una questione di principio (di calvizie)


Sassari, vietta sperduta, Estate 2009

Mezz’ora fa, me ne andavo bel bello a prendere la mia bici in sharing in piazza del Duomo. Arrivo e vedo che ad accogliermi c’è una fila di ragazze nordiche che sono alle prese con l’immissione del codice. Io, da cittadino onesto e da ragazzino che ha ricevuto una severa educazione (avete mai preso un ceffone per aver detto a una vecchina “quella lì dovrebbe stare nel presepio vivente”, vecchian che nemmeno aveva sentito la vostra sagace battuta da 7enne?), mi metto in fila.
Mentre le ragazze sono alle prese con l’operazione di noleggio, arriva dietro di me un mio quasi coetaneo (indubbiamente più vecchio e brutto) e dice: “checccògliòòni quèste”. Io che ho un aplomb austroungarico, alzo il sopracciglio dietro gli occhiali e fingo indifferenza. Ovviamente il sistema si blocca (10 noleggi uno dietro l’altro sono evidentemente troppi per il bikesharing), cerco di spiegare alle nordiche parenti che il sistema si è bloccato, mentre il calvo dal volto equino dietro di me tira giù una serie di male parole che non si scrivono a quest’ora. Rimane solo una bici, la mia stando all’ordine della coda. E mister merda 2010, cosa fa? mi passa davanti e prende l’ultima bici. Povero. Non sapeva cosa avrebbe scatenato.

-Gigi, lo sai che quello che hai fatto è meschino e disonesto?
-ma…
-sapevi benissimo che ero davanti a te e che sei arrivato dopo. se non mi avessi visto sono quello coi capelli. tutti.
-e ma s’è gggenerata confusiòne, non mi sono accòrto
-non cercare di fare il furbo, adesso dovresti scendere dalla bici e darla a me.
-masssono di fretta io
-perfetto, ma guarda che è inutile correre, perchè non ti crescono comunque i capelli, testa di cazzo.
-ma non serve essere maleducati
-sì serve. serve perchè sono le persone come te che mi fanno vergognare di essere italiano. Quelli che cercano e trovano sempre il modo più facile, e come tutti i politici, spudoratamente prendono per il culo, come hai appena fatto. E mi sono rotto le palle di avere a che fare con persone disoneste, quindi buona pedalata, per andare affanculo sempre dritto.

Io lo dico sempre che non bisogna farmi incazzare verso ora di pranzo.

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6 pensieri su “una questione di principio (di calvizie)

  1. ma hai lasciato che prendesse la bicicletta?? io piuttosto mi sarei fatto scorticare vivo, ma sulla bici.
    Per curiosità, le male parole a che ora si scrivono/dicono?
    Bella la foto 🙂

    1. no, perchè ormai avevo fatto la maledizione sulla bicicletta che sarebbe esplosa da lì a 2 minuti…
      Quanto alle male parole, il moige suggerisce dopo le 23.
      Grazie per la foto, la Sardegna tira fuori sempre il meglio di me! 😀

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