amore esponenziale


E’ una cosa che mi capita da un po’. E che prima non avevo mai creduto potesse far parte del mio modo di pensare, del mio pensiero.
E invece mi accorgo che qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato.
Il mese scorso ricevo un dvd da mio padre, con dentro qualche centinaio delle migliaia di diapositive che sono state scattate da quando esisto (e da quando esiste mia sorella). Credetemi, sono davvero un sacco, e se è vero che la mela non casca lontano dall’albero, se riesco a scattare qualche foto decente… beh forse è anche merito loro. Ma non è di questo che volevo scrivere.

Parlo di prospettive. Di punti di vista. Mi sono sempre considerato figlio. Ho sempre vissuto le dinamiche familiari, la storia, le cose come figlio. Ora, sono più vicino ai 30 che ai 20, e guardo queste foto in maniera totalmente differente. Io non so cosa voglia dire essere genitore, probabilmente non lo saprò mai. Però rivedendo le vacanze, la casa in cui sono cresciuto, i momenti topici e tipici, mi sono messo a guardare la mamma ed il papà.
E mi si è aperto un mondo inesplorato, affascinante quanto incomprensibile. Lo so che sto facendo un discorso poco coerente e tendente al retorico. Ricordo la frase di un film ma non il titolo, quando una mamma disse alla figlia che aveva appena partorito: “il mio amore per te è lo stesso che è nato nel momento in cui hai guardato tua figlia.” Ora state calmi, non c’è un Andre Jr in giro e non mi è cresciuto utero nè ho partorito 5 minuti fa. E’ che dev’essere proprio così. In quel momento tutto il tuo mondo assume un nuovo equilibrio, un nuovo centro che non sei più tu.
Proprio questo ho visto in quelle foto. Io, io e Vale eravamo il centro dell’universo della stangona e del baffuto in quelle foto. E cazzo, io non saprei da che parte incominciare. Non ho ancora capito quale sia il mio, di centro, come mai potrei creare una creatura ex novo. La storia, la letteratura, il cinema hanno sempre cercato di dare una definizione a questo concetto di amore, ed io sicuramente non ne ho i mezzi, però posso dire che è esponenziale.
Perchè mi sono sentito amatissimo quando ero piccolo, e ora, che comincio a capire chi sono e dove sto andando, mi accorgo che è grazie a quell’amore che non sono una persona meschina e mediocre, che quell’amore era troppo grande per il grandangolo con cui venivano scattate le foto. Insomma, c’era lì, c’è nelle foto e lo sento, avvolgente, totalizzante adesso che ci ripenso, che mi rendo conto di quello che è successo e c’è.
Esponenziale. All’ennesima potenza. Potentissimo allora. Odio i bambini piccoli che frignano ma rimango senza parole quando vedo una mia amica che si guarda negli occhi con la piccola e magia, tutto finisce. E quello sguardo, quello sguardo che hai con tua madre crea un link, anche qui esponenziale che, santocielo, continua. Quegli occhi che rimangono uguali nonostante la faccia cambi con l’età.

Mi sono accorto anche di un’altra cosa, e scusatemi la totale mancanza di filo logico nel discorso, ma stasera si scrive a braccio. Ho visto i miei genitori, che nelle foto avevano più o meno la mia età. E mi sono accorto anche di questa cosa. Non sono figure mitologiche. Sono fantasticamente umani, reali, fallibili. Ho visto che sono cresciuti anche loro. Ho visto espressioni di gioia, di felicità, di divertimento, di tristezza celata, di tasche piene. Sono cose di cui non ti accorgi a 7, 15, 24 anni. Sarà anche perchè i miei non hanno il chip della lamentatio, nel bene e nel male. Dico anche nel male, perchè nei 20 anni che sono stati sposati, non li ho mai visti litigare, li ho sentiti urlare solo 2 mesi prima della separazione, e basta. Solo quella volta. E lì cascai dal pero.
Ma non era qui che volevo andare a parare. Ora mi sembra di averli capiti, di aver capito che succedeva mentre noi eravamo impegnati a giocare. E credetemi, arrivare a questo ti cambia tutto. Forse voi che leggete siete più sgamati di me e a questo concetto ci siete arrivati da secoli. E’ che non avevo mai pensato potessero avere anche loro i giorni neri, i periodi no, i dubbi, le incertezze.

Esponenziale. Amore esponenziale. Sì, questo riassume tutto davvero. Perchè sebbene io ultimamente fatichi a credere in questa parola, e figuriamoci all’ennesima potenza, non c’è altra didascalia per gli scatti fatti con quella reflex, per la loro, nostra, mia storia. Siamo nordici, austroungarici e non molto avezzi a scrivere nero su bianco certe cose. Nemmeno a dirle. Riflettendoci però non è freddezza, essere algidi o distaccati. Semplicemente non serviva. L’amore esponenziale cresce(va) continuamente e si respira(va), si sente(iva), si vede(va). E’ come quel silenzio che c’è quando guardi negli occhi chi ami, che sia sotto un cielo stellato in Provenza, su skype, o camminando per Milano di notte. Solo che non è episodico, epico, epurato. E’ continuo. E’ un po’ il sangue che gira tutto il giorno nel tuo corpo per tutta la tua vita. Semplicemente c’è e non lo fermi. Ed è un continuo girare dentro di te, però sempre da quei 2 ventricoli passa, 2 ventricoli come i tuoi due genitori.

Ho visto un sacco di cose non fotografate in quelle foto. Ho visto la storia di due che si sono conosciuti e amati, che hanno messo al mondo due piccoli umani, che li hanno cresciuti, educati, viziati, sgridati il giusto. Hanno anche fatto degli errori, per carità, ma si impara anche da questo, noi figli come loro genitori. E devo dire che ora, che sono inequivocabilmente sulla strada della MIA strada, mi fanno tenerezza e mi rendono orgoglioso di quello che sono e che diventerò.

Quindi, cari mamma e papà, ce l’avete fatta. Anche il mio amore per voi è esponenziale. Anche se avrò capito un millesimo di ciò che avete fatto per noi, so che il mio amore per voi non può che crescere, migliorare, espandersi. E il fatto che vostro figlio, che non crede nella matematica e abbia avuto sempre 3 al liceo, parli di ennesime potenze, vi fa capire che sì, vi è uscito fuori matto.
Ma si vedeva.

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6 pensieri su “amore esponenziale

  1. condivido le parole, le virgole, i punti e virgola, i punti, i pensieri. anchele potenze (algebriche, che hai capito) e mi ci ritrovo. e adesso basta che commuoversi davanti alla tastiera mentre l’editore è di là che strilla non è proprio il momento. un gran grazie però te lo dico: GRAZIE, con bacione, già che ci siamo

  2. sai cosa penso? che la consapevolezza di quest’amore esponenziale, di tutto questo che sei riuscito a tradurre magnificamente in parole sia il primo grande passo per trovare il TUO centro lungo la TUA strada, ti dà la forza giusta per affrontare il mondo, sfide future, vecchie delusioni, nuovi incontri, prossime speranze e antichi sogni, insomma per abbracciare la vita e perchè no, mai dire mai, farne crescere un’altra con amore esponenziale!

  3. Concetto matematico per concetto matematico.
    L’amore esponenziale racchiude anche un’altra piccola verità: se i numeri sono infiniti anche questo tipo d’amore lo è, e se è infinito è eterno, almeno per noi che siamo mortali. Io, figlia di una madre che purtroppo non c’è più, sento ancora questo amore che mi avvolge e mi sostiene, come rugiada su un fiore al mattino, come un vento leggero che ti accarezza. La mia mente corre là e si ferma davanti e dentro i suoi occhi.

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