Archivio | febbraio, 2012

La cometa Sanremo

20 feb

Anche quest’anno la cometa è passata e via. Come se non ci fosse stata. Sanremo oggi è deserta, ha l’aria della tavernetta in cui la festa delle medie è finita, del trucco colato e la cotonatura che ha ceduto. Lo scrivo perché ho appena visto le sciure di quel che rimane di Domenica In.

Nonostante tutte le detrazioni, le cattiverie, gli snobismi intellettuali o presunti tali, mamma Rai una certezza ce l’ha: funziona. Non si parla d’altro da due settimane, se ne parlerà un po’ quella che viene e poi via, solo una striscia di luccichio che va via. Esattamente come la cometa.
Lo spettacolo ha un solo grande limite: è vecchio. E quando cerca di svecchiarsi in mano a persone di una certa età, sembra quei signori che si mettono l’orecchino e dicono alle signorine “ehi ti aggiungo su facebook” dopo una cena di lavoro, quelle signore che non hanno capito che Belen non è uno stile di vita a cui ispirarsi ma una realtà, quelle ragazzine che si decolorano i baffi. Non è che funzioni così bene.

Non è un problema della baracca intiera, le cose che non hanno funzionato sono sostanzialmente due. I tempi geologici e l’effetto Celentano.
A me il fatto che ci siano 5 serate non scoccia, per nulla. Solo che non si possono fare 5 ore di diretta nell’epoca youtube. Il che non vuol dire che si debbano fare programmi da 5 minuti. Bisognerebbe imparare che c’è un’evoluzione di usi e costumi del pubblico televisivo. Il computer non ucciderà il tubo catodico, ma come internet ha preso il meglio della tv (in termini di linguaggi, non di contenuti) dovrebbe avvenire lo stesso dall’altra parte. Non basta fare un concorso dei giovani su facebook. Non così. I video caricati non potevano essere condivisi con i propri amici o nelle proprie bacheche. Che è proprio la base del meccanismo di condivisione su cui si basa il web.
Guardiamo come funziona X-Factor. Breve, di impatto hollywoodiano, guardato da tutti. Il programma funziona perché il linguaggio usato è moderno, attuale, veloce. Il che non vuol dire usare le parolacce. Dai non le usava nemmeno il Bagaglino. Sanremo era scritto proprio male. La sceneggiatura delle interviste fatte da Gianni, il marchettume (imposto) delle fiction e programmi Rai, l’aria improvvisata e pressapochista. Esattamente come quando non si studia per l’interrogazione. Che senso ha cominciare alle 20.40 se poi tra intro (inutili) balletti e interventi si comincia a sentire una canzone dopo un’ora? Che le canzoni poi non fossero le più belle del mondo amen, va così.

Voglio trattare brevemente il fattore Celentano, perché rischia di diventare il capro espiatorio del Festival. E ci ricordiamo tutti che fino a pochi mesi fa un personaggio diceva di essere perseguitato dai media. Da giovane, ho una polemica forte nel petto. Scusate, o grandi, dove sta scritto che se uno è vecchio per forza deve essere saggio?  Come già scritto in queste pagine, il problema non è Celentano, è proprio questa mitizzazione da predicatore. Sono molto contento che ci sia chi preoccupi del dopo la morte, ma preferirei che non ci fosse un cantante a ricordare a un giornale che si deve parlare del paradiso. Mi piace se lo canta Patty Pravo, che lo fa allegramente, senza atmosfere apocalittiche di spari, bombe e morti. Il mio, di paradiso, lo costruisco ogni giorno comportandomi nel modo più umano possibile, senza che me lo vengano a dire in televisione. Grazie ma no.
Che poi, se ci pensiamo Adriano non può fare male come alle intelligenze fanno programmi di bassissima leva in cui il predicatore è un abile affabulatore che non prende posizioni, fa abbaiare al pubblico la frasetta che si prepara da una settimana (ma leggete un libro per favore) e chiude con la citazione in latino. Ma per favore.

Insomma, la cometa è passata. Io ho desiderato che ne passasse un’altra, l’anno prossimo. Molte cose cambieranno, la produzione, la supervisione della Divisione Intrattenimento Rai, l’austerity, le vallette, i presentatori. Una cosa, che secondo me è la più bella, rimarrà. Ossia è che il Festival è che democratico. Nell’accezione che chiunque di noi può vivere a modo suo la manifestazione, sputandoci, cantandoci sopra, scrivendo articoli, facendo la fila fuori per salutare un cantante, per farsi riprendere 5 secondi da una telecamera, per mettere il vestito buono con le calze del mercato (l’ho visto), per improvvisarsi critico televisivo, di costume, musicale o semplicemente per ridere di come si vestono cantanti e simili.
Per questo Sanremo è Sanremo. E per questo piace, non per le prediche.

The day after

20 feb

“Quando arriva la notte e resto sola con me, la testa parte va in giro in cerca dei suoi perché” dice Arisa nella canzone che secondo me avrebbe dovuto vincere. CI ho pensato tutta la notte, non ho dormito nulla, e ho avuto solo incubi sul mio ritorno alla routine.
Sono molto fortunato, faccio un bel lavoro. Però non lo so. Ho dei dubbi, decisamente fuori luogo visto che ho altro a cui pensare. Ossia l’inevitabile ingresso nella terza età a inizio marzo. Forse le cose sono legate, in effetti.

E’ che non mi succedeva da quando non volevo andare a scuola. Mi sono svegliato con il magone e poi, in una triste stazione ligure, ho aperto i rubinetti. Ho pianto per circa un’ora e un quarto. Avete presente quando non si riesce a smettere? Ecco. Ho addirittura chiamato la mamma. Ci rendiamo conto della gravità della situazione?

MI sembra di comprendere che più vado avanti, meno capisco le cose che sto facendo. Il perché mi rimane ancora ben presente, ma… non lo so. Se non fosse la scelta giusta? Se il mio cuore, il mio cervello, tutto me volesse andare in verità da un’altra parte? Che mi riesce bene come quello che già faccio, ma che… mi rende più felice? Che sento sia quella la mia strada?
Ecco, questo è il problema. Non posso nascondermi dietro il dito, a 95 anni poi… Solo che da ambo le parti, nella realtà e nella visione, il problema è lo stesso. Avere a che fare con la gerontocrazia. Non c’è alcun spazio per chi è giovane e talentato (mi si permetta). Devo continuamente interfacciarmi con persone a cui la realtà che conosco e vivo serve, ma che non si sforzano di conoscere e subito, giudicano, perché checchè ne dicano, non ascoltano per nulla. Le persone poi, più mature di me, che alimentano il potenziale, umano e professionale, credo siano 4.
La grandissima sfiga è che quello che so far meglio, usar la parola, lo faccio in italiano. Sennò davvero potrei andarmene. E non perché non so l’inglese, anzi, perché proprio conoscendolo so che lo stile di scrittura non si traduce. Quel che scrivo, che sia un testo o una sceneggiatura, nasce in italiano.

Ti fanno passare la voglia. Perché vedere le cose che conosci esser fatte e usate così male, ti fa bruciare il cuore. Sì a me brucia, perché ho un brutto carattere e prima di ritrovarmi a piangere ce ne vuole. Per far un paragone, è come se io giocassi a calcio perché da sempre possiedo il campo da calcio. Non funziona così.
Vedere che la soluzione c’è, e che non ci vorrebbe molto a metterla in pratica e poi non usarla, stare zitto, aspettare perché tu sei l’ultima ruota del carro e loro i comandanti… è frustrante.
Vedere che il ritorno c’è, che il potenziale c’è e poi metterlo in armadio con la naftalina per un altro anno, mentre fai altro fa male.

E poi dev’essere proprio una cosa legata a questo pessimo, orribile carattere che mi ritrovo. Che è la traduzione di meritocratico. Se faccio un lavoro, vorrei fosse riconosciuto. Se lo faccio bene, vorrei essere apprezzato. Perché le mail di ordini e insulti siamo bravi tutti a farle. Ok che è il mio lavoro, ma cazzo, porco cazzo, uno non può crescere se non ha dei feedback anche positivi.

Non capisco, non ci arrivo proprio a entrare nel mondo dei grandi, speigatemi come si fa, non faccio parte dei lamentosi stitici. Non ho paura di farmi il mazzo, però aiutatemi a capire, non ci arrivo.

Cazzo adesso non vedo più la tastiera.

conferenza stampa post sanremum

19 feb

01.59 FINE

01.57 Sono qui da 16 ore. Io.

01.53 Scatta il momento imitazioni: Arisa fa Malika, Emma Giusy Ferreri e Noemi Vasco.

01.51 Ah no, niente domanda su twitter

01.48 Le differenze tra gli artisti da talent e gli altri. Che direi avere rotto… il pentagramma.

01.46 Attenzione, la domanda dopo parla della spiata su twitter

01.43 I complimenti si sprecano. Andiamo avanti?

01.42 Usciremo da qui alle 3

Sanremo s62 ep05: LA FINALE

18 feb

00.50 Paolo Belli ha spiato il risultato su twitter da dietro le quinte. Perché noi stiamo qua a fare gli stronzi da una settimana, no?

00.43 Grazie Rocco, ma non ti sta ascoltando nessuno.

00.34 Come prima: marchetta inutile sul grande Walter Chiari

00.18 Come dissi dal primo giorno: ARISA

00.05 Fine del ballo inutile su stivali cuki. Ivana si abbassa, il ballerino rosso sorride

00.00 Bravi Luca e Paolo.

23.55 tre donne in finale

23.40 Arriva Dolores vestita da suora laica

23.35 Gianni perde le s

23.34 L’intervista impossibile di Geppi. Povera

23.31 Gianni è andato.

23.28 La colonna sonora della Fletcher, il maestro è un mona.

23.26 Geppi non sprecare battute con quella gente.

23.20 Dopo 13 minuti di nulla canta Casillo.

23.07 27 MINUTI E 16. INCREDIBILE

23.04 non avrei mai pensato di dirlo… ma mi manca pippo baudo.

22.55 Ma non era meglio mandare in onda una replica di sister act?

22.49 Arrivano i fischi, ma Adriano si sta divertendo.

22.48 no adriano, l’unica via non è quella di dio. calmati.

22.46 Adriano non rompere, non ci distorgono dal capire, non distorgo quel che dici, sei tu che non hai una logica espositiva.

22.45 Le corporazioni dei media erano contro Celentano.

22.43 Celentano arriva direttamente da Il Salotto D’Argento di Largo Delle Grazie.

22.35 Momento Marchetta Montalbano

22.30 i cellulari NGM li danno via col Cioè?

22.28 Lorella ha la voce di Karen

22.22 Arriva Renga. Bella. La mise. La canzone è molto sanremese.

22.17 Anche per la finale Finardi ci esibisce la numero 3950495 delle sue camice nere. Baracca a parte, il testo fossi in voi lo leggerei.

22.15 Arisa è la mia canzone del Festival. Basta.

22.05 Gianni fa ancora la foca. che palle

22.02 Noemi stasera canta benissimo. E’ completa di tutti gli accessori, tra i quali un adesivo.

22.00 Gianni veste Ferragamo come ci ripete ogni sera.

21.57 Carone ha una parrucca stasera.

21.51 Ivana diventa la Basilicata, io non ho capito.

21.40 Dolcenera, anche se ti spremi le meningi mi sa che il pezzo non migliora.

21.38 Dolcenera ha perso un pezzo di vestito. Ci vediamo a casa. Eh mi sa che…

21.35 La canzone di Bersani è bella (anche il video), ma non credo si sentirà molto alla radio.

21.27 Emma. Vestita da Pivetti. Irene. Urla. Piange.

21.22 “anche io ho molti amici Gianni Morandi” W Geppi

21.18 un corso di sensibilizzazione sessuale a Morandi, per favore.

21.08 Arriva Loredana con Gigi. La sala stampa esulta. Paolo Giordano si alza e balla. Loredana è fantastica.

21.03 Nina Zilli non ha un ciondolin, na sciocchezza della Westwood al collo, no no.

21.01 la serata non parte più, gli stecchetti del maestro sono orrendi.

20.55 Ivana tutta ignuda e tutta tana. Secondo me anche Rocco sotto è così

20.53. Il maestro continua a non usare il balsamo.

20.50 Ed ecco una bella sfilza di baci etero.

20.45 Apriamo con Ezralow che dice: “apri il buco”

Mutande e Vallette

18 feb

Quarta serata: “molto divirtente io no capito niente”

18 feb

E Canale 5 fu. Ieri sera ha vinto Casillo, giovine prodotto canoro del biscione, una forte fede nella piastra per capelli e una sospetta (a mio avviso) parentela coi Sonhora. I migliori auguri per una brillante carriera.

Gli ascolti? 11 milioni 429 anime pie con uno share del 39.64%. Che non è male per essere la 7890465252 serata.

Cosa abbiamo visto ieri sera? Mi piace fare il discorso al contrario, in modo da far sapere a tutti quelli che si sono addormentati o nel frattempo hanno cambiato religione cosa sia successo.

Gli esclusi. Arrivederci Civello e Matia Bazar. Un duetto in cui la prima è stata superata a livello di intensità dalla giovine giovine Francesca Michielin, i secondi seppur aiutati da un’interpretazione profonda di Platinette nei panni di Mauro. In sala stampa i risultati si sanno prima, come potete immaginare, ma qualche persona che non sa fare il suo lavoro l’ha spoilerato(neologismo web per dire spiato).

I Giovani. E proprio non ce la facciamo. Sono andati in onda in notturna quando ci si augura che il pubblico di riferimento sia a dormire (ma quando mai) o fuori con la cumpa. Il vincitore ovviamente non è potuto salire sul palco. O forse non sarebbe dovuto salirci mai a essere cattivi. Ahah. Battutacce a parte, le votazioni non si capisca come siano avvenute, visto che alla classifica concorrevano varianti che nemmeno i Quattro più Quattro di Nora Orlandi. Peccato per gli altri. Guazzone con sto Coldplay mood piace e piacerà, la Mou fa piacere alle orecchie e Io ho sempre voglia hanno un pezzo che in radio va molto forte.

Gli Ospiti. La Ferillona nazionale mi scende una scala, citazione involontaria a quella che sembrava farlo per professione, ossia Wanda Osiris. Peccato che siamo molto lontani. E non per colpa di Sabrinona, ma degli autori che le han fatto cantare la solita Roma non fa la stupida stasera, con un testo degno da recita dell’oratorio. Esibizione, che se non si fosse capito, non era stata provata. La battuta migliore della Fata Lollo, pardon della Ferilli, è stata sulla tv italiana. “Io vado all’estero spesso e la tv italiana è la migliore”. Sono contento che Sabrina trascorra molto tempo di Azerbaigian.

Gli Ospiti/2. C’era anche un gruppo de ragazzini, i One Direction. Inseriti in scaletta all’ultimo, nessuno ha capito chi fossero, cosa facessero e perché.

Gli Ospiti/3. Siani. Il paragone con Troisi è presente, ma…

Gli Ospiti/4. Ha aperto la serata Simona Atzori, l’unica che è stata capace di ballare in 4 giorni. Grazie Simona, Grazie Ezralow.

La marchettona. Ballando con le stelle, esibizione davvero difficile da sostenere. Non bastava un ciao ballato? No eh?

I duetti. Ci sono state delle cose bellissime e delle cose spaventose. Brevemente le riporto in ordine di apparizione:
Noemi-Curreri. Non si sa se ieri sera abbia cantato meglio per l’accompagnamento al piano o perché Gianni, in serata strafalcionissimo, l’abbia chiamata Noiemi.
Carone-Dalla-Grignani. All’inizio non ho capito perché ci fosse Rubicondi sul palco, poi ho visto che in verità fosse Grignani. Esibizione da non commentare. Lucio, liberati dal male, amen.
Dolcenera-Gazzè. Non ho capito. Max, non ho capito. Interpretazione non memorabile, forse la canzone non aiutava. Peccato però.
D’Alessio-Bertè-Fargetta. Il ritorno del playback a Sanremo, Gigi vestito da amante leather e cose che non s’ha da dire, Loredana fantastica e un unico pensiero: MA CHE E’ STA CAFONATA?

Civello-Michielin. Quando l’ospite supera la cantante. Unica cosa: Franceschina, non vestirti mai più da Barbie Principessa di Sogno.
Bersani-Rossi. Sembrano AlfaAlfa e il pacioccone. Mi fanno ridere, ma sono ancora molto spaventato per la truzzata D’Alessio&co.
Finardi-Servillo. La classe, l’eleganza, il bel cantare. Bravi.
Zilli-Palma-Bosso. Tutta tempestata d’oro la Zilli piace sempre di più e al momento, è l’esibizione migliore della serata, senza dubbi.
Arisa-Giovanardi. E qui son di parte. Giovanardi già l’anno scorso mi ha fatto innamorare con la canzone del Festival 2011. Questo duetto manda a casa tutti, e mi fa venire la pelle d’oca.

Emma-Amoroso. Pensavo urlassero di più. Non mi arriva comunque il testo, e sono distratto dalla brava Alessandra che si è vestita da macinapepe.
Matia Bazar-Platinette. Anzi Mauro. Interpretazione più che duetto. Profonda, pulita, elegante. La parte più bella, però è la battuta finale: “io adoro gli etero”
Renga-Coro Scala. Ottima esecuzione, ma noia, mi spiace.

L’impressione generale. Avete presente quando a scuola vi interrogavano (a me sempre, essendo io il primo della lista e il più odiato da qualche frustrato con evidenti problemi di accoppiamento. Se volete sapere chi andavo al Marinelli a Udine) e non eravate preparati, e cominciavate a prenderla larga, a raccontarla, a ripeterla, a improvvisarla? Ecco, questo festival mi sta dando questa impressione. Come se fosse stato preparato la domenica pomeriggio. Come quando hai un esame e lo prepari il pomeriggio prima. Presente?

Una parola su Ivana. Bella, pettoruta e sorridente. Ironica nei suoi neologismi, sempre e comunque fuori luogo, un po’ la ragazza alla pari gnagnona, un po’ babysitter bonazza dell’est, e come dice lei: “molto divertente io no capito niente”

Sanremo s62 e04

17 feb

00.56 Grazie e arrivederci

00.52 Fuori Civello e Matia Bazar.

00.38 Ha vinto Casillo. Ha vinto Canale5

00.33 Si parla di pipì incrociata. E voi con chi l’avete fatta?

00.20 che ridere questa presentazione, vado a chiudermi un dito in una portiera per riprovare la situescion

00.18 momento inutile con calciatori e tatangelo

00.17 Si sparge la voce che su twitter una certa alessandra del prete abbia spifferato i nomi degli esclusi

00.09 La mou mi piace.

00.07 La Venegoni se ne va e saluta tutti.

00.00 per festeggiare la serata Guazzone si è messo una parrucca. Coldpaly però bravo

23.53 Bon gavemo capì

23.48 Piange perchè sa di essere stato teribile

23.46 Arriva la terza delle Sonhora, Casillo. noia

23.38 Arrivano dei bambini vestiti Petit Bateau. Inutili

23.28 Papaleo è bravo, ma forse i tempi tv…

23.25 Che palle o no?

23.17 Siamo a messa? Renga!

23.11 Platinette ama gli etero. E gianni ci ricasca

23.08 Matia Bazar con Platinette. Ah no è Mauro Coruzzi stasera. Interpretazione e non duetto.

22.56 adesso urlano ste due. Amoroso vestita da macinapepe

22.55 molto divirtente io no capito niente.
W IVANA

22.54 Siani, non ho niente contro di te, ma CHE PALLE

22.46 Sono andato al bar, coi lacrimoni agli occhi dopo l’esibizione più bella. Giovanardi (la cruz non quell’altro) e Arisa. Wow

22.25 La migliore esibizione di stasera. Nina in finale

22.21, Ivana si veste da sismografo con due lustrini. Poi arriva Nina tutta tempesschtata ti ttiamanti.

22.17 Finardi e Servillo, bravi, ma io sono ancora sotto shock per Giggi

22.07 Basta con la focaaaa

22.05 Bersani e Rossi mi sono piaciuti

22.04 Ho avuto un blackout, riassumo la Ferilli:
-fata lollo
-”desabigliè”
-”la tv italiana è la migliore, io vado spesso all’estero”Uganda Sabry?
-zigomi
-baffe sudate

21.46 non si vede che non hanno provato, no no. E qui sento la zamp(ogn)a di Moccia.

21.40 La canzone però non c’è.

21.39 Francesca Michelin ha più personalità della Civello

21.36 ditemi che è il catering avvelenato della sala stampa e voi non lo state vedendo

21.32 Bertè Gigi remix. MA CHE E’ STA CAFONATA?

21.21 Con un ginz, un giacca e quelle scarpe ukraijne.

21.20 Stasera non ce la faccio a sopportare gli stacchetti

21.16 Max Gazzè, io sono un tuo fanssss da sempre, ma stasera proprio non ci siamo.

21.13 Dolcenera si è vestita mentre la lavatrice era ancora in funzione?

21.07 Dalla, Carone e Rubicondi. Ah no, Grignani o quel che ne rimane

21.04 Look Noiemi: http://disneyano.altervista.org/immagini/rescuers4.jpg

21.03 Stasera Noemi è più brava o sembra a me? Bastava chiamarla Noiemi come ha fatto Gianni?

21.01 La finaimo?

20.58 Mi sto giò annoiando

20.55 continuo a non sapere chi sono i One Direction. E continua a non fregarmene

20.51 Scende la scenografia, e il maestro continua a non usare il balsamo.

20.47 Inizia, sui Nirvana versione archi Simona Atzori. Paura

Zan zan! Eccoci.

Quanto è inutile la pre-sigla?

Con i saluti della Nonna

17 feb

Terza serata: “Made in Italy” all you can eat

17 feb

Non c’è due senza tre. La serata di ieri pare sia finita qualche minuto fa. Proprio non ce la facciamo, eh?
Ho fatto un esperimento. Ieri ho seguito il Festivàl dalla galleria e non dalla sala stampa. Voi non potete vedere che va in onda uno spettacolo parallelo, uno per cui qualsiasi produttore di format avrebbe materiale per almeno 12 stagioni.

La crisi si sente, soprattutto nelle sciure di una certa levatura sociale. Si investe meno in zigomi 4D, labbroni a canotto, sopracciglia che da orizzontali diventano verticali. Si riesumano dall’armadio le pellicce (si sa, un animale morto addosso è status dal paleolitico), si tira fuori tutta la chincaglieria (alta parola che ho atteso di scrivere per tutti questi 29 anni di vita terrena) che invecchiando migliora, a differenza del decoltè che si increspa senza rispetto alcuno. I lor signori, invece adottano uno stile ricco-tecnico, nascondendo il macchinone al parcheggio comunale davanti all’Ariston, che è piantonato dalle forze dell’ordine tutto il giorno e la notte.

Dopo questa intro degna di Costume e Società, passiamo agli ascolti. Com’è andata ieri? Siamo saliti. 12 milioni 770 mila spettatori con uno share del 45,63%. Questa per la prima parte, che è durata “solo” fino alle 23.44. La seconda parte ha visto una morte di metà degli spettatori che la DIGOS dice di aver ritrovato stamattina stecchiti davanti alla tv con in mano un santino di Pippo Baudo. Che tradotto sarebbe 6 milioni e 533 mil persone con uno share del 57.16% (che per la programmazione NOTTURNA è quasi un record)

Cos’ha funzionato ieri sera? Il modo del duetto. Il duetto internazionale, per essere precisi. Che non è una novità data dall’Europa unita o dagli accordi nati dopo anni di Giochi Senza Frontiere. C’era già quando il festival era in bianco e nero e non andava in onda dall’Ariston. Come questo fantastico duetto di Gabriella Ferri con Stevie Wonder nel 1969.

Torniamo al 2012. I duetti sono stati quasi tutti interessanti. Ripassiamoli un attimo:

Civello con Shaggy, che Gianni ha chiamato Sagghi, credo sia stato il peggiore. Lui reduce da una partita di golf dove si è ubriacato e s’è risvegliato in una buca, lei vestita da Lindt Lindor.
Bersani con Bregovic. Sanremo diventa internazionale e non con la megastar che non serve a nulla (vedi il dj della sera prima). Romagna mia così non l’avete di sicuro mai sentita. Goran è un genio.
Nina Zilli con Skye. Sempre più Mina, sempre più brava. E poi, Rome wasn’t bulit in a day. Che volete di più.
Matia Bazar con Al Jarreau. Quest’anno non ne prendono una i Matia. No.
Emma e Gary Go. A me son piaciuti. Chissà che ne pensa Patty Pravo.
Arisa e Josè Feliciano, sono stati bravissimi, e credetemi, finalmente, le quotazioni di arida stanno salendo.
Renga canta con Dalma, che è il Gianni Morandi della Spagna, la voce è la stessa
Carone/Dalla e Mads Langer non mi sono piaciuti. Mi scuso con il maestro, ma non riesco a inquadrare il giovine Carone
Irene Fornaciari porta sul palco “solo” Brian May. E’ la prima volta che credo di morire dentro quel teatro. Ah sì, c’era anche una bionda che non ha impressionato nessuno, nemmeno quando cantando con Irene sembravano Bonnie Tyler
Loredana Bertè e Gigi D’Alessio riesumano Afroman. Ah no è Macy Gray, che mi pare palese essere arrivata con l’astronave disegnata da Castelli. Stamattina gira voce che l’abbiano trovata a dormire lì sotto avvolta da un cartone. Scherzi a parte, Almeno tu nell’universo ha fatto uscire tutta la vita, la sofferenza di Loredana. Bravissima.
E qua viene il momento in cui il vostro inviato si è commosso. Patti Smith. Non so se fosse meglio la prima o la seconda canzone. Ho votato per lei e i Marlene Kuntz.
Noa e Finardi sono bravissimi, ma Ugenio (così valettamente ribattezzato) quando ha cominciato a cantare mi ha fatto paura.
Dolcenera e Professor Green. Ecco.
Chiusura da brivido, con Noemi e Sara Jane Morris, che non è Maga Magò, è una delle voci più belle che esistano al mondo.

Perché la serata di ieri è piaciuta a tutti? Perché era di intrattenimento. Cos’hanno sbagliato? A far diventare il made in Italy un all-you-can-eat. Per una serata ti metto 32 canzoni. Siamo famosi nel mondo per essere artigiani, per fare le cose in casa, con calma e precisione.
Ieri invece ancora eccesso di zelo. Chiudere all’1.25 vuol dire una diretta da quasi 5 ore.
Il trucco delle sciure non regge così tanto, e il tacco, quel tacco che allunga la gamba e accorcia l’anagrafe dopo le prime due ore fa male, tutto si gonfia e non rimane che una soluzione: spegnere la tv lanciando la scarpa.

Sanremo s62 e02

15 feb

01.00 Fuori D’Alessio Bertè, Carone-Dalla, Marlene Kutnz e Irene Fornaciari.

00-56 la lotta tra deejay… coi microfoni spenti…

00.51 Ma sto qua che canta e balla che vuole?

00.50, fuga di notizie in sala stampa. I nomi che sappiamo già qualcuno li ha spiati su twitter.

00.38 Non ricordo nulla degli ultimi 10 minuti.

00.26 Dolcenera stasera sembra la brunetta dei ricchi e poveri.

00.21 Renga canta, e canta bene. Non credo sia male nemmeno la canzone, ma non mi piace, che ce posso fa?

00.14 ci sono dei gay indignati. E io rispondo: preferite quelle finocchie urlanti e truccate che vanno al grande fratello e buttano nel cesso lotte per i diritti per avere 5 min di popolarità e poi fare le esperte di moda? dai su. e comunque invece di rompere le palle, avete assistito a un bacio gay su raiuno.

00.08 Eseguita la conta degli omosessuali in sala. Nelle prime file qualcuno non deve aver sentito.

004.Scusate ma la anania è noiosa.

23.56 Mentre gli aliti diventano alcolici in sala stampa, arrivano Anania e Guazzone, E io voglio la sua giacca. Un po’ coldplay no?

23.46 Arriva Noemi, con questo bracciale. http://www.ottanta.eu/wp-content/uploads/2011/04/040702_scubidu.jpg
Però è brava, proprio brava. Se la gioca con Arisa.

23.44 Ieri la sala stampa si lamentava per celentano oggi perché non c’è.

23.42 Belen ci fa capire che è armata e non ha paura di usarla

23.34 Arriva Chiara Civello. Tira indietro gli occhi. Ho paura.

23.30 Tarcisio fa il portinaio per l’operazione di pulizia del marchio P&G #tristezza

23.27 I bidiel devono cambiare nome. Però è una canzone da radio.

23.24 Momento salotto. Momento che palle. tutti ubriachi in regia a giudicare dalle inquadrature

23.16 Io tifo Erica Mou. Brava e basta.

23.15 Eliminata Celeste. Adesso questa esce e dà fuoco all’Ariston

23.08 A me fanno ridere.

22.57 Arriva Bersani, speriamo canti meglio di ieri. A me piace 7

22.51 Bon c’è Irene, almeno ci si move. Veste Vestro però. Edizione Uckraine.

22.46 Arrivano i Marlene Kuntz. Speriamo bene

22.45 Ti prego, Ivana di’ CAZZOMERDA!

22,41 Entra Ivana: eppur si muove.

22.27 Arriva Emma. Che non capisco perché si vesta come una che ruba da Bernardi. Canzone buuuu, lei però mi piace. facciamo la media… 4?

22.27 Belen si veste da stabilo boss per evidenziare la sua figaggine.

22.22 A me lei fa paura. Tanta paura. Voto 4 (mi ucciderà, ma io le dirò che sono Carlo e mi salverò)

22.17 Cantano gli Ho sempre Voglia. é una canzone da radio, lui ha la faccia del riccio che sta essere schiacciato da una tingo. 6 hanno cantato meglio.

22.11 Comunque la scena del suicida della platea era più credibile di quella di Baudo.

22.08 andatevela a pija in der cuccuruccucù sanremo ahiahiaahi maranoooo

22.02 I soliti idioti sanno quali sono i tempi televisivi del 2012. Grazie

21.58 Finardi è bravo ma non c’entra niente con Sanremo. L’ha detto anche lui oggi. Voto: NC

21.56 Canalis: Eugenio, non UGENIO

21.56 Dite quello che volete ma Belen sa fare il suo lavoro. qualunque esso sia.

21.50 I Matia Bazar rubano un tendone dal guardaroba e ci vestono la Mezzanotte. Voto 4

21.45 Arriva il disclaimer contro il televoto, della serie: non prendere precauzioni quando fai sesso, ma potresti rimanere incinta. #realtime

21.42 I giovini. Allora lui Piastra+Sonhora voto 3. Angi che noia, vado per il 4 solo pechè sembra Moira.

21.42 ringraziamo l’host GUGLIELMO per una caduta di linea di solo 20 minuti

21.10 Momento Baracca: VAI LOREEEEEEEE. E’ bello RE RE RESPIRAREEE perchè non ti fa sentire l’assoluta mancanza di testo della canzone. Loredana 9, Gigi… ah c’era?

21.05 Sì, confermo: vorrei vincesse Arisa. Anche se stasera sembra Orietta Berti

21.03 Anche Papaleo dice che le battute degli autori fanno cagare.

20.59 Evviva il presentatore tecnico!

20.58 Io direi che a Nina diamo 7.

20.57 Perchè Nina Zilli fa le mosse di Sailor Moon?

20.54 Perchè Nina Zilli si è vestita da ristorante cinese?

20.51 perché Morandi si è vestito da lady Oscar?

20.50 finalmente si rideeee

20.46 Balletto Ying e Yang by Ezralow. Offerte ormonali in prima serata. Aaannamo bene

20.41 Intro de I soliti Idioti. Io ho dei grazie per voi.

Eccoci, pronti attenti via!

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.