o44


Milano, nel mio microbagno, Novembre 2009

Ieri notte ero in terrazza. C’era la nebbia che ammutoliva tutto, tranne lo scrosciare inevitabile del mio pensare. Nonostante fosse chiaro che fosse notte, dei beffardi uccelli continuavano a cinguettare. “Smettetela, vi farete solo del male, i gatti vi troveranno, non è che cantando supererete il freddo! E’ inutile negare l’evidenza annebbiata. Basta, finitela, vi farete solo del male!” Non passa nessuno, non passa un minuto, non si brucia la cartina della sigarette. E’ tutto fermo da fare paura. Poi, due fari spuntano rotondi nel mezzo del nulla, procedono piano, e… ti penso. Non lo so perchè. Torno a concentrarmi sui fari, sembra che stia viaggiando da soli, quasi fluttuanti. Lenti, lentissimi e muti. La nebbia mi entra nel cervello, ma non c’è posto, scivola tra i solchi della fronte, prova in bocca ma c’è già il fumo. Arriva più giù, ti incontra, ti avvolge, ti incastra dove speravo non ci fossi, perchè speravo di lasciarti andare via.

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2 pensieri su “o44

  1. Ehi! Era da marzo che non ci si vedeva/leggeva… insomma che non s’era in contatto!
    Sì, sono nuovo, mi hanno fatto aprire il blog per aver superato la soglia di inquinamento di flickr e facebook!

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