Signor Vianello, ci mancherà.


Giusto qualche riga, per commentare la morte di Raimondo Vianello. La scrivo per rispetto della tv, del teatro, del cinema, delle risate, ma soprattutto di quello spettacolo che non c’è più, il varietà.
Con Vianello se ne va una parte di storia italiana-televisiva (che negli ultimi 50 anni, poi, è la stessa cosa), LA televisione secondo me. Lo ammetto, a me quella tv piaceva, anche se sono arrivato una trentina/quaratina d’anni dopo. Quel tipo di intrattenimento, studiato, educato, intelligente che non c’entra niente col ciarpame che vediamo, e non lo dico per retorica catodica. Intrattenere ai tempi non significava ingozzare l’audience -ai tempi detto il gentile pubblico a casa- come oche da foie gras, proponendo il socioculturalmente basso come standard e, sebbene l’alfabetizzazione televisiva fosse elementare, lo spunto di edutainment (che sarebbe nato secoli dopo) c’era già. A tutti può far ridere vedere un concorrente del grande fratello parlare con il vocabolario di una cocorita, ma è un riso amaro, perchè vuol dire che stiamo rappresentando una realtà, del nostro paese. Quando Vianello e Tognazzi invece caratterizzavano i dialietti, le regionalità, le diverse posizioni economiche dei personaggi, facevano ridere davvero, perchè sembrava impossibile che un falegname tirasse fuori da un troncio un solo stuzzicadente.
Io, che di comicità e satira ci vivo, ho imparato molto da Vianello, come dalla Mondaini, da Corrado, da Sordi, da Totò e Tognazzi e dai dimenticati Fabrizi, Macario, Panelli, Valori, Merlini. Il varietà ai tempi era ridere sulle piccolezze dell’uomo, della coppia, degli italiani che affrontavano i cambiamenti di una società fatta a pezzi dalla guerra. Vianello in questo era un maestro, l’intrattenimento leggero era solo la punta di un iceberg di ricerca, spirito di osservazione e molta, molta autoironia. Lo stile inglese, il tempo comico sempre azzeccato, la perfetta sintonia sul palco, l’assenza della volgarità per concludere lo sketch. Tutto questo bagaglio se ne va, e prego la stampa di lasciar cadere il discorso dei possibili eredi. Non ci sono.
Adesso ha ragione Sandra Mondaini, ora che Raimondo ufficialmente ha lasciato le scene della vita terrena, sarà tutto un “che noia, che barba.”

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6 pensieri su “Signor Vianello, ci mancherà.

  1. Ma è stato anche questo.
    è vero che gli esseri umani sono ambigui però mi fa riflettere sulla sua persona lato intimo.
    senza voler mettere in discussione il suo elegante talento artistico.

    «Io ho la fortuna, dopo 45 anni di votazioni, di conoscere finalmente il candidato per cui voterò perché ci ho lavorato insieme, l’ho apprezzato, lo stimo. E’ l’ex presidente nostro, della Fininvest, Berlusconi. Forza Italia!»
    (Raimondo Vianello nella sua trasmissione, prima delle elezioni del 1994).

    «I giovani che sono andati a Salo’ erano spinti dall’idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, gia’ la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Quei giovani dovrebbero essere piu’ rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori».
    (Raimondo Vianello al Corriere, 1998) – Vianello è stato bersagliere, aderendo alla Repubblica di Salò n.d.r.

    1. sono d’accordo con te, e hai fatto bene a esprimere anche l’latro lato della medaglia, che io, emotivamente ho tralasciato. Ed è vero, penso con orrore a quanto proselitismo siano riusciti a fare indirettamente ai tempi in cui casa vianello era seguitissimo, a tutte le convention e i messaggi di supporto che hanno espresso negli anni.
      ma qua parlavo di varietà, spettacolo, comicità, non era un “santo subito!”

  2. non volevo criticare il post anzi!! solo che non se ne può più di questa ipocrisia beghina dilagante…
    mi piacerebbe vedere coccodrilli più equi in giro
    un conto è il giudizio sul professionista e sul suo talento artistico. un conto è ricordarsi anche in modo obiettivo della sua dimensione etica e valoriale. senza dare giudizi di valore ma ricordarsene… In italia una volta morti santifichiamo tutti e che cazzo…

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