chissà cosa pensano i cani al mare


Poche ore fa ero a teatro. Sono tornato a casa a piedi, perchè le biciclette qua scadono alle 23 (grazie atm). Non volevo buttarmi in metro, fuori si stava proprio bene, e il tram…beh l’ho doppiato. Anzi arrivato sul Naviglio, lui non era nemmeno passato.
Quella lunga via fatta a cintura vecchia (avete presente, quando le togliete dai passanti e non sono più dritte? ecco) non mi ha mai detto niente, tutta uguale, senza alcuna personalità. Con gli occhi ancora lucidi, come sempre quando entro là dentro, camminavo senza ipod, col magone che faceva su e giù come il colletto del mio impermeabile, che non si decide mai se stare su o giù.
Devo smetterla di fare le camminate socioantropolgiche. E’ che non posso farne a meno. Niente mi sfugge, ogni sguardo che incontro mi incuriosisce, anche se ammetto, oggi ho guardato più i cani che gli umani.
Già. Per quanto cerchi di non pensarci, ieri comunque ho perso 4 zampe della mia famiglia. Dite quello che volete, per me i cani fanno parte della famiglia, non mi interessa. Lottie era il chow chow di mia sorella, anche io ne avevo uno, che però è morto prima, nel 2002. Dopo che la famiglia, nel senso legale del termine, si è sfasciata, il cane è rimasto con mia nonna, a casa di mio padre, per una serie di ragioni poco interessanti per chi legge.
Io quando Lottie è arrivata, non c’ero. Ero a prove, e ritornando ho visto un clone piccolo del mio cane, che avendo un caratteraccio ha subito fatto capire che non era interessata al battuffolo dalle zampe grosse. Lottie è arrivata in moto. Sì. Mio papà e mia sorella erano andati a fare un giro, passano davanti all’allevamento (è ancora aperta un’inchiesta sulla premeditazione del fatto) e la portano da noi. Il lager in cui è stata presa, appartiene ad un rifiuto umano che tratta i cani come merce, li acquista di contrabbando nei paesi dell’est per quattro lire e li rivende per centinaia di euro. E’ talmente mafioso che nonostante molte cause in corso, continua a vendere bestie. Io non ho mai augurato la morte a nessuno, ma vista la fine del mio primo boxer, a lui sì, e spero che muoia soffrendo. Ma tanto.
Il cane è sempre stato strano. Abituata a stare nelle gabbie, per i primi giorni ha mangiato solo tramite la rete. Sempre schiva, riservata assorta come tutti i chow chow.
Sono passati 14 anni e io non me ne sono reso conto. Perchè l’ho sempre vista piccina piccina. La cosa che più mi da fastidio, è che non c’ero nemmeno quando se n’è andata. Quindi mi serve un ricordo, un’immagine per archiviare la compagnia di Lottie. E c’è.

Lottie, Grado Vecchia, Gennaio 2006

Una foto che ho fatto a gennaio di qualche anno fa. Grado, mare deserto e fantastico come solo una cosa abbandonata può essere, perchè così è vera. La spiaggia non aveva nessuna interferenza umana, era brutta in maniera sublime. Alberi, alghe, un po’ di rifiuti che il mare ci ha vomitato addosso, nessuna radiolina, nessun odore di latte abbronzante, nessuna faccia da culo nell’ombrellone vicino. La marea quell’inverno aveva mangiato metà del litorale, e noi tre camminavamo, verso l’acqua, freddissima e poi di corsa, controluce verso la costa. Un cane poco marittimo il chow chow, che non ho mai visto divertirsi così tanto. Perchè è proprio quello che mi affascina: quando vedo un momento di libertà. Lottie era libera, fluttuante, piena di sabbia nelle zampe e in metà criniera, sorridente, inquadrata dalla luce arancione del sole. Mi sono sempre domandato perchè i cani e i bambini si comportino allo stesso modo quando passeggiano di fronte al mare. Sarà proprio quel senso di libertà, la fortuna di non avere schemi mentali, di non pensare che tu, vorresti che qualcuno ti tenesse per mano, perchè sì, è vero, il mare rende liberi, ma fa sentire anche molto soli.
E’ che noi siamo animali pensanti, e non credo sia da intendersi come complimento. Al tempo stesso però, il rumore delle onde culla i timpani, che raggiungono le acque più profonde, e mi aiutano a pensare. Chissà che effetto hanno su un cane.
Sul bagnasciuga ho sempre pensato tantissimo. E la salsedine condisce i pensieri e i sogni di speranze, di attese, anche se poi… forse non ne valeva la pena, ti ritrovi a dire mente cammini in una via a forma di cintura vecchia.
Ora vorrei essere lì, entrare in quella foto e ridere col cane, senza pensare niente, e poi uscire, lasciando lì il mio cuore, perchè sono sicuro che sarebbe difeso dalla migliore guardia che abbia conosciuto.
Mi mancherai Lottie.

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4 pensieri su “chissà cosa pensano i cani al mare

  1. Ciao Andre, ti capisco piu’ che mai in questo momento, 2 giorni fa anche la mia piccola Kaya se ne é andata lasciando un vuoto incolmabile, facciamoci forza.

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