondo. Ha cantato 30 anni prima quello che ogni ragazza qui a Milano ha sperimentato: avere vicino uno troppo bello per essere etero. E fatevene una ragione, amiche.

Ma ha cantato anche di amanti, di amici di letto, di amiche stronze che ti rubano il fidanzato, di vendette per le corna. E anche di giri di lenzuola, di amori veraci, di serate in cui si esce per dimenticare, di lui che ritorna dopo la serata brava. Una donna che senza problemi dava le dritte all’uomo per cominciare a far l’amore, fagli capire quello che vuoi, di lui che saluti l’amante da parte di Raffa. Il sesso deve essere pop, come la Raffa, e così lei l’ha trattato. Volutamente non cito tanti auguri, quella che chi non sa chiama “com’è bello far l’amore”, una canzone fortunata ma da trenino di capodanno. Il cuore della Raffa non è mai stato semplice, vero, è importante trovare qualcuno più bello che problemi non ha, ma la Raffa vera è quella di Io non vivo senza te. (Cacchio se siamo uguali.) C’era anche l’amore di mezzo, sempre. Riproviamoci, diceva, non dobbiamo litigare più, diceva.

La mia preferita? Rumore. Una canzone rock, lontana dalla Raffa delle sigle, una canzone che io ballo il venerdì sera qua a Milano, e che qui su Rockit raccontano meglio di come farei io. http://retroterra.rockit.it/2012/06/25/rumore-ovvero-come-raffaella-carra-scopri-il-rock/

Ha cantato tutto, ha fatto il rap quando non ancora esisteva con Celentano, il latino, l’inglese, le terribili musiche elettroniche, il raggae, il tango, la discodance, la rumba, l’esotico, il rythm’n blues…

A livello di tv ha inventato il mezzogiorno, prima in quella fascia non c’era nulla. Ha portato anche i musical in trasmissione, ha intervistato chiunque, ha inventato il people show all’italiana. Ha inventato i videoclip, anche se si chiamavano sigle all’inizio. Ha fatto pure parecchi film, e sebbene recitare non fosse il suo mestiere, non ha mai recitato da cagna come la Sandrelli, nemmeno in Mamma per caso, produzione Rai.
Ah, sì, poi è conosciuta nel mondo latino tanto quanto la Coca Cola, quando faceva i concerti in Argentina per uscire doveva nascondersi nel cesto degli asciugamani. Non credo che l’Autieri possa dire altrettanto.

Il segreto? Si è fatta un paio di cosce così, seguendo il suo ombelico(il cuore). Ha sempre avuto la situazione sotto controllo, sapeva anche che Benigni le sarebbe saltato addosso quel giorno. Ha studiato, tantissimo, provato, tantissimo, si è improvvisata pochissimo nel lavoro, ha sempre trattato tutti con rispetto e gestito questi ultimi 70 anni con umiltà e sorriso sulle labbra. E poi ditemi che non è buddista pure lei.

Grazie Raffa.

oggi su In diretta dal divano di Andre si parla, anzi si canta e balla Raffa tutto il giorno.

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