Quarta serata: “molto divirtente io no capito niente”


E Canale 5 fu. Ieri sera ha vinto Casillo, giovine prodotto canoro del biscione, una forte fede nella piastra per capelli e una sospetta (a mio avviso) parentela coi Sonhora. I migliori auguri per una brillante carriera.

Gli ascolti? 11 milioni 429 anime pie con uno share del 39.64%. Che non è male per essere la 7890465252 serata.

Cosa abbiamo visto ieri sera? Mi piace fare il discorso al contrario, in modo da far sapere a tutti quelli che si sono addormentati o nel frattempo hanno cambiato religione cosa sia successo.

Gli esclusi. Arrivederci Civello e Matia Bazar. Un duetto in cui la prima è stata superata a livello di intensità dalla giovine giovine Francesca Michielin, i secondi seppur aiutati da un’interpretazione profonda di Platinette nei panni di Mauro. In sala stampa i risultati si sanno prima, come potete immaginare, ma qualche persona che non sa fare il suo lavoro l’ha spoilerato(neologismo web per dire spiato).

I Giovani. E proprio non ce la facciamo. Sono andati in onda in notturna quando ci si augura che il pubblico di riferimento sia a dormire (ma quando mai) o fuori con la cumpa. Il vincitore ovviamente non è potuto salire sul palco. O forse non sarebbe dovuto salirci mai a essere cattivi. Ahah. Battutacce a parte, le votazioni non si capisca come siano avvenute, visto che alla classifica concorrevano varianti che nemmeno i Quattro più Quattro di Nora Orlandi. Peccato per gli altri. Guazzone con sto Coldplay mood piace e piacerà, la Mou fa piacere alle orecchie e Io ho sempre voglia hanno un pezzo che in radio va molto forte.

Gli Ospiti. La Ferillona nazionale mi scende una scala, citazione involontaria a quella che sembrava farlo per professione, ossia Wanda Osiris. Peccato che siamo molto lontani. E non per colpa di Sabrinona, ma degli autori che le han fatto cantare la solita Roma non fa la stupida stasera, con un testo degno da recita dell’oratorio. Esibizione, che se non si fosse capito, non era stata provata. La battuta migliore della Fata Lollo, pardon della Ferilli, è stata sulla tv italiana. “Io vado all’estero spesso e la tv italiana è la migliore”. Sono contento che Sabrina trascorra molto tempo di Azerbaigian.

Gli Ospiti/2. C’era anche un gruppo de ragazzini, i One Direction. Inseriti in scaletta all’ultimo, nessuno ha capito chi fossero, cosa facessero e perché.

Gli Ospiti/3. Siani. Il paragone con Troisi è presente, ma…

Gli Ospiti/4. Ha aperto la serata Simona Atzori, l’unica che è stata capace di ballare in 4 giorni. Grazie Simona, Grazie Ezralow.

La marchettona. Ballando con le stelle, esibizione davvero difficile da sostenere. Non bastava un ciao ballato? No eh?

I duetti. Ci sono state delle cose bellissime e delle cose spaventose. Brevemente le riporto in ordine di apparizione:
Noemi-Curreri. Non si sa se ieri sera abbia cantato meglio per l’accompagnamento al piano o perché Gianni, in serata strafalcionissimo, l’abbia chiamata Noiemi.
Carone-Dalla-Grignani. All’inizio non ho capito perché ci fosse Rubicondi sul palco, poi ho visto che in verità fosse Grignani. Esibizione da non commentare. Lucio, liberati dal male, amen.
Dolcenera-Gazzè. Non ho capito. Max, non ho capito. Interpretazione non memorabile, forse la canzone non aiutava. Peccato però.
D’Alessio-Bertè-Fargetta. Il ritorno del playback a Sanremo, Gigi vestito da amante leather e cose che non s’ha da dire, Loredana fantastica e un unico pensiero: MA CHE E’ STA CAFONATA?

Civello-Michielin. Quando l’ospite supera la cantante. Unica cosa: Franceschina, non vestirti mai più da Barbie Principessa di Sogno.
Bersani-Rossi. Sembrano AlfaAlfa e il pacioccone. Mi fanno ridere, ma sono ancora molto spaventato per la truzzata D’Alessio&co.
Finardi-Servillo. La classe, l’eleganza, il bel cantare. Bravi.
Zilli-Palma-Bosso. Tutta tempestata d’oro la Zilli piace sempre di più e al momento, è l’esibizione migliore della serata, senza dubbi.
Arisa-Giovanardi. E qui son di parte. Giovanardi già l’anno scorso mi ha fatto innamorare con la canzone del Festival 2011. Questo duetto manda a casa tutti, e mi fa venire la pelle d’oca.

Emma-Amoroso. Pensavo urlassero di più. Non mi arriva comunque il testo, e sono distratto dalla brava Alessandra che si è vestita da macinapepe.
Matia Bazar-Platinette. Anzi Mauro. Interpretazione più che duetto. Profonda, pulita, elegante. La parte più bella, però è la battuta finale: “io adoro gli etero”
Renga-Coro Scala. Ottima esecuzione, ma noia, mi spiace.

L’impressione generale. Avete presente quando a scuola vi interrogavano (a me sempre, essendo io il primo della lista e il più odiato da qualche frustrato con evidenti problemi di accoppiamento. Se volete sapere chi andavo al Marinelli a Udine) e non eravate preparati, e cominciavate a prenderla larga, a raccontarla, a ripeterla, a improvvisarla? Ecco, questo festival mi sta dando questa impressione. Come se fosse stato preparato la domenica pomeriggio. Come quando hai un esame e lo prepari il pomeriggio prima. Presente?

Una parola su Ivana. Bella, pettoruta e sorridente. Ironica nei suoi neologismi, sempre e comunque fuori luogo, un po’ la ragazza alla pari gnagnona, un po’ babysitter bonazza dell’est, e come dice lei: “molto divertente io no capito niente”

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