Twitter?


http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/297462/lucci-tutti-su-twitter.html

Finalmente è giunta la televisione. Così quello che vo dicendo di twitter negli ultimi mesi ha una certificazione: se lo dice la tv allora è vero. (E sicuramente vale più l’opinione della tv che quella di chi queste cose le studia, ricordatevi in che paese viviamo).

Adesso ce l’hanno tutti. Anche le primule che mi son morte sul balcone (stronze) hanno lanciato un tweet prima di spirare. Twitter, che gli smanettoni come me frequentano dal 2006, ora è diventato come farsi vedere in un certo posto ad un certo evento: o ci sei o non esisti.
Lucci, a cui presto verrà inviato il mio cv, è andato da celebrità italiche a chiedere: perché lo usi? E praticamente ha smascherato gran parte delle persone che mi stanno sulle balle, facendomi presto dimenticare l’orrenda e sbagliata frase “Fiorello ha lanciato Twitter”.
Non posso poi commentare le frasi di chi secondo me dovrebbe lavar scale e invece scrive e va in tv a fare la simpatica non essendolo, quindi evito. Torniamo a noi.

Se twitter nel mondo ha una funzione di informazione e commento alla stessa, nello stivale dal tacco consumato in cui abitiamo, si assiste alla migrazione di una figura tv molto, molto ambita: l’opinionista. Quelle persone che sono inciampate in tv e poi, come il filo delle cuffie e come nelle grandi aziende, ci rimangono dentro anche se il loro contributo è iniquo, come gli slip che millanta Sara Tommasi. E per iniquo intendo non sapere fare niente se non indignarsi per i fatti di cronaca facendo leva al populismo dei sentimenti, cercare l’applauso, l’inquadratura e cercare con sforzo di avere pronta una lacrimuccia per una storia di povertà e figli morti venduta in tv.

Questo ci piace agli italiani. Sentirsi celebrità, vipppps, figoni e bonone. Lo fanno già in vacanza facendo i finti ricchi in Sardegna (la mia amata Sardegna, resistiiii), facendo gli stilisti agli aperitivi (perché nella città della moda lo si sentono tutte), o i designer al FuoriSalone (quando sappiamo tutto che l’unico motivo per cui si va al FuoriSalone è bere a scrocco per una settimana). Poi magari fanno le rate, non sanno scrivere prêt-à-porter e il massimo del design per loro è Kartell.

E poi, visto che siamo videocratici, ecco che twitter è visto subito come ufficio casting, e per certi versi funziona pure. Che sia un bene o un male giudicatelo voi. Io continuo a non vedere alcun valore aggiunto alle cose che leggo. E davanti al mac ci sto abbastanza tempo ogni giorno. Da noi nei trend giornalieri c’è il grande fratello e l’isola dei famosi. La funzione social, questa volta intesa come social (inglisc) e sociale risulta non pervenuta.
Da noi uno scrive la cosa su twitter per confermarsi di essere un comico mancato (mancato: appunto) o una superfiga, quando non ha capito per nulla che il mezzo nasce come contesto per stimolare e portare avanti conversazioni. Cioè quelle cose in cui tu dici una cosa e uno ti risponde. Accade è vero, ma questo richiederebbe un’ora almeno di lavoro per la gestione di UN pensiero buttato nella rete. C’è chi lo fa. Ma quel che vedo io sono centinaia di pensieri ugnoli che mi interessano come una partita di Controcampo. Niente.

La soluzione, a mio avviso c’era già. Si chiama facebook. Fb è un microcosmo chiuso, in cui i tuoi amici possono dire “guarda è sempre più acido Andre”, in cui puoi fare la ruota, assurgere al ruolo di opinion leader e taggare le tue amiche per far vedere che sei in un posto fighissimo, sei fighissimo  e vicino a gente fighissima. Insomma, ti vivi la tua vita da celebrità (ma quando mai?) e non inquini l’etere la rete. Anche io faccio così. Catteverie e battutacce mi piace che siano chiuse nella mia pagina, perché davvero non mi frega nulla di essere simpatico a un vipsss su twitter. Non me ne frega di essere simpatico nemmeno nel mondo reale figuriamoci in quello virtuale. Non capisco perché  un vipsss (scusate se faccio leva su questa, ma ci metto la mano sul fuoco che agli italiani piace per leggere che X fa la pasta e Y ha lo smalto nuovo, perché si sentono vipppss anche loro) dovrebbe essere interessato ai pensieri di uno dei 75mila follower, e mi risulta anche complesso comprendere come potrebbe recepire il mio messaggio tra tutti quelli dei suoi 75mila fans.

Rileggendo mi rendo conto di essere leggermente polemico. Pardon, #polemico.

Annunci

2 pensieri su “Twitter?

  1. Ti sto applaudendo davanti al pc!
    Ho sempre definito facebook “la novella 2000 in formato 2.0”. FB l’ho usato a suo tempo per un’associazione no profit ma ora , appunto, lo trovo inutile. Lo associo ad un locale con tavolini fuori dove c’è una marea di gente che ci va per giudicare gli altri e farsi giudicare. Su FB non vengono messe le vite reali, ma quello che ci piace raccontare, e quello che speriamo gli altri possano veder in noi. Ed io, il più delle volte, vedo solo: “viaggi, trucco e ipocrisia”.
    Twitter che ho scoperto sinceramente comprando l’iPhone nel 2009 l’ho usato per me stessa. Sono una che farfuglia pensieri volanti da sempre, ho un blog dal 2003 pensa un po’. …
    E farfugliavo pensieri volanti e commenti fregandomene altamente del fatto che era pubblico. E lungo tutto questo starnazzare ho conosciuto altri uccellini canterini che spesso in 140 caratteri mi strappano quel sorriso che serve per arrivare a fine giornata.
    I VIP? Quali VIP?
    Sarebbe forse utile se lo usassero realmente per comunicare, realmente per scambiare opinioni con “noi comuni mortali”; ma ovviamente non accettano le critiche. Ovviamente passano il loro tempo solo a scrivere “retwittato” e a chiedersi cosa significa.
    Fiorello? Sarò una delle poche in Italia , ma a me personalmente il suo show mi ha stufato dopo 30 minuti dall’inizio e seguendo i commenti su twitter mi ha irritato non poco. Per certi versi l’ho trovato proprio di cattivo gusto e mi sono trovata a chiedermi se gli italiani osservano sul serio o vedono e basta. Questa è la mia personale e criticabile opinione.
    Si è cancellato da Twitter…e come si direbbe a Roma “Sti cazzi!”, ma chi se ne frega!
    Come chi se ne frega dei suoi video precedenti sull’alluvione a Roma, sulle opinioni strappate al bare che i tg riusavano nei loro servizi.
    Ed infine riflessione di un’inguaribile romantica e fedelissima al “Caro Diario”, io non riuscirei MAI a cancellare qualcosa di mio.
    Se twitter sono io, davvero, non lo ucciderei. Lui si , in un click. Semplicemente perché anche li era quello che volevano le persone.
    Spero solo che per loro sia una moda e passeggera e che questa cambi con il prossimo cambio di stagione.

    ….ed io devo imparare ad esser meno prolissa! =__=

    1. ma allora c’è ancora qualcuno che commenta i blog!
      a dire il vero a me fb piace, ma proprio perché è un meccanismo chiuso. e soprattuto mi piace perché non lo prendo mai sul serio.
      mi piace sapere del blog dal 2003, ho lo stesso problema da quell’anno!
      per il resto bah, un grandissimo bah su quella che tu giustamente definisci essere una moda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...