ESc 9741


ore 18.04
Parte la suoneria di Felicità di Al Bano e Romina.

ore 18.07
Signori e signori, benvenuti all’edizione del martedì del gioco della sedia. partecipare è semplicissimo, basta essere degli analfabeti di ritorno. Più volte ho scritto di come sia incredibile non riuscire a capire CARROZZA E POSTO, ma ormai non dico più nulla. E così, ecco i partecipanti, seduti ai posti 93 98, 96, 94, 95 e 97. Prima esclusa Kokoro, concorrente (poi si scoprì sociologa inviata dal governo giapponese che non credeva fosse possibile il gioco delle sedie in un treno) che si sposta alla carrozza 4. L’attempata signora Jerrica Fletcher trova subito il posto davanti a me, gli altri si giostrano senza musica nelle danze, sventolando biglietti. Credo che alla fine vinca chi riesce a far sembrare il biglietto curvo, come il gioco che si fa con la matita, presente? Se non ce l’avete presente siete dei secchioni e vi toglierò dagli amici.
Finalmente un po’ di giustizia astrale ci regala la divisione della coppietta vicentina, che passa a comunicare via sms, quando il fidanzato non inorridiva per le letture del sottoscritto (che sta scrivendo un articolo sul CEI, non sulla CEI, anche perchè difficilmente avrebbe come sottotitolo LGBT Equality in American Corporations…). Anche le Yavanna vengono divise ma ascoltano musica dallo stesso ipod grazie alle orecchie a punta. Come premio, io regalo a tutti i partecipanti uno sguardo di sufficienza.

ore 19.13
Dopo aver letto che esistono aziende che coprono anche le spese farmacologiche dei partner, cerco di non pensare alla mia che mi sta rimborsando un viaggio in treno che mi espone alle seguenti malattie:
-influenza suina (Kokoro con la mascherina ha fatto subito invidia a tutti)
-otite sudamericana, per la famosa legge che più si è distanti dai propri affetti (o altro) più va alzata la voce.
-rachitismo posturale del basso corpo perchè i treni sono in verità dei carri bestiame riarredati a carrozze da puffo ferroviere o da Brunetta, fate vobis.

ore 19.26
Nei pressi di Brescia (salutiamo tutti i fan alla lettura) tiro fuori il mac per cominciare a scrivere, non credendo di mostrare una cosa scandalosa o mai vista nel mondo. Il signor vicentino ne rimane rapito e comincia a spiare nel riflesso. Non smette. Alchè, mi tocca scrivere “HO CAPITO CHE LA TUA MOROSA E’ UN CESSO, MA NON E’ COLPA MIA” font size 248 su photoshop (odiando il sottoscritto illustrator) ribaltando la scritta in modo che possa vedere nel riflesso del vetro raggiungibile dalla sua nuova postazione.

ore 19.31
Mentre ordino da bere su facebook al mio locale preferito a Udine, in modo da garantirmi il giusto benvenuto alcolico magnereccio all’arrivo, la signora Jerrica Fletcher tira fuori una Kinder Delice, che credevo fosse fuori produzione come l’ethernit o l’amianto. La mia pancia comincia ad abbaiare. Vorrei darle una testata e mangiare la merendina direttamente dalla plastica, ma forse non è il caso di fare certe cose se sei figlio della presidente dell’ordine degli assistenti sociali.

ore 19.45-19.51
Partono le telefonate, si è sparsa la voce del mio arrivo, spero di avere gli occhiali scuri per evitare i paparazzi. Io e il vicentino che continua a farsi gli affari miei veniamo a conoscenza del fatto che qualcuno in casa ha la suina (e le battute sulla persona in questione si sprecherebbero ma siamo in prime time) e che domani la serata alcolica comincerà alle 7.

ore 20.44
Le Yavanna si riuniscono e osservandole scopro che esiste una versione di sex & the city in friulano, che se non sbaglio dovrebbe essere sees e le ciutat. Se solo capissi cosa si dicono avrei materiale per scrivere un mese, però l’argomento mi è chiaro, parlano male dei maschi.

ore 21.38
Riparte l’offensiva suoneria. Io credevo che non esistessero veramente persone che comprano le suonerie di virgola il gattino. Che fosse una leggenda metropolitana come uno stage retribuito o un parcheggio sotto casa nel weekend.
Sto morendo di fame, ho saltato merenda e cena, sto per morire con la faccia sullo schermo (regalandovi l’ultimo autoritratto via photobooth) quando le Yavanna cominciano a parlare di master, slave e cantieri. Caro itunes, zittisciti. Ora mi stanno guardando con sospetto.
Forse questa è l’ultima cosa che scrivo… che volgare essere squartato su un treno ES city. Vabbè almeno non è un regionale, la mia salma arriverebbe a casa domattina.

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