RINGRAZIAMENTI


graduated narcissist

Molti di voi sanno che scrivere è una delle cose che più mi piace dopo il guardarmi allo specchio, e che quindi dovrò trattenermi dal scrivere altre 100 pagine che riassumano questo veloce e intenso percorso in NABA.
Hellinger scrive in un suo libro che senza radici non si vola, e visto che ora finalmente potrò spiegare le ali, comincio dal ringraziare le mie radici. Sono molto tentato dal ringraziare tutto l’albero genealogico che mescolando geni austroungarici e della magnagrecia mi ha reso il matto simpatico che voi conoscete. Ringrazierò parlandovi come se vi avessi qua davanti tutti (anche perchè molto probabilmente questo discorso lo troverete nel libretto del DVD sulla mia vita)
Quindi mi limiterò a qualche generazione prima di me. Il primo pensiero va ai miei nonni lassù, che in questo momento hanno interrotto le attività di cucina e lettura del giornale per guardarmi mentre cerco di non commuovermi per il fatto che li vorrei qui. Grazie Nonna Betta, per avermi insegnato la tolleranza, dote di tutte le persone che vivono lontano dal loro paese. Grazie Nonno Gigi per avermi insegnato la serietà e il rigore nei progetti, da buon friulano quale eri.
Nonna Iva, maestra e complice del sottoscritto in bontà e scherzi, non so da che parte cominciare. Mi hai sempre sostenuto, viziato, difeso e sgridato. Sei la Tina Pica del profondo nordest, un libro vivente che non è ancora diventato film, una strega che andava in bici e che quando è arrivata a Udine, in quella città che come te io non riesco ad amare, ha detto: “Cos’è sto schifo?”, facendo cadere con elegante sgomento il grande cappello a terra, mentre con movenza leggera riparavi lo sguardo dal sole, vicino ai tacchi alti che nessuno aveva ancora visto là. L’eleganza fuoriesce solo quando parte dal cuore. Mi hai insegnato che le cose non vanno sempre come noi vorremmo, ma che non ci si ferma mai, nemmeno col cuore spezzato o i piedi scalzi di chi da bambina rubava le pesche per mangiare. Vorrei avere davvero il tempo e la possibilità di andare con te ogni giorno a prendere il caffè in centro e poi a mangiare davanti al mare.
Una persona così speciale non poteva che generarne un’ altra, ossia tu papà. Come una bottiglia di quello buono, il nostro rapporto migliora col passare del tempo, e le incomprensioni rimangono nella polvere. Ti ringrazio per avermi permesso di arrivare fin qua, per la fiducia in un figlio fuori dagli schemi che cerca la sua strada lontano e in cose molte volte assurde a immaginarsi o a capire, ma è vero che il cuore batte più spesso delle palpebre e io sento il tuo che ha sempre battuto per me.
E poi, ci sei tu mamma. I nostri occhi si sono incrociati 28 anni fa e da quel momento non si sono più lasciati. A distanza di così tanto tempo riesci a capire ogni singolo sguardo mio, e da sempre mi hai insegnato ad ascoltare gli altri in primis il mio cuore. Ma ammetto di aver sempre barato, prima di ascoltare il mio ho sempre sentito e sempre sentirò il tuo con tutti i suoi colori, rosso come il sangue che mi scorre nelle vene, immenso come i cieli del nord che tu ami, verde come i tuoi occhi rubati alle lande irlandesi in un giorno di felice pioggerellina, giallo come i girasoli della Provenza che mi mi hai fatto amare, viola come la lavanda in mezzo alla quale correvamo io e Vale da piccoli, bianco come il tuo sorriso che illumina il cuore di chiunque ti passi accanto.
Grazie anche a te, mia sorella, Valentina. Siamo tanto uguali quanto diversi, e non avrei potuto sperare in compagnia migliore per crescere, per ridere, per essere felice e per piangere. Troppo forti e orgogliosi per dirci che ci vogliamo bene, ci siamo sempre l’un per l’altra e ammetto, che quasi spesso, la più grande sei tu. Ti voglio bene e finalmente l’ho scritto.
Proseguo con te o Zia, da sempre sostenitrice di tutte le pazzie del sottoscritto, giovane pittore quando mi hai fatto dipingere con la tempera a dita i sedili della 100 Avant, giovane batterista quando mi regalasti la batteria, giovane attore per aver ospitato i miei show di fine anno, giovane fotografo che promuovi ormai a livello internazionale. Il tutto, sempre pittoresco chic, come fanno i matti ufficiali della famiglia, cioè noi. Un ringraziamento veloce anche a Costi, cugina che mi da un sacco di soddisfazioni in risposta pronta e buon gusto.
Un ringraziamento va anche a te Paola, mia vice-mamma facente funzione e alla tua dolce metà Gilberto per avermi prestato tutti i libri di psicanalisi e psichiatria per sta santa tesi.

La famiglia non è solo quella del sangue, ma anche quella della testa. Molte volte delle teste calde. La fine dei miei studi, bramata più o meno da sempre, mi fa pensare all’unico docente che si meriti la definizione di tale, cioè Stefano, sei uno dei pochi ad aver capito il potenziale poco dogmatico del sottoscritto e che quindi si è meritato la menzione di Amico con la A maiuscola. Non da meno Germana, da sempre sei mia compagna di risate infinite e infinite sigarette e infiniti bicchieri di champagne, e hai contribuito a far arrivare sbronzo il sottoscritto alla discussione della precedente laurea. Mi mancate tanto tanto.
Ringrazio sempre te, la mia sorellona Dalila, perchè mi segui attenta dai posti più lontani e sempre mi regali un sorriso gigante anche se non ci vediamo da ben 3 anni. E ringrazio anche te Lorenzo, l’odio iniziale ci ha fatto diventare amici e compagni di malefatte agli angoli della città, in quest’anno che ci siamo ritrovati mi hai insegnato un sacco di cose, tra cui la più importante, quella di poter essere libero, sei davvero un esempio anche se hai un brutto carattere. Non che il mio sia meglio. E ti ringrazio anche per avermi fatto diventare amico di Antonio. Sì, tu Antonio che sei tanto matto quanto grande di cuore.
Proseguo con i ringraziamenti alla mia famiglia milanese, partendo dalla musa ispiratrice del mio ritrovato quieto vivere, la mia sorella sarda Valentina, che non è che amo, nooo appena. Preciso a mio cognato Fabio che l’amore è platonico e che voglio bene pure a lui. E alla splendidaDanila che adoro, Omar e Michele le mie Wanna e Stefania Marchi.
Mi sembra sia il turno della NABA. A special big “thank you” goes to the head of the world, aka Julia, mia compagna di banco per due anni. Sì, mi manchi come alle olive il Martini, anche se alzavi gli occhi al cielo quando parlavo in andreese per circuire i docenti che avevamo davanti nelle presentazioni. Spero di lavorare con te (non per te) as soon as possible. I love you.
Ma vogliamo parlare delle mie galline preferite? Un applauso a Ilaria, polemica col tamburello, Kiara, tout simplement fantastique, la Sciuratz che mi ha insegnato a dire “Gino”. E’ stato un onore per me prendervi in giro e mettervi nei fotomontaggi, litigare per la vostra precisione mentre mi riprendevate perchè facevo l’occhiolino alla preda di turno fuori dalla finestra. I wish you joy and happiness, come cantava qualcuno.
Memmo sono contento di averti picchiato, di aver trovato qualcuno che come me capisce il problema di essere belli belli in modo assurdo. E Meg, sono onorato dei cortometraggi in cui mi hai fatto recitare, rispolverando il mio più caro amore, il teatro.
Davidone, scoreggione che non sei altro, grazie per avermi aiutato a sopportare le galline e per essere sempre riuscito a metter su carta o schermo le mie idee. Anche a quell’umorista di Marco vanno i miei più sentiti applausi negli scherzi alle galline, perchè quando ce vo’ ce vo’. E Simo, tu che hai sempre capito il mio grande potenziale trash, grazie.
Ringrazio anche il sior Luca, con il quale è stato un piacere scontrarmi nelle gare di simulazione di agenzia di comunicazione, Angi per essere un monumento vivente di figaggine alla quale ispirarsi, Greg for being my friend on the crazy nights of Milan, Le Bulgirls per aver sorriso dal primo giorno. E Zama, per avermi insegnato come parlano i giovini. Dimentico qualcuno? Sì lo so.

Rimanendo sempre tra i banchi di scuola, non posso non citare Erika, perchè ho capito che io e te siamo Sandra e Raimondo dal primo giorno di asilo. Ora dobbiamo solo decidere in quale parco andare a tirare il becchime!
Ringrazio il CDA, nelle persone di Luana, Anni, Angi, Cristiana, Clara, Betta, Cristina e Vani, che da lontano leggete quotidianamente delle mie pazzie e mi sopportate e supportate live davanti agli SpritzAndre ™ che fa Checca nel suo bar. Spero di tornare a ballare con voi in Costiera al più presto. Vi voglio bene.
Parlando di Checca, non posso omettere Giù, mona che non sei altro oltre ad essere amico e mio futuro consulente finanziario.
Parlando di bar, beh quei matti di Andrea e Claudio van ringraziati, se non altro per le risate che ci siamo fatti lamentandoci delle sfighe sentimentali davanti alla birra quella sera in Duomo.
Le scorribande nei bar e nei locali della città finiscono sempre a casa. Molte volte dimenticandosi della doppia porta e andandoci a sbattere. La mia casa è metà a Milano e metà a Roma. A Milano c’è la mia Grace, che adoro e per la quale nutro un’amore come la cicatrice che ho sulla mano: orribile e permanente. Siamo cresciuti insieme, siamo cresciuti tantissimo in questi anni di convivenza, e non avrei potuto sperare in un telefilm migliore da vivere ogni giorno. Sono contentissimo di averti obbligato/costretto/convin

to a venire a Milano. Davvero. Ora che siamo grandi e andremo a vivere da soli, porterò con me tutte le risate e i pianti che ci siamo fatti in quella cucina orribile in cui ci siamo scritti le canzoni sul muro. Un grazie va anche a chi mi ha permesso di cantare facendo uscire il Johnny Dorelli che è in me.
L’altra mia casa è a Roma. Lì c’è il mio amico di sempre, ci sei tu Jack. Hai raccolto sempre i pezzi di me che scappavo due giorni da qui, mi hai sempre ascoltato e consigliato. Sono contento di aver fatto quel corso di tennis nel ’91 e di aver incontrato il mio migliore amico, compagno di palcoscenico di una vita! E ti ringrazio anche per quella matta di Chiara che hai fatto entrare nella mia vita, per il Maestro Dimitri, mio fan e mio mito.

Roma mi fa pensare anche alla mia Guru Patrizia, che ha creduto in me da subito, come Andrea, boss e amico. Spero di collaborare ancora con voi, di continuare ad imparare tanto e di diventare un professionista Zzzoot-free come voi. E anche a te Cate, riccamicaeditrice che mi hai fatto finire sulla copertina di un libro.
Ringrazio chi mi ha fatto battere il cuore, ricordo che il karma esiste a chi me l’ha calpestato, ringrazio gli occhi verde sottobosco bagnato che in questi giorni matti fanno sorridere i miei.
Concludo, ringraziando il mio personal trainer Nabil per avermi fatto diventare uno sgnoccolone, la mia fisioterapista Janette per aver curato la mia mente e la mia schiena e l’unica persona senza la quale tutta questa tesi sull’autoritratto non sarebbe stata possibile, cioè io.
Vi voglio bene,
Andre

P.s. E, come nella vecchia tesi, un grazie particolare a Raffaella Carrà.
P.p.s. e grazie a tutti i fans/amici di flickr, facebook e del mio blog, per i commenti, le risate, le chiaccherate fatte in questi anni.

Annunci
Categories: Senza categoria

6 pensieri su “RINGRAZIAMENTI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...