Palestrology: KISS ME KISS ME LYCRA


Sono il primo ad essere stupito da cotale mancanza nella descrizione della flora e fauna di palestrology. E dire che lei è famosissima, è la più comune, la più di tutte. E’ la Kiss me Kiss me Lycra.

Ce l’abbiamo in cinque modelli sostanzialmente: american tapparel, panterona, gay, old, spinning.
L’american tapparel  è la più giovane di tutte. E’ un po’ tappa, da qui il nome, e veste tutta attilescions per il benvolere dei pt, i quali potranno tirare fuori la lingua al suo passaggio. Passaggio studiato a puntino, con tanto di mappa e cronometro, durante il quale lei farà finta di nulla. I succinti leggings sono per forza american apparel o nel caso delle più innovative, quelli a stampa cosmica che vendono da hm. Materiale tecnico non pervenuto, puro cotone di plastica.

Poi c’è la panterona, che di solito è ricchissima oppure ‘na lavandara. La ricchissima ha il pt, che suda anche per lei, e mette il bòdy (pronunciato alla Anna Dello Russo) sopra i leggings. La versione lavandara invece ha come punti di riferimento Barbara Bouchet, Sidney Rome, Olivia Newton Jones e anche un po’ Gill Cooper e quella alta di studio aperto, ma sembra sempre Gegia. Ovviamente completano l’outfit polsino, fascetta, evian o sorgente resegone a seconda dei casi. La panterona esiste anche in versione panteronas, una che ha avuto un sacco di culo nella vita. Olè.

La variante gay è la vera Kiss me Kiss me Lycra, non c’è nulla da fare. Di solito total black, la marca qui non c’entra, è una questione di rigonfiamenti. Il suo punto di riferimento è Madonna, tutta in nero, anche se quello non era lycra. Lei infatti punta tutto sul pacco, studiando la posizione del punteruolo esattamente come si fa per la meridiana, scegliendo la posizione migliore a seconda dell’ora di allenamento e dell’esercizio. Non è audace come La Golden, che sotto il pantalone nulla, la kiss me lo sa che in verità tutto quel lycra è contenitivo. Ebbene sì. A bene osservarla, quando ella non cammina ispirandosi alla Real o Stronz Model, esercitandosi nel difficilissimo esercizio pancia-culo-indietro-pisello-in-fuori, si nota una morbida rotondità sul fianco, attorno all’ascella, nel sottopetto, sull’addome. Ma non è questo il suo vero problema. Il problema è l’odore.
Eh sì, perchè il sintetico non è mai stato amico delle ascelle in generale, figuriamoci poi se il sintetico ricopre tipo budello del salame un corpo che è lì per sudare almeno un’ora. Se a questo aggiungiamo il fatto che molto probabilmente non viene lavata il giorno stesso ma a fine settimana abbiamo l’effetto spugna odorosa. Tipo quando dimenticate un melone sotto il sedile della macchina d’estate. Chiaro no?

Poi c’è la variante old. E qua c’è poco da ridere. La variante old indossa le braghe in lycra perchè… tengono su. E non voglio andare oltre.

Chiudiamo con la variante spinning. 99,9% etero, presenta molti sponsor (caldaie, case del formaggio, auto economiche) ed è accessoriata di cardiofrequenzimetro messo direttamente a contatto col petto. Di solito modello bretellosa, viene indossata dai ciclisti delle stanze buie e tecno (contenti loro) senza biancheria intima, creando quell’effetto sedere di scimmia rosso al momento dello spogliarsi. Ah ma la loro kiss me lycra suit non è mai puzzolente. Essendo lo spinner etero ha sempre una madre/fidanzata che lava la sua roba della palestra nell’autoclave.

Da Palestrology è tutto, buon allenamento.

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