Perché Sanremo è Sanremo


Ditemi che quella canzone non la sapete. E’ impossibile.Questo è il mio ultimo post dal roof dell’Ariston, e allora canterei le mie ultime note scritte.
Ho seguito il Festival sin da piccolissimo. Mi ricordo bene che lo guardavo con la nonna nel 1992, quando vinse Barbarossa con Portami a ballare. Non so che mi è preso, è stato un colpo di fulmine, il Festival non l’ho più lasciato. Così ho continuato a guardare e, subito, a prendere in giro una cosa istituzionalissima, che in fondo… così istituzionale non è.L’altro giorno Veronica, che era mia compagna di classe alle medie, su facebook ha scritto che già quella volta c’erano i miei commenti scritti nei vari diari/quaderni di scuola. Alle superiori, nel periodo in cui la figaggine è tutto, coltivavo la mia impopolarità dichiarando ogni anno che la settimana del Festival non sarei uscito la sera. All’università, finalmente incontro due matti come me e cominciamo a fare i gruppi d’ascolto, con tanto di accredito e schede di votazione.C’è poco da dire e da fare, io qua volevo esserci da un bel po’. Vedere come funziona tutto quanto, ahimè, non ha fatto che aumentare la mia dipendenza da questo circo di canzoni patinate.Ho studiato la tv per la mia prima laurea e ora mi occupo di edutainment, ossia di come usare i linguaggi della televisione per fare formazione. Però “entrare” nella televisione è tutta un’altra cosa, che anni di religiosi approfondimenti non ti danno.E’ come bere un Chianti in una grigia e stanca Milano e bere lo stesso Chianti su un tavolo di legno, guardando i colli toscani, con la luce gialla-arancio dell’imbrunire, annusando i profumi della campagna, e, dopo aver fatto una stradina sterrata che alza la polvere su ciò che la realtà evasa tenendosi assieme la mano sul cambio con una musica vecchia e gracchiante alla radio, stringerti a chi ami e stare lì. Fermi in adorazione.Non è proprio la stessa cosa direi.
Quindi, ormai che i giochi sono fatti, mi chiedo: che ti sei portato a casa? Nulla di nuovo.Care lettrici e cari lettori, porto con me solo la conferma che quando conosci tutto ciò che c’è dietro le quinte di qualcosa, lo apprezzi di più. Per questo ho cercato di raccontarvi tutto il possibile. Perchè sarò miseramente pop, ma quando sono entrato in sala, mi è un po’ scoppiato il cuore.Quando ho visto dal vero una scenografia di Castelli mi sembrava di essere al museo. Quando ho sentito l’orchestra, le mie orecchie quotidianamente assordate dalle cuffiette dell’iPhone mi hanno ringraziato. Quando ho visto il palco di fronte a me con qualcuno sopra che si esibiva… di nuovo. Questa sarà anche parte del mio amore per il teatro (<em>di cui potete leggere <a href=”https://andrebellomo.wordpress.com/2010/01/31/unesplosione-di-13-ore/”>qui </a>un piccolo estratto</em>), lo ammetto, ma non posso farci nulla.Cos’ho capito? Che l’autarchia non esiste in tv, in teatro, in azienda, in amore, in politica, nella società. Ho capito che siamo un tutt’uno con gli altri, che insieme a loro si va più lontano, e che chi si fa un mazzo tanto, alla fine viene ripagato.
E ti ritrovi così, un po’ indietro in sala, a cantare a squarciagola la canzone più bella, quella dei La Crus, che è un battito di cuore su rigo musicale, forte, passionale, difficile come solo una cosa così può essere. E la musica in quei giorni ti entra in corpo, non vedi, non senti altro, c’è al Festival, per strada, per le viuzze abbarbicanti che ti portano alla Pigna, in cima a Sanremo, dove hai la casetta, un posto che è insieme Trieste, Castelsardo, Mont Saint Michel, Siena e Vaison La Romaine.
Non ho mangiato, non ho dormito, mi sono fatto prendere al 100% dall’esperienza di questo spettacolo televisivo. Tipico di chi entra nella pozzanghera con tutte e due le scarpe, ed è contento di farlo, proprio come quando hai 5 anni o poco più.Spero a voi sia piaciuto, io tornerei lì domattina.
Andre
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P.S. I ringraziamenti vanno a chi mi ha dato questa opportunità, a chi del mestiere mi ha preso sotto l’ala protettrice, a chi ho incontrato e soprattutto a voi tutti che mi avete seguito, letto, commentato, linkato, scritto mail e messaggini sul telefono.

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