sanremo s60e5 – “VADO A FAR L’AMORE IN TUTTI I LAGHI” (cit.)


La maleducazione. Cominciare il festival in anticipo. E dopo uno deve correre a recuperare perchè si è perso le prime due esibizioni.

Signore e Signori, è finita. Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti. Antonella Clerici è emozionata e un po’ stanca, rinchiusa nell’abito nero di Mattiolo. La serata sembra tranquilla fino al momento in cui si saprà il nome dei finalisti. Ma procediamo con ordine.

Come preannunciato, perdo Scanu e Noemi, e come sapete, mi dispiace solo per Noemi. Mi spiano che aveva una collana con delle dita d’argento e le unghie rosse, ma che ha cantato bene anche oggi. Ovvio.

Marco Mengoni stasera mi tira un po’ troppe svise, ma si vede che ce la mette tutta, anche col capello leccato che aiuta l’aerodinamica.
Voto: 7

Povia ci risparmia la visione dei suoi capelli e si fa la coda. E’ l’anno del codino, non c’è dubbio. Confermo sempre antipatia e voto. A dir poco stomachevole, il complimento alla Clerici “hai fatto un festival normale”. Normale è una parola di chi ha bisogno di etichette, caro Povia, e denota tutta la tua pochezza.
Voto: 0

Arriva il momento memento, si parla di Michael Jackson. Parte un videomontaggio un po’ in stile villaggio vacanze dei suoi successi e poi arrivano i coreografi di This is it. Bravissimi, senza dubbio, ma poi il coreografo comincia a parlare e non smette più, quasi fosse una presentatrice Avon che vi vuol vendere un rossetto color salmone. Nel mio cinismo vedo troppa contentezza da palco e poco ricordo di MJ, ma sono cattivo io.

Malika Ayane stasera è stata vestita da Stewie Wonder, secondo me. Brava, davvero. Mi fa solo paura quando le rimane aperto l’occhio destro. Per cercare dei difetti, perchè l’esibizione è perfetta.
Voto: 9

Irene Grandi è il rock del festival, fa venire la pelle d’oca tanto è brava. Super.
Voto: 9

Arrivano i tre che di solito non nomino, Pupo, Filiberto, Canonici. Accolti dai “fischi preventivi”(Pupo), si atteggiano con sicumera, e poi il Principe ci regala un congiuntivo decaduto come il suo casato.
Voto: 0, sempre e comunque.

Irene Fornaciari e i Nomadi, in evidente emergenza parrucchiere tutti, cantano ogni sera meglio.
Voto: 8

E’ il momento della più amata degli italiani. Lorella Cuccarini. Tutta ignuda dientro la mega chitarra bianca. Esibizione ipermediata, carina, ma… non so, non mi convince soprattutto la scelta musicale. Un po’ bella copertina ma libro così così. Un po’ di doppisensi sulla chitarra non fanno mai male, Lorella ammette una “crisi d’astinenza da il pianeta perduto” e Antonella risponde con “credevo della pastasciutta!”. Tiè.

Simone Cristicchi è bravo, e spero che la gente si soffermi sul testo tra le righe della canzone, sulla manipolazione delle informazioni.
Voto: 8

Arisa e le Marinetti Sisters concludono le esibizioni, con il tormentone che già tutti sappiamo. Brave.
Voto: 8

Arriva il momento corporate promotion. Un po’ come nella sigla del love boat, Antonella ci introduce personaggi, funzioni e progetti vari. Comincia con facchinetti, che si distingue per l’eleganza delle scarpe gialle e l’italiano “c’è un complimento che ti devo fare a te”. Per far capire che la conduzione de “Il più grande…” l’ha fatto crescere, butta una “liturgia” in una domanda. Poi parla Milly, che è sempre perfetta e ha anche i capelli addomesticati che non si muovono se lei non vuole, e piazza un bel “alla faccia di chi non ci credeva” parlando del successo della Clerici. Poi parte tutta una serie di dipositive delle vacanze di Giusti, Insegno e la crew. Bevande escluse.

La noia però non è finita. Arrivano i bambini canterini di Ti lascio una canzone. Non so quanto sia durato questo marchètting del programma (evidente sberleffescions a Io canto copiato da Canale 5), con dei bambini che cantavano storie di grandi con voce da vecchi. E anche qui, una sicumera urticante. Una bella serie di manrovesci soprattutto al mini entertainer Luigino.

E’ il momento della superospite. Mary J. Blige è brava e stilosa da sempre, ci regala minuti di canto dopo le abbaite dei marmocchi. Ribattezzata Meri Gì dalla nostra Antonellona nazionale, si parla di Obama e del futuro. Poi arrivano gli auguri cantati a Tiziano Ferro, che domani fa 30 anni.

Dopo la reclame il logo ridiscende con tanto di fumata bianca. Dopo aver inquadrato Gai Mattiolo vestito in maschera da Lele Mora, facciamo cantare Tony Maiello, vincitore dei giovini, che stasera ha rubato la giacca ad un croupier di Montecarlo. Quattro chiacchere e subito un po’ di strafalcioni “altrettanto anche tu” e un misunderstanding con Facchinetti. “Guarda c’è anche Francesco, lo conosci no (per xfactor, ndr)?” “Sì siamo stati insieme” Ecco. e giù con le gaffe e con due stecche per l’emozione. Suvvia, succede.

E’ il momento di decretare i 3 finalisti. Da questo momento il Festival non sarà più lo stesso. La conduttrice si lascia partire dei “Noooo” quando partono gli rvm (è una vita che volevo dirlo anche io come Maria De Filippi), il pubblico urla “venduti”, l’orchestra prende e lancia gli spartiti sul palco.
Vi chiederete perchè. Semplice, perchè chi meritava di essere in finale non c’è. Ma come ho scritto già, ricordiamoci che è il festival della canzone italiana, ed essendo italiana, vige l’italiana abitudine de “Vinca il peggiore”. Il che significa che in finale abbiamo un meritevole e due miracolati. Marco Mengoni, Scanu e I tre dell’ave maria.

La caciara continua, e arriva Maudibbio Coptamno. Una breve analisi sul festival leggermente stucchevole per chi fino all’anno scorso faceva controprogrammazione, e una lieve azione di marchètting per lanciare il suo nuovo programma del pomeriggio. Nulla di grave e nulla di nuovo a mio avviso. Parlo troppo presto, perchè, a mezzanotte sta per partire l’intervista/caso umano. e’ giusto parlare di quello che sta succedendo a Termini Imerese, vero. Ma, citando La Pina, perchè parlare di cose gravi in un programma che premia Pupo e Savoia? E io aggiungo: che senso ha dare ascolto a quest’ora ad un fatto del genere?
Ricordiamoci che parliamo di tv. La stessa scatola malefica che il giorno in cui la news si chiamava “Legittimo impedimento” ha fatto il puntatone-redentore di Morgan dal Cardinal Vespa.

Estrazione delle ultime tre esibizioni, nell’ordine: Mengoni, Scanu e i tre dell’ave savoia. Marco da Oscar, Scanu pallido e spaventato, i trettrè ostentano sicumera e abbracci.

Già che ci siamo, perchè non facciamo suonare la Banda dei Carabinieri? E via altri dieci minuti di metadone con tanto di sssss sssibilante del maestro. “E’ mezzanotte e mezza, ho fame, maestro, ha qualcosa da offrirmi?“, dichiara la burrosa presentatrice. Censuro i doppisensi, perchè parte… Le tagliatelle di nonna Pina. Io la metterei al televoto al posto di Italia amore mio.Malika Ayane vince il premio Mia Martini, entrano i finalisti e fanno qualche rigraziamento.

Il vincitore della sessantesima edizione del festivàl di Sanremo è Valerio Scanu. Come ha giustamente scritto Rita Maffei, una delle più brave e innovative attrici e registe del Friuli Venezia Giulia, nonchè mia grandissima maestra, “e videocracy fu”. E’ vero. Non si scappa. Senza nulla togliere a Marco Mengoni, che si è esibito con talento, emozione e umiltà, stiamo paralndo di 3 canzoni che hanno più a vedere con il circo mediatico che con il mondo della canzone in sè. Perchè Scanu, è cattivo dirlo ma è così, deve il premio agli sms delle sue fans che lo seguono da Amici. E i tre dell’ave savoia sono lì per le polemiche nate dal fatto che un cantante un po’ filibustiere abbia scritto una canzone da mafiosi di little italy con il principe del “faccio tutto basta non lavorare”, come successe l’anno scorso con Povia e quella canzoncina sulla guarigione dalla gayatio tremens.

Antonella Clerici sdrammatizza la pesantezza della vittoria della tv sulla musica con un “Vado a far l’amore in tutti i laghi”. La proloco del Lago di Cavazzo e del Lago di Fusine già si leccano i baffi per il tutto esaurito della stagione.
Concludo, sostenendo che la mia triade sarebbe stata nell’ordine Malika Ayane, Irene Grandi e Noemi.

Ringrazio tutti voi che in questi giorni avete letto queste pagine, ci rileggiamo l’anno prossimo.
O se proprio non potete farne a meno, la settimana prossima comincia L’Isola Dei Famosi.
Buonanotte

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