Correndo col cric in mano


Scusate, ma devo dire anche io la mia sulla Terry. Terry de Nicolò per chi nelle ultime ore fosse rimasto chiuso in un sarcofago cercando Mirigliani. Video qui.

Oggi si dice entraîneuse. Escort. Accompagnatrice. Mia nonna al telefono prima mi ha detto “Quele xe putane”

Quando mia nonna andava alle medie le donne di facili costumi non esistevano perché c’erano le case chiuse. Quando alle medie ci andava mia mamma esser considerata una ragazza leggera era una cosa da vergognarsi. Quando io andavo alle medie, non 100 anni fa, ma a metà anni ’90, se dicevi troia a una ragazza rischiavi grosso. Le opzioni, nella mia scuola media non borghese, anzi, erano:

-pallonata da basket in faccia
-calcio nelle palle
-botte dal moroso della troia, più grande, perché lui era in terza (e lei era troia per questo)
-inseguimento dagli zingari
-genitori al varco della scuola

Poi al liceo si sa, le zoccole sono sempre quelle della scuola accanto, così dicevano. Non ricordo molto, ero più simile a un Richard Ginori che a un Richard Gere quella volta. Quindi le guardavo sì, ma nessuna è stata disponibile con me. E dire che ero un buon partito, avete presente quelli di sinistra coi capelli lunghi e la ralph lauren? Ecco io. Ma quella volta ad avere appeal erano i muscolazzi, non i soldi.

All’università ho conosciuto una Terry ante litteram. Nicolina si chiamava. Lei era veramente troia. Sapeva di essere carina, pur essendo una bellezza da supermercato, una macchina economica ma coi cerchi in lega. E coi sedili ribaltabili. Quando noi ci facevamo bastare 50 euro per una settimana, lei faceva la bella vita. Senza sapere fare niente. Beh quasi niente direi. Ah e lo faceva anche una sua amica, che ha sfornato presto un assegno di mantenimento per i prossimi 18 ann… un bebè, volevo dire.
Una volta giunto a Milano mi sono accorto che le Terry sono tante, e ho avuto la prova che le arrivate non le sopporto. Non vi dico poi quante ne ho viste nel mondo della moda.

Quindi, Terry, volevo dirti alcune cose, a te e a quelle come te. Bene, siete libere di darla via come un vestito alla caritas. Buttarla via come le spazzature. Darla via come se non fosse vostra. Fallo pure ma emetti fattura. Se vuoi vivere con 20mila euro al mese pagaci tu le tasse. Perché con le mie, mi scoccia che b. si paghi i vizi.
(lo sai che poi esiste chi fa un lavoro vero, e non ci crederai, non arriva a mille euro al mese)

Parli poi di cessi, racchie o cozze, adesso non mi viene in mente. Io fossi in voi non mi vanterei così tanto di piacere a certa gente. Non farei un valore essere fiera di aver trovato la via più facile per fare i soldi. Sappiatelo, anche vestite Prada sempre troie rimanete. E non c’è alcun moralismo. Quelle che fanno marciapiede sono molto più dignitose di voi. Certo, c’è chi lo fa per vocazione (c’è?) ma non ne fa un vanto. Non te lo sbatte in faccia. Non in quel senso.

Non sono una donna, ma molte volte sono una bionda nascosta nel corpo di un barbuto, e quindi mi girano le ovaie. Provo a pensare a “anche se vai in strada e gli chiedi a una donna se vuole andare Silvio ci va a piedi, correndo anche“. Hai ragione Terry. il 99% delle donne che conosco da silvio ci andrebbe correndo.
Con il cric.

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