Olga


Paris, Da Rosa, Saint Germain, Marzo 2008

Olga faceva la cameriera in pizzeria, arrivava da lontano.
I capelli neri corvino, due occhi verdi e sperduti che facevano capire subito che lei era da un’altra parte.
Quella sera ne aveva avuto abbastanza di essere partecipe della vita degli altri. Era stufa di essere la scenografia della pizza della domenica sera delle coppiette. Poca gente, ma ingombrante per i suoi pensieri.
Il menù era sui tavoli ed erano i tavoli stessi.
Vicino la finestra gli antipasti, due sguardi impacciati e sognanti, due ragazzini forse alla prima uscita, seduti l’uno di fronte all’altra si sorridevano.
Dall’altra parte, il primo, due fidanzatini che si stringevano il cuore con le mani, complici come pomodoro e mozzarella, facevano lievitare il loro sentimento mordendone la crosta, in un mondo a parte.
Di fronte, il secondo, lui e lei che parlavano della casa, di domani, del futuro tra sguardi di paura e felicità.
Accanto il dolce, un seggiolino rumoroso di gioia per essere arrivato e imboccato da mamma che tiene la mano al papà.
Olga si sentiva l’ampolla dell’olio piccante, che passava di tavolo in tavolo. Ma sapeva che l’olio era sempre più allungato e il peperoncino sempre meno presente, come la sua situazione sentimentale.
Non era nemmeno un contorno, era un condimento che copre gli altri sapori. Olio, olio lubrificante per mandare avanti gli ingranaggi arruginiti del suo cuore.
Il rumore era come quello della bicicletta, che nonostante il freddo continuava a usare per andare al lavoro. Quel cigolio ritmico, come quello della sua vita sentimentale, che ormai da anni riceveva un "ci penserò". Ogni pedalata un circolo di pedale, un pensiero ai cicli dell’amore, una lacrima fredda e tagliente sul volto.
La lacrima nel suo viaggio rotondo, diceva all’occhio "non sono amata", e giunta alla bocca screpolata dal freddo urlava "non so, se voglio essere amata" e spariva in quel taglio della bocca che era sempre più rivolto verso il basso.
Olga pedalava, pedalava tra le sue lacrime nel buio dei lampioni gialli, aspettando il suo invito a cena.
Arrivata a casa, trovò nella posta la pubblicità di un take away a domicilio, c’era scritto "La cena dei vostri sogni" in rosso corsivo, con tanto di cuoricini pacchiani attorno.
Strappò la pagina e la mise sotto il cuscino.

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