Vittima di smarrimento


Come voi ben sapete, ho avuto il dono della bellezza e non quello dell’intelligenza. Quindi perdo tutto quello che può essere tenuto in mano, nonostante sia provvisto di numero 2 pollici opponibili.

Lunedì, bello sgargiullo arrivo qui a fare la bidell…ehm l’editor e parcheggio a pagamento sotto l’istudio. Il mio amico Pisy, che per voi è il sindaco Pisapia, mi ha fornito di una colonnina mutlimediale per pagare il parcheggio. Come in tutti i paesi civili, infatti, finalmente si può pagare col bancomat.

Quindi io arrivo, un po’ come Heater Parisi in questo spot:

e faccio i miei 3,62 di bancomat. Poi prendo il telefono, l’altro telefono, le sigarette, l’accendino, butto via il bancomat, prendo la giacca, prendo la borsa e chiudo la macchina.

La sera dopo ho una bella serata con amiche e amichi, di quelle che insulti degli sconosciuti e poi vi diventi amico. ❤ Rosy ❤ Visto che siamo in tanti, non posso pagare col bancomat, quindi prelevo.

Arrivo davanti alla banca, apro il portafogli, escono i pipistrelli, la carta di credito mi implora di non essere strisciata e il bancomat… non c’è. L’espressione del mio volto diventa quella del pensatore di Rodin, passando poi per la gettoniera della Fornero e finendo con quella che farebbe Flavia Vento se dovesse dire la tabellina del 7.

Corro a casa, non ci vedo più dalla fame, ricarico il bancomat di emergenza (quello del conto alle Cayman), corro verso   i friendsss, mentre blocco la carta.

Il giorno dopo non c’è nulla di interessante nel racconto, era il 25 aprile e quindi nulla potevo fare.
Ieri, giovedì, vado in banca, perdo tempo per farmi dire che senza denunzia non si può avere il bancomat. Allora vado dai caramba.

Arrivo, favorisco il documento, spiego cosa devo fare. Non è la prima volta che lo faccio, non è il primo bancomat o carta di credito che perdo. Aspetto 5 minuti che mi riportino in documento.
Vengo messo in sala d’attesa, dove passerò un’ora con la mia amica (furto computer) e un vecchio che si vanta con noi di raccogliere i sigari a terra.

Passata quell’altra mezzoretta, vengo fatto entrare in un sottoscala che sa di merda antica e catrame. Faccio la denuncia. “Ge l’ha il numero della carta?” “Secondo lei so il numero del bancomat?”. Vabbè concludiamo, egli stampa, io rileggo e voglio morire perché mi sta per partire la classica risata alla Carrà. Perché? Leggetelo voi

E quindi sono stato vittima di smarrimento, in via PierA della Francesca, la sorella del noto pittore.Vorrei chiedere allora all’arma a chi dovrei chiedere i danni, se posso andare a piangere sotto la doccia o urlare come Nell nel bosco. Tutto qui.

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2 pensieri su “Vittima di smarrimento

  1. Un paio di domande:
    la cacca antica in cosa si differenzia, come odore, da quella moderna?
    essere vittima di smarrimento è meglio o peggio che essere vittima di stordimento? Io sono spesso aggredita dal secondo, lo stordimento intendo.

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