una sorella che ha un accento strano


Mi è un po’ difficile cercare un inizio per scrivere di noi due. Perchè Valentina è una parte gigantesca, come l’isola in cui è nata, del mio inizio, del mio nuovo inizio. Lei è proprio come la Sardegna, uno dei posti più accoglienti che abbia  mai visitato in tutta l’esistenza, uno dei più belli, profondi e anche spigolosi, perchè se non ci fossero degli spigoli non si difenderebbe la bellezza.

Mi è difficile anche scrivere perchè l’emozione mi fa un po’ socchiudere gli occhi, ma so che è un prezzo che devo pagare per tirare fuori, una volta per tutte, l’amore e la riconoscenza che ho per una sorella che ha un accento strano e che tante volte ha minacciato di darmi in pasto ai maiali quando dicevo fesserie sulla mia vita.

Cara Valentina Stuphin Forrester, a Milano eri di passaggio, l’hai sempre detto, come hai sempre detto che non sei venuta qua perchè volevi fare la milanesoide, ma perchè hai seguito il tuo cuore. Che adesso ti ha fatto fare la scelta più giusta, quella di tornare a casa, dal cuore mamma, dal cuore lui. Io da egoista ho sempre sperato che fosse un passaggio lunghissimo, ma siamo due bestie randagie io e te e quindi capisco, perchè se oggi ho un minimo sindacale di felicità in continuo progress lo devo anche a te.

Ricordo ancora quando a quel tavolino sui Navigli ti raccontai che avevo capito che mi piacevano i ragazzi. Tu avevi riso, lo sapevi già e io avevo paura. Ero terrorizzato, ero piccolo anche se sono uno stangone, Poi sei diventata la mia ambasciatrice ufficiale, mi hai aperto la porta di casa, mi hai obbligato a mettermi in gioco, a uscire, ad andare a ballare, a smettere di pensare come un ciccione, a fare il figo. Mi hai fatto entrare dappertutto quando ero fragilissimo, quando ero attrattissimo da tutto e messo peggio del gattino della barilla.
Mi aiutavi nel rimorchio, mi scrivevi i copioni delle mie impossibili storie, mi hai insegnato cosa dire e quando. Hai anche accolto chi mi ha ingannato, vivendo a casa mia per un mese o quel che era a scrocco, giocando sul mio bisogno d’amore, che volevo un cuore e mi dava il culo.
Mi hai sempre raccolto con l’aspirapolvere quando cadevo a pezzi, e poi quando sono cresciuto, diventato un po’ più grande, ho anche potuto farti da spalla, sostenerti, ascoltarti e dare il cretino come non mai. Non so fare altro, io posso dare solo questo e tutto il mio cuore a chi voglio bene.
Siamo fratelli ma non abbiamo tutti i genitori in comune, però io a Quartu mi sono sentito a casa, e tu con Miri pure, lo so.

Ho visto il tuo periodo buio qua a Milano, perchè questa città fa male a chi ha il mare nel cuore, eri un cane in gabbia, a catena, i tuoi occhi nell’ultimo anno mi hanno detto tutto, anche se ti ho visto poco, nel bunker Diesel, e poi tornavo a casa e scrivevo di te sul blog, senza che te ne accorgessi. E quel lavoro, che mi ha sempre reso orgoglioso, ogni volta che devo fare il culo a qualcuno che si lamenta parlo di te. Anche l’anno scorso a un mio studente, che voleva cominciare la carriera direttamente da Dior, ho parlato di te. Di come ci si rimbocca le maniche e ci si tappa il naso, si comincia dagli scatoloni, sui navigli, si passa nella distribuzione, e poi in alto. Con diplomi, lauree e quotazioni da artista, non con avidità o arrivismo. Sei stata una case history alla Business School de Il Sole 24 Ore, te l’avevo detto?

Anche se piango mentre scrivo, sono contento che tu vada per la tua strada. Mi hai sempre fatto capire che si sceglie col cuore. E quindi è giusto che tu lo segua, e sia felice, a casa, col mare di fronte.
Quindi, Chipster, grazie, perchè se ho capito quale sia la mia, di strada, è soprattutto merito tuo.

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7 pensieri su “una sorella che ha un accento strano

  1. Sapevo che AndreBellomo sapeva starti vicino, sostituire la nostra fratellanza in quel di Milano, farti ridere con le cazzate, asciugarti le lacrime al posto nostro! E questa pagina di diario è riuscita a racchiudere la storia di un’amicizia bella, quella che si vive quando si è fuori, “all’estero”! Grazie AndreBellomo per esserti preso cura della nostra VU!…ora quella bellissima persona che ti ha lasciato il segno nel cuore torna a prendersi cura di noi!…e noi di Lei!!! 🙂

  2. Avere un buon compagno di viaggio anche se solo perun tratto di strada è una grande fortuna . Il vostro non è stato un viaggio organizzato ma come i pioneri avete affrontato strade difficil. ie inesplorate
    In bocca al lupo per il vostro nuovo viaggio

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