Roma 2 – Concerto del Primo Maggio


Uno sfizio che volevo togliermi da sempre.

Non ci ero mai stato, avevo sempre vissuto l’esperienza in maniera televisiva e trasognata, frignante per il ritorno a scuola del giorno dopo da piccolo o comatoso dopo il primo maggio in giro da grande. Quindi ecco a voi 10 cose da sapere, interessantissime, ovviamente

1-Sfatiamo un mito. La piazza, come vi scrivo sempre anche del teatro Ariston in Sanremo, non è gigantesca come sembra in tv. Per le amiche e gli amici Udinesi, non è più grande di Piazza Primo Maggio: e sto parlando della rotonda racchiusa dagli alberi. Per le amiche e amichi Milanesi direi…metà piazza Duomo. neanche forse.

2-Se come me pensavate di ritrovare la vostra adolescenza, sappiate subito che non è così. Vi sentirete subito più vecchi dei ripetenti che facevano i rappresentati d’istituto al liceo o come quei vecchi che dicono alle signorine in palestra “ehi ti taggo!”

3-c’è gente che ci tiene tantissimo e arriva la sera prima piantando la tenda, assicurandosi così di essere in pole position il giorno stesso, e già col pieno di alcol a colazione. Beata gioventù

4-il 90% dei partecipanti alla festa dei lavoratori non ha mai lavorato. Perché ha 16 anni. Visto come vanno le cose, tra l’altro, mai lavorerà. Da vecchia megera nascosta sotto la barba di un bel ragazzone, posso prevedere che la cosa non gli interessi un granché.

5-Si parla di diritto del lavoro e di incidenti sul lavoro. Poco.

6-Col passare della giornata il prato diventa croccante per il rivestimento di cadaveri di lattine di birra e bottigliette d’acqua. Voci di corridoio molto vicine all’organizzazione mi dicono che l’AMA non aveva portato i sacchetti la sera prima. C’è da dire che è anche difficile gestire i rifiuti di migliaia di persone.
C’è da dire anche che se puoi portarti la scorta da bere, puoi rimettere i vuoti nel tuo lercio zainetto.

7-Andare al primo maggio non vuol dire per forza essere delle menti aperte o evolute. Ci sono sempre i coglioni che spingono tutti per andare avanti, non chiedono permesso per passare (si sono proprio una vecchia) e che arrivano pensando di essere allo stadio

8-Pogare. E qui viene fuori tutta la mia sociopatia. In primis non mi devi toccare. In secondo luogo non mi spingi. Sono contento che tu abbia molto trasporto per le canzoni in dialetto, ma puoi esprimerlo saltellando sui tuoi piedini o facendo uuuuuhhhh! Non serve creare un vortice di spintoni. Ma d’altra parte, la nostra non è una società evoluta. Noi siamo per l’involuzione.

9-Si sta tutti vicini. vicinissimi. Per cui sceglietevi bene un posto e guardate chi avete vicino. Prima di andare sotto il palco, ho visto più unghie mangiate e denti marci in 3 ore che in tutta la mia vita.

10-Sotto palco, nel pezzo della sera ci sono momenti in cui capisci perché hai passato le ultime 8 ore in piedi. Se hai la fortuna di avere un cervello pensante capisci anche perché sei lì il primo maggio, e nel mio caso, dedichi tutte quelle ore in piedi a tutti le amiche e amichi che, nella festa dei lavoratori erano in piedi, dietro un bancone ad aspettare che nessuno entrasse nei loro negozi.

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