RIFLESSI INCONDIZIONATI 2.0


Milano, camera mia, Maggio 2008

Stamattina percorrevo quel pezzo infinito di autostrada che va da Vicenza a Verona. In corsia di sorpasso, mi si catapulta dietro la solita Audi A6 grigia che mi fa i fari, sperando forse che mi dissolvessi all’istante o che diventassi un coniglio da schiacciare senza nemmeno aver detto la formula magica “fermo lì, abc, per di qui, per di lì”. Nulla contro le Audi o chi le guida. Anzi. Hanno lo schienale dei sedili blu notte che sta benissimo con la tempera a dita gialla e verde, parola di Andre anno 1989.
Dicevo, mi fa i fari e mi parte il riflesso incondizionato 2.0. Una volta era il classico dito medio, ora che sono cresciuto e sono una brava persona, inchiodo e vado a meno di 100 km/h. Alchè il conducente suona, urla, fa gesti che io non vedo, perchè ho spostato lo specchietto in modo che mi veda ridere. Così, mentre mi rendo conto sia ormai il caso di iscrivere la mia mezza auto (l’altra metà è di mia sorella ahimè) agli alcolisti anonimi sezione Udine centro, penso ad altri riflessi incondizionati.

  • fingersi morti quando suona il telefono di casa: o è tele2 o è quella rompiballe di mia zia Annalisa col suo gradevolissimo tono di voce
  • riempire la cassetta della posta del vicino con i volantini del centro massaggi vicino a casa 5 minuti dopo che lui l’ha svuotata
  • pulirmi le scarpe sullo zerbino del portinaio quando non mi presta la scala
  • quand’ero piccolo, mettermi d’accordo con tutti per truccare nascondino e far contare sempre Paolo o Mattia
  • ridere di cattiveria quando un qualsiasi concorrente di un reality si mette a piangere
  • correggere i congiuntivi quando i passanti li sbagliano
  • assumere espressione schifata quando entro in stazione
  • fare il verso a quelli che ballano convinti
  • lanciare la sabbia bagnata ai tuoi amici, sì quando sembra quella roba lì, quando sei in acqua
  • fingere di non essere italiano quando sono all’estero (salvo casi di rimorchio che funziona sempre)
  • saltare a piè pari quando ci sono le pozzanghere
  • alzarmi in piedi se mi dicono “ridondante”
  • cambiare stazione quando sento Pino Daniele
  • aprire e chiudere la porta, tirare lo sciaquone col piede nei bagni pubblici
  • rubare tutto il rubabile in aereo e in hotel
  • pensare a te quando passo di là
  • fingere di non fumare quando mi chiedono una sigaretta per strada (sempre salvo casi di rimorchio)
  • lasciare le scarpe davanti alla porta e poi inciamparci la mattina
  • togliermi il costume al largo
  • non aprire mai le bollette dal venerdì al lunedì
  • commuovermi ogni maledetta volta che vado a teatro
  • staccare l’audio quando mio padre comincia a parlare di soldi e ripassare mentalmente tutta la coreografia di “Testa Spalla” di Don Lurio
  • fingere di essere invisibile quando ricevo domande sconvenienti (o meglio, la cui risposta può essere sconveniente per chi porge la domanda)
  • spegnere la luce quando mangio la nutella perchè se nessuno vede non è peccato
  • l’attacco di ridarola alla messa di Natale
  • sparire dalla circolazione quando mamma dichiara “devo andare a comprare l’albero di Natale”
  • fare scherzi telefonici il pomeriggio di Natale ai parenti non presenti
  • mostrare la lingua ai bambini che ti gaurdano per strada
  • dichiarare malattie contagiose ai concerti per avere più spazio attorno
  • dire “ma è quella/o di Uomini e Donne!” a chi se la tira per strada fingendomi fan
  • secoli fa, dire “Beppe ci fai fare sempre brutta figura” al salesiano Beppe che ogni recita di Natale proponeva le sacre rappresentazioni in sei atti mentre il mio gruppo di adepti non ha mai fatto uno spettacolo in cui ci fosse almeno una prostituta o la signora Fletcher
  • rubare la terrina dell’impasto della torta. E mangiarlo con le dita. Sempre.
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2 pensieri su “RIFLESSI INCONDIZIONATI 2.0

  1. “aprire e chiudere la porta, tirare lo sciaquone col piede nei bagni pubblici”

    e la chiave come la giri? con le dita dei piedi? 😉

    “togliermi il costume al largo” e sperare che le meduse siano sempre a riva.

    “fingere di essere invisibile quando ricevo domande sconvenienti”
    questo riflesso incondizionato, in NABA te l’ho visto fare miiiiiiillle miiiiiiille volte 😀

  2. Gentile Redattrice,

    la chiave molte volte non c’è, e quando c’è la chiudo con la forza del pensiero. ho provato anche a ricaricare il bancomat, ma non funziona.

    meduse? non ci avevo mai pensato… ma rimando la paranoia a luglio 2010

    quanto all’invisibilità… hahahahahha è vero

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