Si moltiplicano nell’apparato respiratorio


Il freddo provoca una paralisi delle cellule ciliate che rivestono l’apparato respiratorio: in questo modo, i microrganismi intrappolati nel muco non possono più essere espulsi e, anzi, si moltiplicano nell’apparato respiratorio: è questo il meccanismo con cui il freddo favorisce le malattie respiratorie.

Premesso che la definizione di cellule ciliate mi fa ridere in maniera sorniona da quando ho 9 anni aprendomi tutto un mondo di mine e moire, concordo con l’enciclopedia medica. Col freddo i microrganismi che dovrebbero essere espulsi si moltiplicano, rimangono dentro il corpo come il pubblico del trenino di BobbaBomemima (così egli pronunciò una volta) a fare festa.

Con i pensieri difficili è lo stesso. Ti alzi ed è buio, tempo di trovare almeno le mutande giá ti trovi l’altra metà del cervello a terra, e la lavastoviglie non ha lavato bene. Fuori fa freddo, l’asfalto è più vivo del cielo che ha il colore delle lenzuola dell’ospedale, e magari ci metti un po’ di nebbia che tanto è gratis. L’ambiente esterno fa scudo, i tuoi pensieri non possono uscire dal tuo corpo. Peggio che mangiare i fagioli e mettere il ricircolo in macchina. Si moltiplicano nell’apparato respiratorio. Li conosci, li eviti, li affronti, sai che devono finire ma restano lì, e si moltiplicano, girano più forte della centrifuga. Si raffredda l’emozione, perde calore la gioia, si decolora anche l’entusiasmo di inizio anno. Non si tratta di pensieri tristi, sono pensieri difficili che soffrono il freddo. Soffrire vuol dire sub ferre, portare sotto, un peso, qualcosa che non è piacevole.

Un pensiero difficile è riuscire a comprendere, a vedere una situazione non trovandone la soluzione. Un pensiero triste è un lamento, punto. E in questo momento io non ho pensieri tristi, solo difficili. Sto cambiando, e quando ristrutturi, esce di tutto. Quella parte oscura, già affrontata che sai non tornerà. Quella parte scema, che ti ricorda di stare attento. Quella parte infante che ti salva, quella parte saggia che ti guida.

Mi accorgo che ci sono delle parti non risolte, che sono uno stupido limite, perché siamo nati tutti perfettamente dotati. Il discorso si fa a me più chiaro, a voi non so. Credo che ci sia bisogno di un cambiamento, e non solo per me. Non posso non leggere, informarmi, guardare la gente per strada, osservare quello che accade. Che mi sembra chiaro non vada bene.

I pensieri difficili te li porti dentro, Si moltiplicano nell’apparato respiratorio. Ti portano a non guardare il resto del quadro. Ecco. Ho capito. Per questo nell’ultimo periodo sono stato più intrattabile del solito. Acrimonioso. È una brutta cosa. Questo dobbiamo cambiare. Non dobbiamo proiettare all’esterno il difficile, ma dobbiamo usare l’esterno (compresi gli altri) per costruire, non per distruggere e distruggerci. Che poi, big news, l’esterno siamo sempre noi, piantiamola con questa concezione egoriferita del cosmo. E se lo dico io…

Un pensiero difficile nasce quindi nella nostra testa, non è un macigno, un buco nella strada, un arto mancante. Quindi sempre nella testa può distruggersi. Come le proiezioni di quello che non va. Perchè la causa esogena è sempre la soluzione migliore, peccato che non esista esogeno ed endogeno se sei una cellula che fa parte di un cosmo. La soluzione potrebbe essere allora quella di fare passare la soluzione attraverso un filtro che non sia cerebrale, che si chiama gratitudine. Se i pensieri di gratitudine per quello che abbiamo, siamo e facciamo  Si moltiplicano nell’apparato respiratorio, allora respiriamo gratitudine e ci facciamo invadere il corpo e tutte le cellule, persino quelle finocchie ciliate.

Allora lo scrivo. Sono grato di quello che ho, sono e faccio. Delle persone e cose belle, ma anche di tutto il triste e difficile che mi aiuta a ragionare e ad essere un essere (Bellomo stai esagerando) migliore e umano possibile. E ringrazio per la forza (la fede?) che non mi fa mollare mai, la ricerca di quello che sarò e la comprensione di quello che sono, sono il mio apparato respiratorio.
Can I have it?

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2 pensieri su “Si moltiplicano nell’apparato respiratorio

  1. Bellissimo quello che hai scitto Andre.
    Mi piacciono i ricercatori interiori che si sanno mettere in discussione perchè fondamentalmente si vogliono bene. Parlando con Luca di te lui mi ha detto: “dobbiamo tiralo dentro” è una persona smart.

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