r2449 + es9792



ASCELLA BELLA
il regionale

vi mancavano i resoconti sui viaggi in treno, vero?
beh, a me no. Ma purtroppo, quando hai una macchina alcolista, le cose van così, e prendi il treno.
La calura estiva miete le sue vittime, soprattutto nei regionali come quello che ho preso prima. E soprattutto alle ascelle della gente. Tuttavia potrebbe anche essere che io sia capitato in un convoglio speciale di anosmici in gita o del nuovo contest della NeutroRoberts, Altolà al fetore. Vince chi fa colpisce più gente, in tal guisa:
-storpiatura del naso: 1 punto
-smorfia completa facciale con occhi all’insù invocazione “mio dio mio dio DOVE sei?” (questa è blasfema e sottile al tempo stesso): 2 punti
-persona che si alza per la puzza: 3 punti
-persona che urla CHESSSSSCHIFO: 5 punti
-persona che cade a terra: 10 punti.

Alchè penso alla mia relazione con i deodoranti. C’è da fare un preambolo, che non è un tipo di burro della prealpi. Le mie ascelle.
Alle medie ero circumnavigabile, e tutti i miei peli erano concentrati tra il labbro e il naso. Insomma, ero mister Potato.
I peli delle ascelle non volevano spuntare, mentre tutti gli altri li avevano. Soprattutto le femmine. Non faccio i nomi ma Erika e Federica sanno di chi parlo. E questo non l’ho mai capito, ma vabbè. O anzi sì “perchè noi maturiamo prima di voi”.
E ho pensato due cose:
-come le pesche, che sono pelose. quindi vero.
-che quel “noi maturiamo prima di voi ” poteva avere una sostituzione verbale con “cominciamo a rompere le balle”.
Dicevamo.
Allora, io non potevo pregiarmi nemmeno del puzzo da spogliatoio, che comunque era ben presente negli altri. (uno che non nomino aveva sotto le ascelle un mercato delle spezie di marrakesh). Però vuoi che io non finga di averli e quindi di DOVERMI comprare un deodorante?
E così, la mamma, messa al corrente, ti procura il deodorante: INFASIL. Magari pure Delicato. Che per uno alle medie vuol dire: SFIGATO. E siccome era già etichettato stronzo-ciccione-finocchio-basso-cesso la cosa non deponeva certo a suo favore. Se ci fosse stato l’obbligo delle docce, nonostante la mia rotonda essenza, avrei ricevuto rispetto e invidia. Ma non si può aver tutto dalla vita.
I fighi avevano tutti l’AXE. Ovviamente usato a freddo, cioè senza lavarsi, a volte direttamente sulla maglietta, che non veniva cambiata, perchè era dell’Energie. (io ovviamente bambino pay avevo la Lacoste per cui mi prendevano in giro, la stessa che loro avrebbero comprato tarocca al mercato qualche anno dopo).
Inoltre, l’AXE era segnale di richiamo sessuale. Che ai miei tempi delle medie, era limonare e basta, forse una mano sulla tetta a quella della sezione C, ossia quella delle zoccole e dei teppisti. La B era quella degli sfigati. Io ero in quella dei fighi, la A, anche se ero nelle quote sociali, o nella minoranza dei paria.
I più scaciati aveno il Malizia, le femmine tutte uno che sapeva di pesca ma non mi ricordo come si chiamava. I più rustici (ho fatto le medie in una zona periferica) nemmeno quello.
E insomma, metto 6mila da parte e mi vado a comprare l’AXE. Ma cosa scegliere? Il Tempest e il suo odore di tempesta radioattiva di scarichi di lavatrice o l’Africa e le sue note saporite che rimandavano a quelle belle cloache a cielo aperto dello Zimabwe?
Visto che quello che limonava di più di tutti (in seconda media vantava già 60 baci della lingua, dopodichè perse il conto, ipse dixit) c’aveva il Tempest l’ho presi anche io. Ben presto mi accorsi che non attiravo limonate e che stavo diventando la figura mitologia dell’amico delle donne, purtoppo anche in college, dove però passai l’appalto delle mie ascelle all’adidas, perchè lì si usava così. Poi ho smesso perchè tanto non serviva, non sudavo e non avrei mai avuto i peli sotto le ascelle. Così per farmi dispetto, come sempre, il mio corpo mi regalò peli sotto le ascelle e altezza in un’estate. La limonata arrivò in primavera credo.
Poi le mie ascelle passarono sempre all’offerta di turno, purchè non a stick, ma a spray. E in un periodo particolarmente ricco (di spreco e stupidità), a Dolce e Gabbana. Ora l’appalto l’ha vinto la Dove dopo 3 anni di Neutro Roberts.
Che si sappia.

Insomma, il reality del deodorante mi ha fatto divagare e giungo a Venezia, tocca all’Eurostar

IL TRENO DELLA SPERANZA… DI SCENDERE
l’eurostar

Entro nell’Eurostar dopo aver salutato un personaggio mitico della mia infanzia (un medico collega di mio padre che stava partendo col sacco a pelo per l’Islanda) e mi accorgo che qua le cose si mettono bene. non c’è nessuno.
La mia attenzione è subito attratta da Jamelia e Denise Robinson jr, che si fanno un giro in italia prima di una tournè. sbagliano 3 volte il vagone e 5 i posti, ma io so che era un video e allora ho fatto la faccia da figo come quella che vedete nelle foto.
Poi però salgono a Padova tutta una serie di sperimentazioni mediche ambulanti dai diversi gradi di pulizia

0 non pervenuto
1 annuale
2 semestrale
3 trimestrale
4 quadrimestrale

Poi alla mia destra un pulizia 1, che ha un sacchetto pieno di schifezze che vorrei rubargli ma vedendo la manicure paleo-minatoria evito.
Di fronte a pulizia 1, un esemplare di ciccione montano della Carnia. Molti di voi non sanno che la Carnia è una zona alpina sotto l’Austria che viene spesso presa in giro per il carattere… come sdire… spigoloso degli abitanti.
E’ che non ne avevo mai visto uno in treno. Comunica al telefono un po’ come le mie vicine dell’est o certe carrozzate del sudamerica, con la voce molto alta, a testimonianza che tutto il mondo è paese,e che anche quelli di montagna urlano in base alla distanza kilometrica.
Inoltre questo mi è pure tuttologo, chiaramente “quello che sa” che dietro tutto, c’è qualcosa sotto e lui lo sa.
Finisce la telefonata e si arriva a Vicenza. Altoparlante (quello vero)
“SIGNORI E SIGNORI IL TRENO E’ FERMO PER PROBLEMI AI FRENI.”
Ok, però dai non prendetemi per il culo così… ditelo che è in ritardo. Se avesse problemi ai freni non si sarebbe fermato no? Dai! E’ come dire mangio adesso per non mangiare dopo, attivazione gratuita con contributo una tantum di 50 €, “Pietro non funziona internet, che faccio?” “ti mando una mail”
Però se non si fermasse in Centrale e arrivasse che so, fino a San Babila mi risparmierebbe un bel po’ di strada. E potrei pure salutare la Ines.
Dicevamo.
Il carnico, sentito che il ritardo è di 25 minuti, se ne esce allora con un’espressione geniale: “la mia SCROTOCICLOSI aumenta”. Che sarà la supporting evidence per la richiesta di infermità mentale al rientro al lavoro.
Lui scende a Brescia, le popstar pure, pulizia 1 continua a mangiare e io comincio a sentire gli effetti della levataccia alle 7. DI SABATO.
Devo star attento a non addormentarmi, perchè se rimango in treno in centrale, visto il colore che ho preso in vacanza, mi mandano subito in galera per accattonaggio. Ma è colpa mia se c’è un Osama nel mio albero genealogico? Dai non fate quelle faccie scandalizzate.
Poteva essere Jocelyn.

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5 pensieri su “r2449 + es9792

  1. Arrivata per caso sul tuo blog, saltellando in cerca di qualcosa d’interessante. Premetto che non amo i post lunghi, probabilmente perchè la mia vera passione è leggere sulla vecchia buona carta stampata. però questo post l’ho letto tutto, senza tralasciare neppure una parola e mi ha divertito moltissimo l’ironia del raccontare il mondo intorno senza che ci siano eventi eclatanti. Si, lo so, se continuo così, lascio un “tomo” di risposta :D!!!!

    Buona giornata

    PuntoG

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