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8 apr

17.00
Quale gaudio, quale sorpresa. Il treno in cui entro è un regionale con aria condizionata e non viziata, prese per il computer e non per il culo, pavimento grigio piombo e non grigio cragna. E’ l’apocalisse sicurissima, come dice la matta del 3.

17.03
Come volevasi dimostrare, il trucco c’era. Il treno è così bello che l’abbiamo subito fermato per 7 minuti in mezzo alle campagne affinché volgo e bifolchi lo potessero ammirare. Guardo i fiorellini sugli alberi e cerco di non pensare che io sono allergico a tutto ciò che è naturale: polline, graminacee, code agli sportelli e ritardi dei treni.

17.28
Sento una giovine che si lamenta al telefono di essere single con l’amica al telefono. Amore della zia, forse se non indossassi i calzini bianchi di spugna con le scarpe nere sarebbe meno complicato,non credi? Credo sia giunto il momento di una flebo di citrosodina.

17.54
Entra una donna col pancione. Mi auguro vivamente non abbia intenzione di partorire sul treno perchè io ho la coincidenza a Mestre, grazie. E soprattutto perchè non vorrei che, riconoscendomi per quella parte da medico nel cortometraggio, o per quella volta che mi sono vestito da tale per il compleanno di qualcuno, mi chiedesse di assisterla.
oi guardo la pancia e penso a tutti i vaffa che mi sono beccato per il pesce d’aprile che mi vedeva padre di Rebecca.

17.57
Mi accorgo che il mio telefono, in carica dalla stazione di partenza non si è caricato. “E’ una metafora della vita” commenta qualcuno. E ma minchia, commento io.

18.12
Nel cast della Carrozza 2 abbiamo i secchioni. Perchè si sa che nei posti davanti si mettono i secchioni, come in corriera. Io, modestamente ero sempre in postazione nelle ultime 3, possibilmente vicino a Luana per cantare What’s up che dava fastidio a Angela. Perchè lei aveva sonno e doveva dormire, ma il canto non si può fermare! Soprattutto se nelle retrovie gira il Baileys. Ah, 16 anni e gita a Firenze, che ricordi.

18.15
Sto divagando, dicevo i secchi presenti sono: miss treccia 1997, tipica ragazza che rende orgogliosa la mamma e il papi, talmente precisa che quando fa il biglietto d’andata fa anche quello del ritorno, ricevendo in omaggio la tariffa maledizione di chi scrive. Alchè guardo la treccia e:
1.mi viene fame
2.penso alle trecce che conosco:
In primis Marianna, di cui ero innamorato alle elementari. Lei credo ne avesse o una o due a seconda dei giorni. QuaNdo le scrissi di fidanzarci (per farvi capire che sfigati sentimentaloidi si nasce) lei mi rispose che era più bello essere amici. Ho avuto il primo rifiuto a 11 anni. Ecco.
La seconda è Erika, che l’ha sempre portata più sportiva e anche tante tantissime strette strette. Alla fine delle medie, mentre facevamo merenda a burro d’arachidi e speck, un giorno se le disfa e sfoggia una criniera non da poco. Io le dissi “Tina Turner” e lei mi tirò una ciabatta. Ora lei vuole uccidermi per il pesce d’aprile di cui sopra
Terza, ma non meno importante Elisa: l’arcinemica di mia nonna. Nonna dIva, orfana, si trovava in collegio e diciamo che non era proprio il suo ambiente. Così premeditò la fuga. Talmente ben organizzata che fu beccata dalle suore proprio mentre scavalcava il cancello. Scoprì subito che la talpa era Elisa la sua vicina di eltto in camerata, alla quale, nottetempo, fuorono tagliate le lunghe trecce. Trecce poi riposte con goliardia mafiosa accanto alla sua testa. Da quel momento decise di non avere più amiche e di diventare inconscaimente la Tina Pica del Veneto orientale.

18.31
Ecco, ho divagato di nuovo. Guardo i secchi che parlano, ascolto che si parla dell’integrale di omega r tangente in seno alla funzione. Perché io vedo dei cracker, una vecchia opel, una bustarella e le tette della marini? Non ricordo ancora perchè ho fatto lo scientifico.
Inoltre penso che mai, nemmeno sotto tortura avrei sprecato i miei spostamenti per parlare di cose di scuola che non fossero le ultime news del Club che Luana mi diceva che le diceva Sonia.

18.44
Incredibilmente, scendo in orario a Mestre. Ora mi aspetta l’eurostar city per Milano, ma questa è un’altra storia.

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8 feb

12.32
L’edizione 2010 de “i viaggi della speranza” si apre subito con una prova per i partecipanti. Il ritardo di 25 minuti già prima della partenza. Nella ridente cittadina di Udine, con 4 gradi e una pioggia riciclata da il Grande Fratello di Bratislava, i concorrenti del reality dell’inefficienza rispondono con friulano savoir faire: l’imperturbabilità.
Al binario 6, nessuno si scompone, a parte le gonadi dei partecipanti, che allegramente rotolano giù dalla banchina.

12:42
Il cast non è ancora chiaro, come non lo è la scenografia. Non una scelta stilistica, ma una ferrea convinzione che “sporco che vince non si cambia”. L’odore è sempre quel misto di ombrello-scarponi-gnu-muffa.

12:46
Prima stazione, nessuna eliminazione. Il sottoscritto si trova in mezzo ad una setta di matematici che parla di “analisi matematica 1″. Ecco la mia prima prova: resistere all’accensione dell’ipod senza sguardi di sufficienza.
Entra nel vagone Alì di Gabbiano, concorrente mediorientale dal sopracciglio con cx 0,2, orecchino diamantato al naso e pollo allo spiedo nel sacchetto trasparente.
Uno della setta metematica si annoia di se stesso e accende l’Ipod. Esce musica sincopata. Credo che ascolti i Datura.

12:52
Seconda stazione, entra Donatella La Modella per aggiungere un po’ di pepe alla puntata che si preannuncia fiacca. Pelliccia leopardata e cosce a grissino, perchè mangiare non è di moda nemmeno nel 2010. Dal capello corvino, propone una coda alta che le da lo sguardo da gatto, impedendole però di battere le palpebre azzurro colibrì. “Lo stesso materiale della pelliccia”, si vocifera vicino alla porta.
Il gruppo dei matematici parla di integrali, e io dalla mia altissima cultura, penso ai crackers, ai cereali, al pane dei toast e alla lancia delta integrale Martini 5. Ecco, ora voglio bere un Martini.

13:01
Terza stazione, prime nominations. Uno dei matematici dice “profumo di melone” in risposta all’annuncio “Stazione di Pordenone”. Nuovi ingressi nel vagone, forse devo spostare la borsa che con alterigia ho messo accanto al mio posto. Si fanno subito notare le 4 very blondes, che mettono la valigia perpendicolarmente alla…cappelliera? Come si chiama quella mensola troppo piccola che c’è sopra i sedili e dovrebbe servire per le valigie? Dicevo, mettendola in perpendicolare, in tre si stupiscono del fatto che non stia su. Ho fame, in borsa vedo la Maschera Piperita che mi ha regalato mia sorella da Lush. Se è tutta roba naturale, se la mangio non muoio no?

i3:0p
La maschera è commestibile, non ha effetti collaterali. Non ho bolle in nessuna delle mie tre mani, solo che non mi sento più la coda. Vicino a me ci sono due calcolatrici e una scatola di regoli che parlano in numeri, io me li segno e li gioco sulla ruota di Poggibonsi. Uno zaino Seven si alza, e non capisco perchè Piperita Patty andasse sempre in giro con quelle ciabatte.

13:11
Mi devo essere distratto, uno dei matematici non c’è più davanti a me, ma è rimasto un regolo sul sedile. Boh. Ora davanti a me c’è Apu Nahasapeemapetilon che tira fuori un rosario, e le 4 very blondes decidono sia il caso di girare la valigia ancora una volta perchè sennò il grill l’arrostisce solo da una parte. Adesso che ci penso, ho una barretta scaduta nella borsa, potrei mangiarla per rendere il viaggio più interessante.

13:24
Cade il telefono al matematico Melone. Così impara. Penso gli incidenti dei miei telefoni:
-caduta dallo scooter, perchè era nella tasca porta martello dei pantaloni cargo che sfoggiavo all’epoca. Fu raccolto da una suora, all quale dissi “grazie a dio l’ha raccolto lei”. Si dev’essere risentita perchè ho ringraziato il suo C.E.O. e non lei, perchè è andata via così, un po’ indignata.
-caduta dalla macchina direttamente nel tombino davanti al Teatro Romano di Trieste. Anzi no. Prima è rimbalzato sul marciapiedi e poi si è infilato nella feritoia. Ricevo puntualmente gli auguri di buon anno dalla famiglia indiana che l’ha ritrovato nel Gange. Ricordo le risate dell’operatore alla mia richiesta di una nuova scheda.
-caduta nel secchio della pittura mentre davo il bianco alla mia nuova casa. Questo a testimonianza che non ci si improvvisa imbianchini per avere lo sconto sull’affitto.
-colata di cera ad opera della mia compagna di banco in Accademia J.B. proprio sulla telecamera, per aggiungere quell’effetto un po’ lomo che ci piace tanto.
-lavaggio di tastiera post colata di cioccolata calda al mio primo stage, causa arrivo inaspettato della telefonata della boss
-perdita del copribatteria sotto il letto per mesi 3. Ringrazio ancora Alberto Angela per averla riportata alla luce

13:38
Fuori i matematici, ingresso international nel cast. Vicino a me ora ci sono 5 buste della spesa e 2 persone, uno dei due sponsorizzato dalla squadra di baseball dei new york yankees. La faccia è un po’ da psycho quindi fingo indifferenza. Apu è ancora alle prese con il rosario, che scorre molto, molto veloce. Se può servire a recuperare il ritardo e farmi salire sull’eurostar lo compro pure io.

13:49
non riuscirò mai a prendere la coincidenza alle 14.04. chiudo perchè dovrò volare da un binario all’altro.

alla fine ce l’ho fatta, e ho preso l’eurostar venezia milano, di cui leggerete a breve…

Perchè non credo alla logica o alla matematica o alla fisica.

17 nov

Basta guardarsi in giro.

Un numero primo è un numero naturale maggiore di uno che sia divisibile solamente per uno e per sé s

tesso, quindi non avendo a che fare con altri numeri, non può soffrire di solitudine, checchè ne dica il libro. I numeri a base due, invece sono chiaramente bipolari e un po’ tristi perchè essere divisi non è mai bello e quelli a base tre, invece sono chiaramente dediti al mercimonio e all’adulterio.
Inoltre, un numero non può essere razionale, perchè razionale deriva dal latino rationem, cioè intelletto. E che io sappia, se i numeri fossero così intelligenti come ci vogliono far credere, risolverebbero le loro funzioni da soli, senza mettere in mezzo la gente.

Logica transitiva, altra cazzata. Dice che se a->b e b->c allora a->c. Allora se A sta male per B che sta male per C, A dovrebbe stare male per C.
Invece a me C sta solo sul c.

Se un soggetto A esercita una forza F su un soggetto B, allora il soggetto B eserciterà sul soggetto A una forza -F uguale e contraria. Il che mi sembra un pessimo messaggio da dare ai giovani speranzosi di trovare qualcuno con cui camminare sul lungomare.

Due rette parallele si incontrano solo all’infinito. E invece no, sono bugiarde, non si incontreranno mai, perchè è come se si dicessero “massì prendiamoci un caffè!”, sanno già che non succederà.
Due curve tangenti si incontrano solo in un punto. Saranno anche bugiarde, ma almeno si sono divertite, contente loro…

Se due mani si incontrano e si incrociano, e quindi creano una mega x tra loro, non si hanno 25 dita, ma un sorriso diviso per due. Anzi, condiviso.

5 esempi, come la media (totale) delle mie pagelle di matematica scritta e orale. Ammetto che ho preso anche 1, per aver scritto correttamente la data lasciando il resto del foglio protocollo in bianco.
L’unica cosa che ho capito di questa filosofia che spacciano per scienza è che dopo 5 anni di ripetizioni, il mio prof aveva una Punto nuova. E che la logica è relativa: sommando 5 debiti formativi in mate e 3 in fisica mai superati, mi sono comunque diplomato.
Io non ci credo, mi dispiace, perchè non ho mai visto un numero salutarmi per strada, un più all’Esselunga, una linea retta che se ne andava per i fatti suoi, una radice quadrata in giardino. Il cerchio perfetto, invece, esiste e si chiama hula-hoop. Ce l’aveva mia sorella e lanciandolo sull’albero dei vicini abbiamo dimostrato che non è vero che due curve (ramo e cerchio) si incontrano solo in un punto, e poi siamo scappati.
Dicevo, non ci credo, non sono applicabili alla realtà, perchè presupporrebbe che ce ne fosse una per tutti, e sappiamo tutti che non è così.

Credo che questa sia senza dubbio la migliore spiegazione antimatematica degli ultimi 150 anni.

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