R 6814


ore 17.55
Trieste, esterno sera, parte il treno per Udine

ore 17.56
Andre arriva in stazione, male parole in codice fiscale: mprcpttnldrzzz.

ore 18.17
Benvenuti sul treno regionale 6814. Informiamo i gentili passeggeri che il treno effettuerà le seguenti fermate: Duino, Sistiana, Monfalcone, Ronchi dei Legionari est, Mosca, Dubai, Fresno, Karlsruhe, Poggibonsi, Neverland, Giallo, Atlantide, Dixan, 8×1000, Edera, Lourdes, Udine.
Per tutti coloro che hanno intenzione di lamentarsi di un’ora e mezza di viaggio per fare 70km, e sì, parliamo proprio con lei Dott.Bellomo, è previsto il servizio “ascoltiamo il cliente” erogato in collaborazione con l’u.s.i., unione sordi italiani, che manderà un suo inviato ad ascoltarvi.”

Ottimo, me par un buon inizio. Se ieri le Furlan Desperate Housewives volevano uccidermi, oggi penso ci penserà il treno. La colonna sonora potrebbe essere “The Rocky Horror Picture Show”, dati i transilvanici rumori di cigolii, gli scricchiolii, le rotture in  corso. E ovviamente quella signora con la crocchia che sembra proprio Miss Bates.

ore 18.44
Che dire, dopo una giornata passata a fare formazione, conclusasi con i temi della costanza e coerenza del messaggio, mi tocca fare i complimenti a trenitalia. La coerenza c’è, è innegabile. Il treno sembra un cesso anche dentro. Ma tipo quelli di autogrill da tangenziale. Il giallo minzione delle pareti si sposa benissimo al sedile tappo di Lisoform. Sebbene qua il disinfettante non credo sia mai passato. La costanza nel non pulire è lodevole, infatti. Il finestrino è in vetrocemento, o in vetrocragna, non riesco a capire. So solo che non risponde alle sue principali richieste: far specchiare i narcisisiti e far vedere quel mare che mi manca tantissimo.

ore 18.51
Dal vetrocragna intravedo l’insegna dell’Hotel “Ai 7 nani”. Era ora che si mettessero su un attività, che senso aveva continuare ad ospitare ste emaciate viandanti a gratis? Inutile dire che i prezzi sono bassi e ci sono tariffe agevolati per i soggiorni brevi, perchè scadrei nello scontato.
E poi, vista l’ubicazione (vicino allo svincolo dell’autostrada per i non triestini) possiamo immaginare i nomi delle Biancaneve ospitate: Marcelo, Sergej, Paulo, Anatoli, Joao e Sandro (pronuncia Sann-da-ro), nota star locale.

ore 19.08
Cerco di fare la lista dei posti più scomodi in cui mi sono seduto per fare un tragitto a-b. Perchè in questo sembra di essere incastrato tra la tazza del cesso e il coperchio (si chiama così?). Di marmo però. La posizione che si assume è un misto tra Andreotti e Mr.Burns.
Dicevo, posti scomodi:
-la panca fai da te di quel maledetto gommone che aveva mio padre, detto anche lo sbalzatette
-prima fila centrale volo londra-los angeles fronte megaschermo, dove ho capito che quando Liz Taylor diceva che “il più bel gioello sono due ginocchia dietro le orecchie ” non si riferiva di certo a questa situazione.
-la panchina del traghetto Olbia-Livorno in cui credo di essermi addormentato per magia
-lo strapuntino posteriore della 911: ginocchia sulla schiena di mia mamma, naso sulla tesa di mia mamma, miei piedi (sfoggiavo già un orgoglioso 46) nel portabagli anteriore, gomito in faccia a mia sorella (vabbè questo l’ho fatto apposta), vibrazioni da motore boxer a boxer dei simpson, testa sul lunotto in fase di sbrinamento=puzza di bruciato dai capelli
-gli sgabelli della mia accademia, dove a fine giornata, diventavi una molla. Piatto sul culo e con la schiena ciondolante.
-il posto sinistro del brucomela, perchè arrivando a una pendenza in curva del 63% era a pericolo di morte, anche se quella volta ero ciccione come Jamie il fratello di superVicky
-le sedie piegevoli del campeggio prima serie (ahimè ce ne sono state più serie, perchè ahimè i miei amavano il campeggio come io amo rubare i giornali in aereoporto). Se stavi dritto sembravi un omino del lego, appena ti appoggiavi cadevi all’indietro e dopo esserti rialzato, in avanti per par condicio.
-il ramo centrale del nocciolino del nonno, ma lì era una questione di capobranco.
-il sellino dietro della r1100 s sempre di mio padre, dove ti sentivi un elefante in bilico su uno stuzzicadente, ma a a 180 km/h.

ore 19.23
Ho fame sete sonno cacca pipì doccia. Adesso mi butto per terra e piango. Poi guardo il pavimento e ci ripenso. Anche perchè sono sicuro di aver visto la sindone della Santanchè. Per par condicio vi dico che il controllore sembrava Rutelli. Io spero che lo fosse. Non perchè il controllore sia un brutto lavoro, ma perchè così almeno il Franci si trova un lavoro serio e mette la testa a posto.

ore 19.35-19.46
Ero talmente stufo che stavo per scendere alla stazione sbagliata. Nel mezzo del nulla. Non c’era nemmeno la luce.
Ora scendo davvero, preparate la damigiana di spritz.

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