Come il vento contro il muro


Prima, mentre andavo al mio meeting buddista, chiudo la macchina e mi accorgo che la serratura non c’è più. Ieri notte devono aver cercato di fregarmela. Amen.
Non mi interessa, la macchina c’è e stavolta è successo in un mese in cui posso mangiare, quindi posso anticipare l’assicurazione.

Arrivo a casa di Laura e mi accorgo che il computer è rimasto sul sedile. Corro a riprenderlo. C’è. Grande protezione.

Poi mentre giro l’angolo sento che c’è del vento in arrivo. Lo sento sulla barba, che adesso è lunga. Mi piace un sacco la mia barba, anche se fa schifo, è riccia, irregolare, piena di vuoti. Ma è mia. Anzi mi assomiglia. Giro l’angolo, il vento arriva addosso a me, forte, deciso, come mi stesse aspettando. Lo vedo arrivare, prima di sentirlo, si muovono tutti gli stitici bamboo del solito inutile locale da aperitivi del centro, muove le foglioline, muove i bastoni, fa muovere a serpente la parte che pende, quella dove c’è scritto il nome del bar, insomma, avete capito. Muove tre sigarette per terra e arriva. Forte, carico contro di me. Mi travolge, ma io non mollo, cammino, la sigaretta si illumina di più, la barba fa da schermo. Delle foglie si staccano e finiscono là, contro un muro di cemento di una nobile abitazione. Sbattute.

muro

E lì mi sono rivisto, ho voluto essere quella foglia, stufo di fare l’albero che resiste a tutte le intemperie, vento, pioggia, innamorati che incidono, ubriachi che ti pisciano addosso, sacchetti di plastica che non ti fanno respirare perchè rimangono tra i tuoi rami. Quella foglia, quella foglia. Rispetto il vento perchè muove il mondo, mi ricorda la città che mi ha fatto crescere, Trieste, dove il vento porta via lo smog e ti regala nuove idee, nuove persone, aria buona. Avrei voluto farne parte, lasciarlo decidere per me, essere portato su, una foglia da 185 cm, che finalmente si scaglia contro il cemento. Ho visto la scena, ero sollevato, ero in alto e mi sono schiantato. Diventato parte del muro e vedere il computer cadere, spaccarsi in mille pezzi, con tutti i tasti sparsi sul cemento indifferente. Lettere rotte, peggio del cuore che si sente cemento e scriverebbe solo parole dure, difficili, buie.

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2 pensieri su “Come il vento contro il muro

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