Archivio | luglio, 2011

Ah ma io non ce la posso fare.

5 lug

No, davvero.
A chi mi segue su fb sono arcinoti i miei attenti commenti al mondo della mobiltà su rotaia. Questo blog stesso è nato scrivendo su un treno. Una cosa a cui non mi riesco ad abituare, come le punture di zanzare, i vigili urbani e il nostro amato Premier.

Quest’anno ho avuto l’immensa fortuna possibilità di cambiare lavoro. Ora che non sono più costretto in uno scantinato, viaggio tantissimo, e siccome sono un consulente junior, tra i miei benefit non figura ancora il jet aziendale. Quindi si va in treno.

Aggiungiamo poi che io non sia così compatibile con la flora e fauna di Milano, mia città putativa, che forse di putativo ha poco, ma di putt… ne ha molte. Quindi non ci sto più così tanto, soprattutto ora che mi piace tanto svegliarmi abbracciato a Bologna.

Quindi sul treno ci sto un sacco, mi sa più che a casa, e la cosa mi inorridisce, a essere sinceri.
Fatto sta che venerdì scendo a Bologna, mi godo bel bello il relax senza smog urbano e mentale quando, domenica mattina mi accorgo che… LUNEDI’ SGOMBRANO IL GARAGE e la mia bici scattofissoingleseedizionelimitatissima è lì. Devo tornare. Ovviamente mi perdo a sonnecchiare in un parco dopo un picnic e prendo un treno per Mi alle 21. Arrivo alle 22 e alle 22.05 decido che io un’altra sera di coccole me la merito, quindi salgo sul treno del quarto mondo alle 23.

Dicono si chiami ICN, intercity notte, ma per me vuol dire Inutle Che Notiodoriefetori. Insomma, non prenoto, prendo un biglietto a caso e ci salgo. Sarà un viaggio al buio di 2 ore per tornare a Bologna. Al buio vicino ai bagni. Al buio vicino ai bagni con amici dagli odori che non saprei definire. Al buio vicino ai bagni con amici dagli odori che non saprei definire che fumavano in uno spazio di 1 mq. Al buio vicino ai bagni con amici dagli odori che non saprei definire che fumavano in uno spazio di 1mq e con lo sguardo da strafatti. Ottimo.

A Bologna però trovo una macchina ad aspettarmi e una corona hawaiana per farmi sentire subito a casa. La mattina dopo dovevo essere a Roma. Ci si veglia presto, si ride si scherza si arriva in stazione presto. Peccato che la mia valigia sia rimasta a casa.
Bene. Allora oggi, cioè adesso mi devo fermare a Bologna per prendere la mia valigetta. E domani mattina ho una riunione a Milano.

Ovviamente, oggi pomeriggio, tra haribo e coca light mentre si facea brainstorming non mi accorgo che il treno partiva da Tiburtina, non da Termini. Bene, lo cambio.

E scopro che quello cambiato ha 8 minuti di ritardo. Ne prendo un’altro e ora vi scrivo da Firenze che mi piace tanto.
Pubblico da Bologna, non ho diritto ad avere una connessione decente qua sotto gli appennini.

Io non ce la posso fare, il treno mi fa male.

No cash just splash.

5 lug

Scusate, ma io non capisco sta cosa delle monetine. Non le ho. E non perchè non ho ancora fatto il giro in stazione a Bologna a chiedere i 20 centesimi che mancano per il biglietto. Se apro il portafogli mi accorgo che ho tutto tranne quelle. Credo siano rimaste tutte sotto il sedile della macchina, che non ho più da sei mesi. Quindi mia sorella, che la usa, sarà ricchissima.

Stamattina esco bel bello (o più o meno decente, via) e vado al bar a prendermi un’overdose di caffè per arrivare alla metro Piramide senza rotolare per la Ardeatina. Ovviamente non ho una, dico una moneta o monetina con me. Risultato niente caffè. Mi girano subito le balls, e ora capite la ragione del nubifragio di stamane qui a Roma. Quindi mi serve una sigaretta, che ovviamente non ho. Tappa tabacchino, lucky strike blu grazie, so quatro euro. Posso pagare con la carta? Ahahahah ma che stai finito? Pe’ 4 euro?
Evito di dare una testata al gentil signore ed esco. Sono tutti cattivi, mi ci vuole affetto e la mia dolce metà e a Bologna. Quindi pasticceria, per forza. Entro e mi innamoro subito di un croissant che straborda di Nutella modello Mururoa.
Ormai scaciato, chiedo subito “Posso pagare con la carta, vero?” “AHAHAHAHHAAHHAHAH”

Niente. Niente caffè, niente sigarette, niente cornetto. Ma vi pare che devo andare a fare un bancomat per fare colazione?
Annego le lacrime in una pozzanghera che beffarda ride di me.
Adesso mi ordino la colazione su internet.

…potreste anche votarmi qui: http://nocashday.crowdm.com/gallery.php :D

Bamboccius Economicus

4 lug

Ed eccolo lì, prevedibile come una fila alle poste. Le Hogan belle allaciate, la camicia slacciata quel bottone in più che fa giovane eppur uomo vissuto che si appresta alla più grande sfida della sua vita, dopo aver parcheggiato la coupè nel parcheggio del supermarket. E’ il Bamboccius Econimicus, iscritto all’ateneo da quando c’erano ancora le lire. Evidentemente avevà già in mente di specializzarsi nella storia delle monete antiche.

Sì, è proprio lui, che stasera ha convinto mami e papi ad andare alla Sagra del Lampone, sperando di intortare la femmina della specie la Uxor Manageris, nota in ateneo per essere sempre la più aggioranta in monili costosi e ricerche ialuroniche a lungo periodo. Il BE e la UM si sono conosciuti alla serata del Futurarium Imprenditoriis, luogo di ricerca danzante nonchè alcolico sui futuri trend degli scandali sessuali di palazzi, palazzine e palazzinari.

Il BE non ha una vita facile. Provate voi a svegliarvi alle 11, con la mater bamboccis che vi gira il caffè e il pater imprenditoris che non sgancia mai foglietti fuxia ma solo verdi, la palestra col personal trainer, il parcheggio che non si trova (è incredibile come in città si rispettino tutti tranne chi a 27 anni guida un SUV, ma che modi), la partita di calcetto e il rimorchiaggio della sfigata del corso per avere tutti gli appunti. In tutto questo uno il tempo per lavorare, sinceramente, non lo trova.

Stanco e sfinito, il BE guarda con sospetto il settore acqua del supermercato, non trovando quella per la pasta. E la pasta poi, dev’essere vecchia, è tutta dura e non morbida e succosa come quella che mette nel piatto mammà. Indiavolato, va nella sezione dei vini e, non intendendosi di nulla che non sia sposnosrizzato in tv, prende la bottiglia più costosa, a prescindere.

E la cena? Alla fine la ordinerà su internet, perchè, sinceramente, non ha idea di dove siano i piatti in casa.

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