Pedalate


Sostantivo o imperativo poco importa.
Io alla bici ci sono arrivato sostanzialmente per due motivi. Il primo è che ho un brutto carattere. E fin qui vi chiederete dov’è la novità. E’ che non posso incazzarmi ogni volta che scendo in metro. Fa divertire voi che leggete le mie cattiverie, ma ogni volta che scrivo una cattiveria mi spunta una ruga. E no, io che punto tutto sulla bellezza, no, non posso.
Il secondo motivo è che la benzina ormai si compra da Peck e con un flute la mia macchina non arriva nemmeno da lì al castello Sforzesco. Spero che la comincino ad importare di contrabbando. Altrimenti attenzione voi che non avete la chiusura centralizzata. Ricomincerà l’era del risucchio della benza, e sapete che se c’è una cosa che sanno fare a Milano…

E’ un po’ che ci vado, da tarda primavera (che ridere, la Pausini cantava di primavera in anticipo ma mi pare le sia arrivata in ritardo), tutti i giovedì ore 22.30 Piazza Mercanti. Generalmente ci vado con Alessio, perchè ci teniamo a dimostrare che essere veline non vuol dire essere sceme e così eccoci là, mora e bionda scosciate di cervello a pedalare per la città.
La Critical Mass è un movimento (mai termine più azzeccato) di persone che vanno in bici, e che per una sera a settimana si riprendono lo spazio delle strade. Punto. Non ci sono bandiere, non ci sono partiti, non ci sono poracce che credono di essere lady gaga. Ci sono giovani, più giovani, maturi, più maturi, mamme, papà, nonni, lelle e anche qualche travestita. Ci sono delle persone che coaudiuvano il tutto e anche dei minchioni che si divertono ad aizzare le macchine che vengono fermate per fare passare la massa di biciclettari. Ma si sa, non un mondo perfetto, non si può avere tutto, a meno che tu non sia Fiorito della regione Lazio.

Perchè ci vado? Passata la curiosità per la cosa in sé, ho capito che ne avevo bisogno, che stava diventando una una terribile (sana piacevole stimolante) dipendenza. Quando mi ricapita di fare in bici, con calma e pace strade come Corso Sempione che di notte sembra Parigi per chi ha imparato a moderare i sogni, solo riempito solo di bici? E correre come quando hai 5 anni con la bici sulla discesa della Ghisolfa? O entrare con la bici a Macao?
E si pedala, si conosce, si parla, si ride (io e l’altra velina quando tutti si fermano a bere alla fontanella prendiamo subito della birra e fumiamo ma vabbè). Non ci sono persone incazzate, incattivite, isteriche. E’ un semplice giro in bici con un migliaio di persone vicino a te.

Poi torni a casa pedalando e sorridi a tutti, anche nella settimana della moda, dove si sa, è vietato perché se non hai quell’espressione rigor mortis porno non vai da nessuna parte. Dicevo. Come un ebete, ho sorriso a tutti, non ho nemmeno sentito le petulanze di quelle malate di fotocopiaggine in certi bar. E soprattutto non ho risposto male a nessuno.
Io.
Quindi direi che funziona. E che ci dovete venire.
Giovedì prossimo, 22.30 Piazza Mercanti

Go #create!

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2 pensieri su “Pedalate

  1. Non c’entra niente con il tuo post, ma… beh insomma! Quella locandina mi ha perseguitato per anni.
    Diciamo che molti mi ci rivedevano, spesso dicevano “sei come la protagonista di Monella”. Giuro io prima o poi lo devo vedere.

    Fine della comunicazione inutile e fuori luogo!

    E come diceva mia zia “pedala, nè!”

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