sanremo s60e5 – “VADO A FAR L’AMORE IN TUTTI I LAGHI” (cit.)
21 feb
La maleducazione. Cominciare il festival in anticipo. E dopo uno deve correre a recuperare perchè si è perso le prime due esibizioni.
Signore e Signori, è finita. Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti. Antonella Clerici è emozionata e un po’ stanca, rinchiusa nell’abito nero di Mattiolo. La serata sembra tranquilla fino al momento in cui si saprà il nome dei finalisti. Ma procediamo con ordine.
Come preannunciato, perdo Scanu e Noemi, e come sapete, mi dispiace solo per Noemi. Mi spiano che aveva una collana con delle dita d’argento e le unghie rosse, ma che ha cantato bene anche oggi. Ovvio.
Marco Mengoni stasera mi tira un po’ troppe svise, ma si vede che ce la mette tutta, anche col capello leccato che aiuta l’aerodinamica.
Voto: 7
Povia ci risparmia la visione dei suoi capelli e si fa la coda. E’ l’anno del codino, non c’è dubbio. Confermo sempre antipatia e voto. A dir poco stomachevole, il complimento alla Clerici “hai fatto un festival normale”. Normale è una parola di chi ha bisogno di etichette, caro Povia, e denota tutta la tua pochezza.
Voto: 0
Arriva il momento memento, si parla di Michael Jackson. Parte un videomontaggio un po’ in stile villaggio vacanze dei suoi successi e poi arrivano i coreografi di This is it. Bravissimi, senza dubbio, ma poi il coreografo comincia a parlare e non smette più, quasi fosse una presentatrice Avon che vi vuol vendere un rossetto color salmone. Nel mio cinismo vedo troppa contentezza da palco e poco ricordo di MJ, ma sono cattivo io.
Malika Ayane stasera è stata vestita da Stewie Wonder, secondo me. Brava, davvero. Mi fa solo paura quando le rimane aperto l’occhio destro. Per cercare dei difetti, perchè l’esibizione è perfetta.
Voto: 9
Irene Grandi è il rock del festival, fa venire la pelle d’oca tanto è brava. Super.
Voto: 9
Arrivano i tre che di solito non nomino, Pupo, Filiberto, Canonici. Accolti dai “fischi preventivi”(Pupo), si atteggiano con sicumera, e poi il Principe ci regala un congiuntivo decaduto come il suo casato.
Voto: 0, sempre e comunque.
Irene Fornaciari e i Nomadi, in evidente emergenza parrucchiere tutti, cantano ogni sera meglio.
Voto: 8
E’ il momento della più amata degli italiani. Lorella Cuccarini. Tutta ignuda dientro la mega chitarra bianca. Esibizione ipermediata, carina, ma… non so, non mi convince soprattutto la scelta musicale. Un po’ bella copertina ma libro così così. Un po’ di doppisensi sulla chitarra non fanno mai male, Lorella ammette una “crisi d’astinenza da il pianeta perduto” e Antonella risponde con “credevo della pastasciutta!”. Tiè.
Simone Cristicchi è bravo, e spero che la gente si soffermi sul testo tra le righe della canzone, sulla manipolazione delle informazioni.
Voto: 8
Arisa e le Marinetti Sisters concludono le esibizioni, con il tormentone che già tutti sappiamo. Brave.
Voto: 8
Arriva il momento corporate promotion. Un po’ come nella sigla del love boat, Antonella ci introduce personaggi, funzioni e progetti vari. Comincia con facchinetti, che si distingue per l’eleganza delle scarpe gialle e l’italiano “c’è un complimento che ti devo fare a te”. Per far capire che la conduzione de “Il più grande…” l’ha fatto crescere, butta una “liturgia” in una domanda. Poi parla Milly, che è sempre perfetta e ha anche i capelli addomesticati che non si muovono se lei non vuole, e piazza un bel “alla faccia di chi non ci credeva” parlando del successo della Clerici. Poi parte tutta una serie di dipositive delle vacanze di Giusti, Insegno e la crew. Bevande escluse.
La noia però non è finita. Arrivano i bambini canterini di Ti lascio una canzone. Non so quanto sia durato questo marchètting del programma (evidente sberleffescions a Io canto copiato da Canale 5), con dei bambini che cantavano storie di grandi con voce da vecchi. E anche qui, una sicumera urticante. Una bella serie di manrovesci soprattutto al mini entertainer Luigino.
E’ il momento della superospite. Mary J. Blige è brava e stilosa da sempre, ci regala minuti di canto dopo le abbaite dei marmocchi. Ribattezzata Meri Gì dalla nostra Antonellona nazionale, si parla di Obama e del futuro. Poi arrivano gli auguri cantati a Tiziano Ferro, che domani fa 30 anni.
Dopo la reclame il logo ridiscende con tanto di fumata bianca. Dopo aver inquadrato Gai Mattiolo vestito in maschera da Lele Mora, facciamo cantare Tony Maiello, vincitore dei giovini, che stasera ha rubato la giacca ad un croupier di Montecarlo. Quattro chiacchere e subito un po’ di strafalcioni “altrettanto anche tu” e un misunderstanding con Facchinetti. “Guarda c’è anche Francesco, lo conosci no (per xfactor, ndr)?” “Sì siamo stati insieme” Ecco. e giù con le gaffe e con due stecche per l’emozione. Suvvia, succede.
E’ il momento di decretare i 3 finalisti. Da questo momento il Festival non sarà più lo stesso. La conduttrice si lascia partire dei “Noooo” quando partono gli rvm (è una vita che volevo dirlo anche io come Maria De Filippi), il pubblico urla “venduti”, l’orchestra prende e lancia gli spartiti sul palco.
Vi chiederete perchè. Semplice, perchè chi meritava di essere in finale non c’è. Ma come ho scritto già, ricordiamoci che è il festival della canzone italiana, ed essendo italiana, vige l’italiana abitudine de “Vinca il peggiore”. Il che significa che in finale abbiamo un meritevole e due miracolati. Marco Mengoni, Scanu e I tre dell’ave maria.
La caciara continua, e arriva Maudibbio Coptamno. Una breve analisi sul festival leggermente stucchevole per chi fino all’anno scorso faceva controprogrammazione, e una lieve azione di marchètting per lanciare il suo nuovo programma del pomeriggio. Nulla di grave e nulla di nuovo a mio avviso. Parlo troppo presto, perchè, a mezzanotte sta per partire l’intervista/caso umano. e’ giusto parlare di quello che sta succedendo a Termini Imerese, vero. Ma, citando La Pina, perchè parlare di cose gravi in un programma che premia Pupo e Savoia? E io aggiungo: che senso ha dare ascolto a quest’ora ad un fatto del genere?
Ricordiamoci che parliamo di tv. La stessa scatola malefica che il giorno in cui la news si chiamava “Legittimo impedimento” ha fatto il puntatone-redentore di Morgan dal Cardinal Vespa.
Estrazione delle ultime tre esibizioni, nell’ordine: Mengoni, Scanu e i tre dell’ave savoia. Marco da Oscar, Scanu pallido e spaventato, i trettrè ostentano sicumera e abbracci.
Già che ci siamo, perchè non facciamo suonare la Banda dei Carabinieri? E via altri dieci minuti di metadone con tanto di sssss sssibilante del maestro. “E’ mezzanotte e mezza, ho fame, maestro, ha qualcosa da offrirmi?“, dichiara la burrosa presentatrice. Censuro i doppisensi, perchè parte… Le tagliatelle di nonna Pina. Io la metterei al televoto al posto di Italia amore mio.Malika Ayane vince il premio Mia Martini, entrano i finalisti e fanno qualche rigraziamento.
Il vincitore della sessantesima edizione del festivàl di Sanremo è Valerio Scanu. Come ha giustamente scritto Rita Maffei, una delle più brave e innovative attrici e registe del Friuli Venezia Giulia, nonchè mia grandissima maestra, “e videocracy fu”. E’ vero. Non si scappa. Senza nulla togliere a Marco Mengoni, che si è esibito con talento, emozione e umiltà, stiamo paralndo di 3 canzoni che hanno più a vedere con il circo mediatico che con il mondo della canzone in sè. Perchè Scanu, è cattivo dirlo ma è così, deve il premio agli sms delle sue fans che lo seguono da Amici. E i tre dell’ave savoia sono lì per le polemiche nate dal fatto che un cantante un po’ filibustiere abbia scritto una canzone da mafiosi di little italy con il principe del “faccio tutto basta non lavorare”, come successe l’anno scorso con Povia e quella canzoncina sulla guarigione dalla gayatio tremens.
Antonella Clerici sdrammatizza la pesantezza della vittoria della tv sulla musica con un “Vado a far l’amore in tutti i laghi”. La proloco del Lago di Cavazzo e del Lago di Fusine già si leccano i baffi per il tutto esaurito della stagione.
Concludo, sostenendo che la mia triade sarebbe stata nell’ordine Malika Ayane, Irene Grandi e Noemi.
Ringrazio tutti voi che in questi giorni avete letto queste pagine, ci rileggiamo l’anno prossimo.
O se proprio non potete farne a meno, la settimana prossima comincia L’Isola Dei Famosi.
Buonanotte
sanremo s60e4 – “COSA RIDI, TROMBONE?”
20 feb
Rieccoci in differita dal centro igiene mentale di sanremo. Stasera Antonella Clerici si è vestita da orata al forno, così, per far capire subito chi comanda. Iniziamo la gara!
Malika Ayane canta ogni sera meglio. Pe quanto la mia gioventù sia legata all’amore per Irene Grandi, io spero vinca lei. Esecuzione vellutata, in punta di piedi, pulita, bella.
Voto: 9
Antonella prende tempo, e le si risveglia subito l’ormone con “cosa ridi trombone?” riferito ad un ignaro orchestrista.
Cristicchi canta col coro dei minatori. Molto scenografico, mi piace vedere energia sul palco che quest’anno mi è un po’ salotto della terza età come joie de vivre.
Voto: 7
Irene Grandi canta bene, Cocci un po’ urla troppo per i miei gusti e mi ricorda Nickelback.
Voto: 8
Arriva Irene Fornaciari coi Nomadi, Mousse T e Susy. Più passano i giorni più mi piace la canzone. E più passano i giorni più mi spaventano i capelli del cantante dei Nomadi
Voto:7
C’è da riassettare il palco e quindi da prendere tempo. Ecco allora che Antonella Clerici mi si trasforma in pronuptia e decide di fidanzare Miss Italia, così.
Marco Mengoni ci propone un impercettibile filo di trucco, molto probabilmente fatto con i resti del falò in spiaggia della sera prima (la Maionchi ha vinto il premio per il ballo del limbo) e una versione con archi della sua canzone. Molto piacevole.
Voto:8
E dopo il piacere per le orecchie, ecco che arriva il fastidio allo specchio. Pupo Filiberto e Canonici ospitano Marcello Lippi, che si mette a parlare di cose scontate come il pesce all’esselunga alle 20.30. La Clericiona è basita e non sa che fare, la band dell’arrogance difende il ct e si comincia a cantare. Una strofa, che mi rifiuto di riportare, parla di mondiali, italia, dio. Ho detto tutto.
Signori e Signore, arriva Jennifer Lopez. Dalla sartoria dicono che quei pantaloni non fossero rotti all’atto dell’acquisto e le più informate sostengono che la maglia sia quella che usava nel video My love don’t cost a thing. La bella cosciona risponde divertita alle domade di Antorata, che spaziano da come stira le camicie a come si fanno i vetri. Domanda di rito: sei ancora Jenny form the block? E certo, perchè lei è vera, e fa la vita di tutte le donne. Si sveglia, raggiunge con l’elicottero il bagno, prende la teleferica per andare dai bimbi, lo scivolo in marmo di carrara per andare tutti assieme a far la colazione in cucina dove un jet ha appena consegnato i croissant da parigi. Poi si prepara, come tutte le donne, con un’equipe di estetiste, massaggiatori, make up artist e parrucchieri e va a lavorare. E la sera torna a casa e si infila, come tutte le donne, le ciabatte in foca bianca piccola bianca sibert. Jennifer aggiunge anche che non conta cos’hai di fuori (“hai tutto di fuori”, aggiunge antorata) ma conta ciò che hai dentro. Ecco la Olga Fernadno si è dimenticata di tradurre l’ultimo pezzo conta ciò che hai dentro in cavaux del tuo conto offshore, ecco.
Smentita l’assicurazione su culone e coscione ci si saluta a dopo, operazione medley. Non prima di aver giocato alle mamme. Oh signora la mia è nata il 21 febbraio o signora la mia il 22.
Dal Bronx ad Amici, ecco Scanu con la Amoroso. Bravi sì, ma quel Valerio lì una sicumera…
Voto: 6
Arisa è un po’ Totò, un po’ Rocky Horror Picture Show e un po’ Charlie Chaplin. Arrangiamento stupendo, il tormentone è pronto, miei cari.
Voto: 8
Antorata si accorge di non aver fatto gaffes nell’ultimo stacco, e quindi ci ricorda che lei può “sempre contare su trombe e tromboni”, e annuncia Ruggeri coi Decibel. Sembra CCCContessa, ma non lo è, è sempre quella delle ali amiche.
Voto:6
Noemi con i cataclò o kataklò non so, oggi un filino sottotono rispetto a ieri. Però è una canzone che finisce dritta dritta nel mio iPod.
Voto: 8
Moro porta gente alla festa. Un barbone che cela Jarabe De Palo e dj JAd che (vuole una l., cit.), gran cagnara, forse poco festival.
Voto:7
Povia porta sul palco Masini e una bimba. Non aggiungo altro
Voto: 0
Finti i Big, o Artisti, come si dice quest’anno, ritorna J.lo a farci il medley. E via con le hit che tutti abbiamo ballato e che qualcuno qua sta ancora ballando (dicono che domani non ci sarà l’open bar, mannaggia)
E’ il momento dei giovani, ore 23.34
comincia Jessica Brando, che mi sembra triste per aver 15 anni. E’ vero, è una brutta età, ma sapesse i 25. E i 35 non oso nemmeno immaginare.
Voto: 6
Tony Maiello oggi non vestito da cameriere, canta abbastanza bene e abbstanza tiziano ferro in certi punti. fianco un po’ j.lo se vogliamo essere perfidi.
Voto: 6
Marino oggi mi è più rilassato, ma io son distratto perchè aspetto Nina. Voto sulla fiducia.
Voto: 6
Nina Zilli sceglie la sobrietà e la quaresima, e si veste da uovo di pasqua con alle orecchie gli anelli di Yuri Chechi. Canta bene e spero che vinca.
Momento Dance, Bob Sinclar. Antorata si cambia e diventa Anto-jlo-madonna-laura pausini tutta black tutta rock e tuta con gli stivaloni. Vuole cambiarsi ma il tempo stringe, annuncia il vincitore dei giovani: Tony Maiello. Che non capisce più nulla e crede di non saper più cantare. Dalle stecche di emozione un po’ si capiva eh.
Al motto di “gli ultimi colpi della babbiona” Antorock annuncia l’imminente cambio d’abito “perchè (con questo corsetto ndr) non respiro più”. Tornerà vestita da planetarium per l’annunciazione degli esclusi. Fuori Ruggeri e Moro.
Il che vuol dire che il principe del gioco, il principe dei principi e il principe del canto, domani sera sono in finale. L’avreste mai detto? Ricordatevi che il festival di Sanremo è in Italia.
Dal vostro inviato è tutto.
sanremo s60e2 – “E ADESSO… IO LA DO” cit.
18 feb
Avete presente quando i grandi stilisti fanno le collaborazioni con H&M? Ecco, oggi, per vestire la Clerici, Gai Mattiolo ha stretto una collaborazione con la Cuki e ha avvolto la Antonellina nazionale come il pollo dello spot. E proprio come il pollo ella mi fluttua nell’aere sull’altalena, dopo l’inzio un po’ video della comunione con grafica a piuma e tema di Forrest Gump. Per non perdere ascolti, mostriamo subito un po’ di carnazza con le ballerine del Moulin Rouge, ma l’effetto che mi arriva è della serie Colpo Grosso con le ragazze Cin Cin.
Apriamo la serata con un omaggio ai caduti di ieri: il trio della vergogna, Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore, Toto cutugno e l’incompreso Nino D’angelo. Sono previste feste del pianto nelle sedi di tutti i tgr d’Italia. Che la gara abbia inizio!
Povia: dopo aver barattato le collane di ieri, è riuscito a procurarsi uno shampoo secco dal veterinario della Asl. Per non perdere occasione di sfoggio di buon gusto, ha prontamente esibito una croce che si dice abbia fatto invidia alla sobria Lady Gaga. Un po’ ipnotizzato dal cerone del cantante, ascolto la canzone, che ahimè non ha creato le polemiche che sperava Beppe. Innocua, niente di che, e quindi va premiata con la conferma del voto di ieri: Zero.
Noemi di verde vestita fa scorrere un po’ di sangue nelle vene del palco dell’Ariston, che quest’anno mi sembra un non luogo, come le hall degli aereoporti. La voce è potente, l’esecuzione meglio di ieri, alla faccia di chi critica i talent show. In teoria sono nati per quello, per dare luce a chi ha una marcia in più, che scende a patti con se stesso e si vende per qualche mese alla tv. Poi ci sono la banda di Amici (vedi Scanu) ma lasciano il tempo che trovano. Senza cattiveria eh. A me Alessandra Amoroso sta simpatica, anche se sono preoccupato per la sua gola, urla tantissimo!
Voto: 8.5
Ruggeri: il maestro Andrea Mirò spezza le bacchette del ristorante giapponese prima di dirigere l’orchestra. Questo mi rimane in mente finchè sento di nuovo la strofa sulle ali delle donne, e quindi sulle ali amiche. Qualche accordo, quando canta “la notte delle fate” mi ricorda “il gusto della vita” che Enrico canta nello spot di un liquore. Poi penso alle fate, e più precisamente allo spot Enel di qualche anno fa, quello con la Merz che diceva “E’ finita bimbe”, facendosi un po’ lo Spoon River da sola.
Voto: 6/7
Arrivano i tre giovini tenori. La noia si taglia a fette, si bullano un po’ troppo per aver cantato “we are the world” per Haiti. Questo non fa onore agli altri cantanti coinvolti nel progetto, perdonatemi.
Moro: stessa maglia che ha esibito allo shooting per tv sorrisi e canzoni, ha una canzone che non è male, dice qualcosa, ma a me sa un po’ da festa dello studente. Sarà che sono vecchio, molto vecchio dentro.
Voto: 6
Malika: la mia preferita, è ufficiale. La canzone da scrivere sulla tovaglietta e far trovare la mattina a chi ci fa battere il cuore sotto la tazza del caffè. Oggi non posso criticare nulla, nemmeno la mise. Posso criticare solo la scelta del fidanzato. Ascoltatela bene, non lascia indifferenti, c’è ricerca, c’è qualcosa.
Voto: 9
Fornaciari&Nomadi: lo ammetto, mi sono distratto. L’impronta zucchero si sente, lei non è nemmeno male, ma qui in green room sono arrivate le birre. Cheers.
Voto: 6/7
Arriva Rania Di Giordania. Un nome che io ripeterei all’infinito e che metterei nel sequel di Mary Poppins. Rania Di Giordania Rania Di Giordania Rania Di Giordania. Antonella Cuklerici è un po’ in imbarazzo e decide così di pensare che davanti a lei ci sia Cenerentola. Rania una di noi, scriveranno i giornali domattina. E via di domande interessantissime, come se sia stata portata in braccio o no nel castello (Antonella non credo che la Rania si sia fatta fare la copia di quello di EuroDisney), come sia la sua giornata, insomma, tutte prese dal manuale della casalinga del 1953. Manca solo al domanda sul suo sgrassatore preferito e siamo a posto.Dopo averla salutata dandole della Salama (la Rania con fare regale finge di non sentire), Anto ci tiene a farci sapere che le ha regalato i biscotti al cioccolato. Per la serie: “Isoardi, ricordati che io so fare i biscotti e tu ci stai antipatica”. A tutti.
Sonhora: come ogni gruppo emergente passa per Abbey Road e registra il disco. C’è passato anche il mio portinaio quest’estate ma non è che lo racconti a tutti. Siamo tutti molto contenti per loro. Il ritornello Baby (pronunziato bei-bee) sarebbe perfetto in friulano, con la parola “blede” (che vuol dire barbabietola, ma anche persona infinitamente noiosa).
Voto: 4
Irene Grandi: finalmente ben vestita, illumina il palco e cerca di rianimare la prima fila con la sua anima rock. Irene, porta pazienza, metà delle persone lì presenti sono morte con la prima repubblica. Grande esecuzione, lodi a Bianconi.
Voto: 9
Scanu: si becca il risveglio ormonale della Clerici, che cita il testo “farlo in tutti i laghi”. A metà strada tra l’imbarazzato e lo scocciato, l’ugola sarda risponde con un laconico “ma che domande mi poni”, intanto la ProLoco di Tarvisio ci tiene a precisare che nei laghi di Cavazzo e Fusine queste cose non sono avvenute perchè è un luogo per famiglie. Io, che quelle zone le conosco, smentisco. Certe cose non avvengono perchè, se va bene, a ferragosto in quei due laghi l’acqua arriva a 3 gradi. Con tutte le conseguenze fisiologiche dovute al deperimento da congelamento degli ortaggi, in paricolare piselli e patate.
Voto: 2
Cristicchi: meno male che c’è, dopo la noia de Scanu. Non mi meraviglierei di sentire questa canzone in posti dove si balla allegramente. Ho sentito via sms Carlà, ha detto che non è più incazzè.
Voto: 8
Arriva il momento del secondo ospite. In molti si aspettano la Regina del Tagadà, tale Elisa di Cavallicco, Udine. E invece no, come direbbe la Pausini. Arriva come guest star una che guidava un elicottero in Avatar. Prima del suo ingresso, Antonella libera l’ormone dal lago e rivendica la sua femminilità urlando “E ADESSO… IO LA DO“. Il mio momento preferito di tutta la serata. Stacco pub… blicitario.
Rientrati dal nero (della figuraccia) la conduttrice burrosa ci tiene a precisare che parlava della reclame. Entra l’ospite, attrice latinoamericana. Prima domanda: “ti senti più latina o americana?” Poi Antonella, per metterla a suo agio, entra in un lettino solare e fa parlare il suo avatar, rischiando di cuocere solo una parte della sua figura sfliatinosa. Un grande momento di televisione che racconteremo ai nipoti. Ma non sarà l’ultimo della serata.
Marco Mengoni: sfoggia l’occhiale stasera e i capelli d Ursula de La Sirenetta. Canta meglio di ieri, ma la canzone, il testo…mmhh.
Voto: 7
Arisa: chiude la serata una nota di colore, finalmente. A me continua a stare simpatica, dite quel che vi pare. In più è riuscita a trovare un motivetto moolto orecchiabile. Già prevedo video spoof su youtube. Magari ci sono già.
Voto: 8
Ora toccherebbe ai giovini. Ma prima, vive le can-can! E così Antonella Cuki diventa Antonella Ombrellone. Le cose si fanno bene o non si fanno, ecco quindi un vestito per ballare il can can con l’effetto bandiera italiana, con mille balze e fronzoli. A me ricorda gli ombrelloni con le frange di Grado Vecchia, Gorizia, della Pensione Mirella. Sale il climax e zac! La Anto CanCanClerici ci mostra le mirelle, ossia le chiappe DOC e DOP. Questo è un momento di alta tv. Ma nulla in confronto a “IO LA DO”.
Cambio d’abito e vergogna, largo ai giovini. Stasera 5, che verranno ridotti a 2.
Nina Zilli: l’avete già sentita quest’estate cantre 5omila lacrime con Giuliano Palma. E la sentirete nel film di Ozpetek a fine mese. A me la canzone piace molto, ha anche un bel video, che però un po’ mi ricorda il primo di Giusy Ferreri.
Voto: 8
Broken Heart College: se sapete chi sono vuol dire che avete 15 anni e segui(va)te TRL su Mtv. Là sono già famosi. Qua lo saranno per aver cantato bene quasi come le Lollipop nel 2002. Quasi. Cantano un amore elencando i mesi, e lasciandone alcuni per strada… ma forse era solo emotion.
Voto: 2
Mattia De Luca: mi sono nuovamente distratto, credo che sia Massimo Di Cataldo dimagrito. Ricordo solo il gilet. Non è giusto mettere i giovani così tardi però.
Voto:4
Jacopo Ratini: mi sembra vestito da bottiglia del ketchup Mato Mato. Si incespica all’inizio sul playback della prima strofa, ma rimonta quando comincia a cantare. Credo lo sentiremo in radio, ma buh, è tardi perdo colpi.
Voto: 6
Luca Marino: e la maglietta con topolino. Supertimidezza che mi fa concentrare sulla canzone. Ricorda così piccola e fragile di Drupi.
Voto: 5
E’ finita! Chi ci siamo levati dal giradischi?
Tra i big:
-Sonhora (e era ora)
-Valerio Scanu (non mi par stranu)
Tra i giovini parliamo dei premiati: Nina Zilli e Luca Marino. Io voto Nina. Nella prossima tranche, secondo me, andranno avanti i La Fame di Camilla.
La messa è finita, andate in pace, dal vostro inviato è tutto.
A domani.
NB: non si travisi il sarcasmo, io alla Clerici voglio bene.
sanremo s60e1 – “GIURIA… TROMBA!” cit.
17 feb
La sessantesima edizione di Sanremo si apre con Bonolis e Laurenti che fanno Bonolis e Laurenti e mi piacciono. Meno, decisamente meno il fatto che venga cantata una canzone straniera come prima in un festivàl della musica italiana. Un omaggio a Carla Boni, morta l’anno scorso non sarebbe stato male, secondo me.
Comincia l’Antonellina nazionale, che scende dal logo montacarichi della scenografia di Castelli, (una delle meno riuscite dell’artista) che tutta la sera sfoggerà il look Coca Cola: prima la bottiglia da 2L e poi la pratica lattina 33cl.
Il vuoto post Bonolis per me si sente, ma le vogliamo bene. Odierò per tutta la serata le trombette della giuria demoscopica.
Comincia Irene Grandi, con la Cometa di Halley. Il mio giudizio spudoratamente di parte, avendo una cotta per lei dal 1994 e amando da sempre i Baustelle. Trucco un po’ Patty Pravo post atomica, mise un po’ bidone della Caritas.
Voto: 8
Valerio Scanu, canta Per tutte le volte che… ci ha annoiato. Complice un pessimo ricordo che ho di lui da Amici (non sopporto l’arroganza in generale, men che meno quella di chi non se la può permettere), la voce c’è, ma santo cielo, iniziare seduti, e con quella stola un po’ Milva… che noia.
Voto: 4
Toto Cutugno giunge in livrea da mafioso di Little Italy. Io sospetto che l’occhio destro sia quello di Cesara Buonamici, una noia mortale, canzonetta italiana che secondo me non passerà la serata.
Voto: 5 solo per dar fastidio a Scanu
Arisa mi ricorda una tartaruga che ho visto in un film Disney. Porta una canzoncina divertente, belle da vedere le Marinetti. E’ matta, spero solo che questo disco non sia stufoso come quello dell’anno scorso.
Voto: 7
Nino D’Angelo e Maria Nazionale. Verranno ricordati per la lettura a dstanza del gobbo (nino) e per le poppe generose come due babbà (maria). Non so se la scelta di proporre una canzone in dialetto sia vincente. E ci sono un po’ di clichè del sud.
Voto: 6
Marco Mengoni è da giorni uno dei favoriti dei bookmakers qui a Sanremo. Televisivamente parlando sono d’accordo, ma la canzone… non mi arriva, per citare la MAionchi. Un applauso alla camicia Giorno&Notte e al guanto di catwoman.
Voto: 6
Arriva Susan Boyle. A me fa tenerezza per la storia che tutti sappiamo e per la voce bella, ma al tempo stesso vorrei sfidarla ad una gara di rutti, sapendo di perdere. Vedo che c’è anche Olga Fernando, ma lei non la sfiderei alla gara di rutti.
Arriva Cristicchi, Meno Male. Finalmente un po’ di vita sul palco, divertente lo sberleffo a Carlà (che so che legge il blog, dai non offenderti dai)
Voto: 8
Malika Ayane, che oggi la Bianchetti ha chiamato Màlika, sempre per la famosa domanda “ma che ci fa questa in tv sta suora laica?”. Tornando a Malika, una canzone elegantissima, che consiglio di riascoltare (abbandonando l’italica ricerca del ritornello).
Voto: 8.5
Arrivano le tre grazie. Sì Grazia, Graziella e Grazia Arcangelo. Melodia che nel ritornello riprende Moonriver, testo populista che magari piacerà a qualche mafioso oltreoceano, vomitevole nel momento in cui con foga un principe decaduto prende la parola e “canta”. Se andate alla toilette ad ascoltare lo sciacquone sarà più divertente.
Voto: 0
Arriva il momento in cui si parla del grande assente Morgan. La Clerici dice che la sua unica droga sono la famiglia e i cornetti caldi. Poi si legge un pezzo della canzone, in clima spoon river, per la serie “dalla prima lettera di Morgan agli apostoli”. Personalmente, su tutta la faccenda ho solo una parola: smettetela. Non difendo Morgan, sia chiaro. Perchè qua sulla faccenda ci stanno mangiando in tanti, il che, per farla breve alla luce dei miei centennali studi di comunicazione, significa: prendere per il culo il pubblico.
Enrico Ruggeri mi è sempre stato simpatico, ma la canzone mi annoia. Dice che le donne hanno “un paio d’ali chiuse dentri sé”. Sì, le ali amiche.
Voto: 6
Arrivano i Sonhora. Ovvero come prendere Meneguzzi e sdoppiarlo in due. Ci avevan promesso una ballad rock stile Bon Jovi/Brian Adams. Dei quali però io vedo solo la tinta bionda. Canzone inutile, mi dispiace.
voto: 5
Povia non credo sia giudicabile. Il moralista qualunquista unisce le sue doti al look da zingaro che ruba le mercedes nere. Sul caso Morgan ha detto che ci sono cose più importanti di cui parlare, lui è un artista impegnato, aggiungo io. Infatti abbiamo avuto tutti i conati di vomito per i suoi scatti ignudi su vanity fair l’anno scorso. Scatti impegnati eh, talmente impegnati che anche lì i capelli erano sporchi. A fine esibizione lascia il palco, ma poi, purtroppo rientra.
Irene Fornaciari e i Nomadi. La canzone non mi fa svenire, ma i capelli modello ruspa a scoiattoli del cantante dei Nomadi sì. Devo riascoltarla.
Voto: 6
Arriva Noemi. Anche qua il mio giudizio è un po’ di parte perchè sta rossa roca mi piace.
Voto: 8
Chiude Moro, che canta raeggeggiando. Non mi convince, ma almeno qualche messaggio fuori dal coro arriva.
Voto: 6
Momenti memorabili:
-Antonella Clerici che guarda la giuria e per lanciare il (fastidiosissimo) jingle dice: “Giuria, tromba!”
-Lo spogliarello di Dita Von Teese, e il mio pensiero sugli americani. Loro hanno Obama e lei, noi Berlusconi e Pamela Prati. Ho detto tutto
-Cassano eletto filosofo. Anche qua non servirebbero altri commenti, citerò solo tvblog dicendo: “colui che di libri ne ha letto uno, ma ne ha scritti due”
Da Sanremo è tutto.







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