Quando “tifosi” fa rima con “schifosi”


Tifo: Il tifo o febbre tifoide è una malattia infettiva sistemica, febbrile, a trasmissione oro-fecale provocata da un batterio del genere Salmonella, detto anche bacillo di Eberth o di Gaffky. (wikipedia)

Tifo di Milano: il tifo o festa degli stronzi è una malattia infettiva edpidemica, infantile, a trasmissione oro/fecale (la barra indica la sinonimia dei termini e contenuti da parte dei tifosi) provocata dal batterio della maleducazione, detta anche “del perchè signore, guardandola, mi viene da mettere in discussione la teoria dell’evoluzione” o “io il mio nome so scriverlo, tu?”

Scusate se ho scritto una parolaccia subito in apertura. E’ che mi girano tantissimo le scatole da sabato notte.
Insomma, vado a teatro al Piccolo, poi puntiamo ad una serie di birrette in allegria e simpatia alle Colonne. Verso le 11 cominciano i deliri. Il Milan ha vinto lo scudetto. E chissenefrega anche. Vabbè.
Fatto sta che i tifosi cominciano a festeggiare e fin qui, nessuno si scandalizza. Fanno rumore, cantano inni e si tolgono tutti la maglietta se non è quella di un calciatore. Sarà che non ho gli strumenti culturali per capire. Insomma, loro sventolano bandiere a sostegno di 20 sportivi (forse meglio dire imprenditori) che corrono dietro una palla e che ignorano totalmente l’esistenza di quelli che sventolano bandiere. Sono tutti contenti e saltano e ballano. E ri-chissenefrega. Io ero lì che parlavo con la Danila che è uno degli esemplari di femmina più belli che abbia mai visto, nonché un’emergente stilista: http://www.minimalto.com/

Saltano ballano e urlano anche sul tram, poi mettendo anche l’audio mi accrgo che dicono delle cose sugli interisti e vanno verso il Duomo. Passa qualche ora, arrivano a rompere in colonne con musica da rave e fumogeni e noi decidiamo di andarcene. Io per andare a casa, per fortuna o purtroppo, devo passare per il Duomo. I tassisti se ne guardano bene, invece, e così si cammina fino a casa. Erika, cugina e mia ospite comincia a dirmi di non dire nulla, e se serve di cantare qualche inno. Io ovviamente mi rifiuto, come un’inglese a cui hanno offerto del té liofilizzato. Insomma, il Duomo era peggio di Beirut. C’era anche il re degli stronzi, un tifoso che faceva accendino+bomboletta spray. Si passa avanti nel delirio, dico di passare per Palazzo Reale. Arriviamo davanti e penso “vuoi vedere che si sono arrampicati sulla montagna di sale di Paladino?”.
Ecco. Non  solo. Già che c’erano hanno anche spaccato metà dei Cavalli presenti. Mi domando dove fossero le forze dell’ordine che erano lì, dietro di me, a guardare. Voi lo sapete come la penso sull’educazione. E quindi mi si chiude subito la vena e volevo insultare chiunque indossasse una maglia rossonera.

Veramente, forse non posso capire io perchè sono scemo. Ma spiegatemi perchè esultare per una squadra di calcio debba significare distruzione della Cosa Pubblica. Ma perchè non vi date fuoco tra di voi in stadio?
Potrei capire se aveste perso, ma cacchiarola, avete vinto! Perchè dovete prendere e spaccare i maroni e tutto il resto? Perchè dovete tirare giù tutti i motorini? Spaccare le bici?
Per quale a me sconosciuto motivo dovete farlo? Per favore, spiegatemelo, perchè non ci arrivo.
Purtroppo non credo voi andiate a leggere un libro di buone maniere, come vi augurerei. Allora vi dico: andate a lavorare. Almeno qualcosa di buono lo fate.

Continua l’allontanamento coercitivo (anche se dubito sappiate che voglia dire) del mio cervello dall’italiota (nell’accezione ITALIANO IDIOTA) medio. E’ l’unica cosa da fare. Non mi riconosco in orde di deficienti che urlano per strada, non vivo la mia vita in base a quella di un calciatore ignorante, non me ne frega nulla del significato di uno scudetto ma sono tollerante. Finchè non invadete la mia sfera di educazione e tolleranza non dico nulla. Però qui si sta esagerando, è la seconda volta in pochi giorni che mi trovo a scrivere sull’educazione (o forse dovrei chiamarla civitlà) dei mei connazionali.
Anche perchè mia madre non sarebbe contenta di sapere che ho preso un mitra per epurare l’Italia dagli stronzi.
Mia nonna, invece, ne sarebbe fierissima.

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6 pensieri su “Quando “tifosi” fa rima con “schifosi”

  1. bravo, grazie di aver messo infila un sacco di parole conivisibili dalla prima all’ultima. ecco, noi non abbiamo gli strumenti culturali per capire, ma manco quelli antropologici. il milan ha detto che ripaga. ettecredo. mimmo ha detto sì vabbè sono tifosi, troppo civile. e a proposito della presunta civiltà lombarda: a napoli s’erano fregati solo qualche manciata di sale.

  2. Sono una tifosa della squadra in questione… Eppure concordo con il contenuto dell’articolo. “Danda est animis aliqua remissio” sosteneva Seneca: la mente deve riposare ogni tanto ed abbandonassi al divertimento ma pochi possiedono questo organo che consente agli esseri umani di elevarsi al di sopra della belluina ferocia dimostrata dai facinorosi in piazza…

    1. Grazie Alessia. Il tuo commento mi piace molto. Capisco la cagnara, l’urlio libero e i bagni nelle fontane, ma c’è un limite, come sostenete tu e Seneca 😉

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