Archivio | agosto, 2010

E il ciel stellato illuminò il nostro abbraccio

27 ago

C’era una cosa che continuavo a non scrivere qui. Di te e di me intendo. Avevo paura che scrivendo nero su bianco tutto, la cosa svanisse.
Poi ho pensato che come le fotografie sono inutili da tenere in un cassetto, è inutile tenere anche in quel cassetto fogli ad ingiallire.
Molte volte ti ho detto che mi sembra di vivere un sogno, che ho la fottuta paura di essere in una sorta di coma vigile e di risvegliarmi… e non vederti più.
Invece tu ci sei, sempre, e costantemente. Nel periodo della mattanza, dello stress, del nervoso, mi sono sentito costantemente sostenuto, ricercato, apprezzato, voluto bene, anche se non si dice. E dire che non viviamo in simbiosi, non viviamo vicino, non ci vediamo ogni 5 secondi. Ci sento assolutamente simmetrici in tutto, e non mi era mai successo. Ho capito che dovevo ricominciare a scrivere proprio quando ero con te.
Era domenica, ed eravamo da poco nella casetta in mezzo alla campagna che avevamo affittato a Entrechaux. Da poco ti avevo nascosto nel rullino della Diana quelle 5 lettere che mai avevo detto in vita mia, da poco avevo fatto un respiro profondo e ti avevo detto: ti amo. Poi arriva la sera, sempre accompagnata dalle cicale, e il cielo si fa blu scuro, non si sente una macchina, non si sente un milanese (o presunto tale) bestemmiare, non si sente rumore di aperitivo, non si sente quel profumo da passeggiatrice che ha la metropoli in estate, mentre cerca di rimorchiare il turista di turno.
Le stelle, tantissime. Mai viste così tante. Che fosse il risultato dell’esplosione del mio amore per te? E se anche il mondo fosse cominciato così?
E mentre ti stringevo, forte, fortissimo, mi sentivo enorme di cuore e microscopico sotto milioni di stelle, ecco che ne vediamo cadere una lunghissima, lenta, con la coda quasi verde. Esprimere il desiderio per me è stato molto strano… eri già lì, tra le mie braccia.
Ho sempre paura di dire quella parola che inizia con f- e finisce con -ice. Ma lo sono così come non lo sono stato mai. Ti ho prima scritto e poi detto che ti amo. Mi fa ancora strano, perchè non pensavo succedesse. Non pensavo succedesse che due paroline fossero più forti di tutte le metafore che sono bravo ad inventare. Dave Gahan diceva All I ever wanted, All I ever needed, it’s here in my arms. Aveva ragione.
Ma sai quando l’ho capito? Quella sera dalla Vale. Ci siamo salutati, e ci siamo diretti ognuno per la sua via. E nello stesso momento, nello stesso istante, ci siamo girati e guardati. Senza dire nulla. Un momento veloce ed eterno al tempo stesso. Uno di quei momenti in cui nei film la cinepresa ruota o nei video c’è il silenzio più totale. Ci siamo solo sorrisi, e il tuo mi ha illuminato il cammino fino a casa.

E tutt’ora illumina le mie giornate.

Ti amo F.

Andre

Milano tira fuori il meglio di me

26 ago

tornato da una settimana e…

PALESTRA
Andre porta il certificato medico perchè era scaduto.

Cassiera:Uhh ma che brutta calligrafia, chi l’ha scritto?

Andre: si dice “brutta grafia” e non “brutta calligrafia” perchè Kàllos in greco vuol dire bellezza. E l’ha scritto mio padre.

Cassiera: ah, prego entra. bzzzzz. (non si è fritto lui, ha aperto il portoncino)

VIA TORINO
Andre va in bici sul marciapiedi alle 9 di sera.

Passante: MAGARI non si va in bici sul marciapidedi.

Andre: MAGARI non si mette la maglia a righe coi pantaloni a quadri.

Per oggi è tutto.

Non ci saranno Leoni nel garage di mamma.

26 ago

Sapete che la gestione del cliente è una delle mie fissazioni. E quando mi trovo di fronte a mancanze o totale ignoranza di come gestire il pubblico esterno vado in bestia.
Fatto sta che la settimana scorsa, vengo ingaggiato da mamma a fare un giro di preventivi per sostituire la sua Lancia con una monovolume simile o più grande (perchè, direte voi, hai fratelli piccoli? No, perchè la Musa non basta all’impresa edile che lei e mia zia hanno messo su nel tempo libero. Anche perchè usare come furgone una macchina color champagne con gli interni in pelle chiara fa chic ma non da credibilità alle Sorelle T Enterprise). Reduce dal viaggio in Francia, dove ho visto molte 5008, vado a fare un giro pure lì, si sa mai che.
Entro, nessuno mi saluta, aspetto in piedi 15-20 minuti e poi ricevo udiebza dal responsabile vendite. Che come un cardinale annoiato, ascolta con noncuranza le mie richieste di reventivo e valutazione della Musa. Non mi viene illustrato il prodotto, non viene guardata la mia macchina, non ricevo una proposta scritta e nemmeno un invito a salire sul mezzo. Alchè mi parte l’embolo, e stamattina decido di scrivere alla casa madre. Ecco com’è andata.

Buongiorno,

mi trovo a dover esprimere tutto il mio disappunto e insoddisfazione per come sono stato trattato da un vostro addetto alle vendite. Mi reco in concessionaria per un preventivo per una 5008 (non una 107 da 9mila euro) e dopo aver atteso 15 minuti per essere ascoltato, ho avuto un freddo preventivo vocale con atteggiamento visibilmente disinteressato.
Sono molto contento che alla B. di Udine non servano 27mila euro. Attendo una vostra risposta.
Cordialmente
Dott.Andre Bellomo

Gentile Signor Bellomo,

ho ricevuto il suo messaggio su www.peugeot.it in cui mi comunica le sue osservazioni in merito al comportamento scortese tenuto dalla nostra autorizzata Bliz di Tavagnacco in occasione di un preventivo da lei richiesto per l’acquisto di una 5008.
Ho raccolto le sue considerazioni, che verranno comunicati al Servizio competente di Peugeot Automobili Italia.
Il pensiero e le attese dei clienti sono, infatti, molto importanti perché permettono di migliorare continuamente i prodotti e i servizi offerti.
La ringrazio dell’interesse dimostrato verso il marchio Peugeot e spero di ritrovarla presto su www.peugeot.it.

Cordiali Saluti,
fg
Assistente Clientela
Centro Contatto Clienti Pronto Peugeot

Gentile Signor G,

sono molto contento di questa vostra pronta risposta.
La sfortuna dell’addetto alle vendite, che se non ricordo male trattavasi proprio del responsabile delle vendite, è la mia formazione in comunicazione aziendale, in particolare di edutainment per il pubblico interno delle aziende.
Bisogna cercare di capire la radice di tale comportamento. Lei sa meglio di me che un cliente è una risorsa per le aziende, indipendentemente da qualsivoglia fattore anagrafico. Penso infatti, ma è una mia supposizione, che il trattamento disdicevole sia dovuto al fatto che un giovane si trovasse a richiedere un preventivo per un’auto di categoria superiore. Una supposizione che ha per me dell’incredibile, ma notando la cura con cui è stata seguita la signora servita prima di me, è l’unica che mi vien da pensare.
Inoltre, mi sembra alla base di qualsiasi esercizio commerciale, il fatto che indipendentemente dalla capacità di spesa, oltre al sorriso di benvenuto, si debba ascoltare empaticamente il cliente, potenziale o di ritorno.
Trovo infatti una pessima figura per l’immagine di Peugeot quello che è successo, che va a distanziare molto il gap di immagine voluta, resa e percepita, ma trovo apprezzabile la sua pronta risposta.
Le auguro una buona serata

Andre Bellomo

riceviamo e volentieri pubblichiamo vol. 6

24 ago

Hello,
I am Lee Kiang,an attorney at law.A deceased client of mine,
that shares the same last name as your’s,died without a heir, as a result of a heart-related condition in March 12th 2007.
Due to the death of all the members of his family in the tsunami
disaster on the 26th December 2004 in Sumatra Indonesia .
I have contacted you to assist in distributing the fund left behind by my client.
This will be executed under a legitimate arrangement that will protect
you from any breach of the law,you can also contact me on my private
Email
kiangkoflee@gmail.com
Best Regards,
Lee Kiang

Hello,

I am J.B. Fltecher, a thriller writer of Cabot Cove.
I’m very sorry for your client’s death. I’m also very sorry for the death of all the members in the tsunami disaster. I hope you don’t think that is my fault, beacuse I’ve never been in Indonesia.
I think it’s very difficult that someone had left me something, because I am 342 year old.

(Moreover I think that is vile and disgusting trying to make internet’s frauds using these sad facts. I sincerely hope to find you walking alone in the dark, in the same moment that my bike’s brakes will broke. It would be a pleasure for me, using you like a punchig ball. For this reason, I’ve choosen to let everyone see your email to insult you)

Best Regards,
J.B.Fletcher

tesi antitesi sintesi

23 ago

E alla fine, rieccoci qua.
Ho aspettato troppo tempo prima di riprendere a scrivere, lo so, non fate quelle facce da moglie incazzata col mattarello in mano pronto all’uso, all’arrivo alcolico del marito. (questa credo sia un’immagine di mia nonna che aspetta mio nonno al ritorno da una serata coi colleghi della Danieli)
Dicevamo, vi meritate un po’ di aggiornamenti, premesso che la cosa possa avere qualche interesse nella politica e letteratura internazionale.

LA TESI
I Ringraziamenti qui sotto meritano un preambolo. Insomma, vi racconto un po’ com’ è andata.
Molti di voi hanno il gusto di canzonarmi per il fatto che io abbia il dono/maledizione di fare le cose all’ultimo momento. Ed è così, lo ammetto. Ora che le acque si son raffreddate (non avete idea di quanto possano essere gelate in Camargue) posso dichiararlo pubblicamente: ho scritto la tesi in 5 giorni. Gli altri ho solo cercato di leggere e fare tutto il possibile per non scriverla. ah sì, e di lamentarmi, come qualcuno di voi ci tiene a sottolineare.
A testimonianza del fatto che le cose non si fanno all’ultimo momento ma che poco me ne cale, è giusto sappiate che sono arrivato a portare in stampa il tutto con dei refusi che nemmeno la più malata sperimentazione scientifica di ibridazione flavia vento-palombelli potrebbe creare. Tipo l’indice con scritto pag.20 su tutti i capitoli può bastare per farvi capire? Ecco. Ma non finisce qui, vedrete.

L’ANTI-TESI
Dove c’è Barilla c’è casa, dove c’è voglia di buttare nel pentolone bollente un familiare al posto della pasta c’è casa mia. Il figliol prodigo, che dà lustro alla famiglia per essersi laureato in tempo e non con due anni di ritardo come nella precedente laurea s’ha da festeggiare. E per farlo, tutti a Milano. E complice un SUV fuoriuso, la divisa famiglia si riunisce per un viaggio collettivo dopo credo 10 anni. Il figliol prodigo ovviamente gioiva del fatto di essere già nella grande Metropoli.
La famiglia Passaguai (cena offerta a chi coglie la citazione) si prepara e carica corone d’alloro e nonna nell’elegante monovolume della madre, senza dimenticare sorella (che una volta a milano mollerà baracca e burattini per andare a fare un notturno giro in vespa), padre orfano del gippone e soprattutto, e fate bene attenzione perchè è FONDAMENTALE per la istoria, il navigatore satellitare.
Per farla corta, per farla breve, il figlio prodigo prenota l’albergo (la famiglia del mulino bianco non è compatibile con anzia-inzonnia-zigarettofilia dello stesso, per cui “non a casa mia”) e fornisce la seguente indicazione
“uscire dallìautostrada dopo agrate, proprio lì dove c’è la Star. Poi tangenziale Est e uscire a cascina gobba. Io vi vengo a prendere lì così non vi perfete per Milano.”
Complicato vero? Un po’ come determinare il colore del cavallo bianco di Napoleone o capire che la P3 non è altro che la P2 con la soddisfazione di fare una chiamata col telefonino da un centro massaggi cinese piuttosto che da un fisso nascosto in una cantina di uno che si fa chiamare Il Cinese.
Ma torniamo a noi.
Il figlio prodigo si tappa il naso, lascia a casa tutta la sua vis altoborghese e prende la metro per il tragitto più lungo della sua vita: verso la periferia. Arriva a Cascina Gobba mentre rilegge gli schemi, con la presentazione ancora da fare, ma sono solo le 21.30. Mentre si accende una sigaretta, riceve la prima di una serie interminabile di chiamate: “ciao noi siamo a lotto fiera”. Ciao, vorrei saper bestemmiare in swaili, pensa il figliol prodigo.
E così, si passa un’ora al telefono in cui la povera sorella media tra una madre stressata dal viaggio, un padre che non capisce perchè il navigatore abbia fallito e una nonna che se ne fotte e spera solo che il cane stia bene. Così, dopo un’ora di aereosol sigaretta-tangenziale, la monovolume presidenziale color champagne arriva a pigliare il figliol prodigo, che tace per non commettere un omicidio. Occultare i cadaveri avrebbe preso troppo tempo a uno che doveva ancora inventarsi tutta la presentazione di un percorso sull’autoritratto dal 1500 a oggi.
E così, dall’una alle tre, la presentazione fu fatta.

LA SINTESI
O anche “della liberazione” non dai genitori, ma dal mondo dell’istruzione.
Arrivo in orario, con una fornitura di Saratoga Sigillante per evitare di farmela addosso durante la discussione. Vedo tutto il fan club che si riunisce e alla fine giungere il mio relatore che aveva i capelli come Simon& Garfukel. Sì tutti e due. (a scanso di equivoci, è un commento simpatico e pieno di ammirazione per suoi i capelli)
Comincio con la paura che si ripeta la pessima scena della laurea precedente. 10 minuti, nemmeno per parlare della mia tesi. Una tesi sulla tv. Impossibile dire tutto quel che so, conosco meglio i programmi tv di quelli della lavatrice lo sapete. E così comincio a parlare a macchinetta, che Mentana mi fa un baffo, o una camicia coi baffi se preferite.
Però non succede, parto veloce ma poi mi rilasso, uso l’arte della fascinazione per ammaliare il pubblico, quell’arte che molti di voi traducono in “sei una puttana”. Ma sarà colpa mia se la direttrice dell’accademia è veneta e lo è pure mia nonna (che regalerà poi un STRONSO dei suoi al direttore del corso) e ho colto la palla al balzo?
Vabbè. Faccio, finisco, e prima di passare al portfolio, una vocina mi chiede di guardare il logo del mio progetto (per chi non mi ama, il mio progetto era una mostra sull’autoritratto che si conclude, appunto con un autoritratto) che mi accorgo, in sede di discussione contenere un errore di digitazione: invece di NARCISSUS, ho scritto NARCISSISUS. Per salvare la faccia e per ribadire che non sono un grafico, ho dato la colpa “alla società cinese che mi ha fatto la grafica”. Concludo, mi becco 7 punti invece che 8 per questa cosa (sono sicuro che qualcuno in commissione fosse gaudente di avermi dato dell’inetto anche in tesi) e finisco la carriera scolastica con un bel 112/110.
Dedicato soprattutto a tutti i prof, delle superiori soprattutto, che mi davano del fancazzista o della nullità assoluta. Come disse Sidonio Hvala, facciamo nomi e cognomi. E mi fermo qui, perchè se scrivo nero su bianco che lo reputo il prodotto di un processo di digestione il cui output finale è un agglomerato di scarti nutrizionali soggetto a forza di gravità in un vaso di ceramica sottoposto all’acqua corrente su richiesta, mi becco una denunzia vero?
La giornata prosegue con un pranzo Family al ristorante, dove, io, sempre convinto dell’understatement, arrivo con la corona da’alloro in testa e mi sento dire Buongiorno dottore e sento la nonna soddisfatta.
(Ah sì, per la cronaca, ho fatto piangere la mamma coi ringraziamenti)

riceviamo e volentieri pubblichiamo vol.5

22 ago

Hello.
Please do not be surprised this message is not spam mailing. You probably will be very surprised that I write you a letter. But yesterday, I was surprised, too, when my e-mail address, came a letter, which said about love, about the feelings among people. The main motto of this letter was the phrase «Looking for love and you will be happy». I liked the letter. In the list of e-mail address, I saw your e-mail and decided to write to you. Perhaps you are looking for love? Maybe this letter – the fate? I do not know how the man who sent me the letter, hear my personal e-mail. But I think it is not important. The most important thing is that now I can write you a letter. You know, I want you to learn more. But first, I want to tell a little about me.

My name is Yuliya. I’m from Russia. I am 28 years old. I have never been married and have no children. I am pretty, quiet, kind and sociable girl. I would be interested to talk with you and know you closer. I compose their communication with the primary objective – creating serious relationships. Relations without deception, without any games. I want to find this man who can love and respect me. I hope that you just want to find their love? I believe in romantic relationships, appearance and age is not the most important thing. The most important thing is that people know how to love and respect on this! I have different hobbies and interests, among them – sports, cooking, reading, music. Of particular interest to me a matter of housekeeping, cleaning the house. I like to experiment in the kitchen. I love animals. I am leading a healthy lifestyle. I do not smoke nor drink alcohol.
My new friend, can you tell me about you? I want you to learn more. The following letters, I will tell you about me, in more detail. I give you my e-mail address: retbrediw@BonBon.net Of course, I will send you a lot of my photos, of whom you know my life. In my photo showing all the moments of my life – joy, muse, and even in some sad moments. I eagerly await your response will be. I really want you to learn more. Please do not forget about me.
Your new friend from Russia, Yuliya.

Hello.
Ok. I’ll try not to call all my friends and tell them I received this mail. Of course am surprised, but please do consider that I believe in Santa and in Mary Poppins too. I’m very happy about the loveletter you received. I usually prefer, indeed, “looking for money and you will be happy”, that my friend Donald T taught me years ago. Since I received this email in may, maybe you find my address in an other type of mail, maybe a porn one. Let’s say that may was… an expressive month for me. You are very unlucky. I felt in love with another, but not a russian like you if it makes you happier. And our love is getting bigger everyday. But this is not your business. If you keep on receiving so many mails by strangers please do consider to get the mail tattoo erased. Or quit in writing it on gas station’s men loos. I am very happy for you if you are happy about writing a letter. Usually I am happy when I see my enemies getting fat. Or ugly. Or bold. Or the three of them.
So I think it’s my turn to introduce myself. My name is Andre, I’m from Berlusconia. You may know may country with the ancient name of Italia. I am less than 30 y.o, but more than 25. I never been married to and I hope to have no children. No one came to blame. I’m not beautiful in a classical way, I’m what we call a sgnoccolon. Differently from you, I’m not sociable everyday of my life. I.e. I hate Italians abroad. You want to know me closer because you are  a mole specialist? Ok, now you write “their”. Their whom? Is it Ralph and Potsie? I really hope you find the man you are looking for. It would be a little difficult starting a serious relationship keeping on writing and not talkin, touchin’, kissing and f. I can say. Once more , you ask me if I want to find “their” love. I don’t care, sorry. Ralph and Potsie are not real persons Yuliya. Me neither. I’m a stupid blog sarcastic answering machine. Then you write me you don’t care about age or aspect, how can I explain my “blah blah blah!” for you? You’re smart my dear, writing me that you are a good housekeeper. But I usually don’ t have sexual or love relationship with my employees. You write that you love to experiment in the kitchen and then that you love animals. This is a bit scaring.
You want to know about me. What can I say. My life is simple and easy. I live with my sister Brenda, we come from Minnesota and when we have free time we usually go to the Peach Pit. in the following letters I’ll talk to you about Kelly. I think it’s correct for you to know about her.
Ok, I’m sincere, it’s all cover-up.
My name is Brandon and I’m secretely in love with Dylan. We will send you pics of our daily moment, even the sgrufolons one, if you wish to (there a bit money charge for that, but what are $3.99 for a monthly unlimited porn access?)
Your new friend from Berlusconia, Andre aka Brandon

see Yuliya, we are lovers.

r2449 + es9792

21 ago


ASCELLA BELLA
il regionale

vi mancavano i resoconti sui viaggi in treno, vero?
beh, a me no. Ma purtroppo, quando hai una macchina alcolista, le cose van così, e prendi il treno.
La calura estiva miete le sue vittime, soprattutto nei regionali come quello che ho preso prima. E soprattutto alle ascelle della gente. Tuttavia potrebbe anche essere che io sia capitato in un convoglio speciale di anosmici in gita o del nuovo contest della NeutroRoberts, Altolà al fetore. Vince chi fa colpisce più gente, in tal guisa:
-storpiatura del naso: 1 punto
-smorfia completa facciale con occhi all’insù invocazione “mio dio mio dio DOVE sei?” (questa è blasfema e sottile al tempo stesso): 2 punti
-persona che si alza per la puzza: 3 punti
-persona che urla CHESSSSSCHIFO: 5 punti
-persona che cade a terra: 10 punti.

Alchè penso alla mia relazione con i deodoranti. C’è da fare un preambolo, che non è un tipo di burro della prealpi. Le mie ascelle.
Alle medie ero circumnavigabile, e tutti i miei peli erano concentrati tra il labbro e il naso. Insomma, ero mister Potato.
I peli delle ascelle non volevano spuntare, mentre tutti gli altri li avevano. Soprattutto le femmine. Non faccio i nomi ma Erika e Federica sanno di chi parlo. E questo non l’ho mai capito, ma vabbè. O anzi sì “perchè noi maturiamo prima di voi”.
E ho pensato due cose:
-come le pesche, che sono pelose. quindi vero.
-che quel “noi maturiamo prima di voi ” poteva avere una sostituzione verbale con “cominciamo a rompere le balle”.
Dicevamo.
Allora, io non potevo pregiarmi nemmeno del puzzo da spogliatoio, che comunque era ben presente negli altri. (uno che non nomino aveva sotto le ascelle un mercato delle spezie di marrakesh). Però vuoi che io non finga di averli e quindi di DOVERMI comprare un deodorante?
E così, la mamma, messa al corrente, ti procura il deodorante: INFASIL. Magari pure Delicato. Che per uno alle medie vuol dire: SFIGATO. E siccome era già etichettato stronzo-ciccione-finocchio-basso-cesso la cosa non deponeva certo a suo favore. Se ci fosse stato l’obbligo delle docce, nonostante la mia rotonda essenza, avrei ricevuto rispetto e invidia. Ma non si può aver tutto dalla vita.
I fighi avevano tutti l’AXE. Ovviamente usato a freddo, cioè senza lavarsi, a volte direttamente sulla maglietta, che non veniva cambiata, perchè era dell’Energie. (io ovviamente bambino pay avevo la Lacoste per cui mi prendevano in giro, la stessa che loro avrebbero comprato tarocca al mercato qualche anno dopo).
Inoltre, l’AXE era segnale di richiamo sessuale. Che ai miei tempi delle medie, era limonare e basta, forse una mano sulla tetta a quella della sezione C, ossia quella delle zoccole e dei teppisti. La B era quella degli sfigati. Io ero in quella dei fighi, la A, anche se ero nelle quote sociali, o nella minoranza dei paria.
I più scaciati aveno il Malizia, le femmine tutte uno che sapeva di pesca ma non mi ricordo come si chiamava. I più rustici (ho fatto le medie in una zona periferica) nemmeno quello.
E insomma, metto 6mila da parte e mi vado a comprare l’AXE. Ma cosa scegliere? Il Tempest e il suo odore di tempesta radioattiva di scarichi di lavatrice o l’Africa e le sue note saporite che rimandavano a quelle belle cloache a cielo aperto dello Zimabwe?
Visto che quello che limonava di più di tutti (in seconda media vantava già 60 baci della lingua, dopodichè perse il conto, ipse dixit) c’aveva il Tempest l’ho presi anche io. Ben presto mi accorsi che non attiravo limonate e che stavo diventando la figura mitologia dell’amico delle donne, purtoppo anche in college, dove però passai l’appalto delle mie ascelle all’adidas, perchè lì si usava così. Poi ho smesso perchè tanto non serviva, non sudavo e non avrei mai avuto i peli sotto le ascelle. Così per farmi dispetto, come sempre, il mio corpo mi regalò peli sotto le ascelle e altezza in un’estate. La limonata arrivò in primavera credo.
Poi le mie ascelle passarono sempre all’offerta di turno, purchè non a stick, ma a spray. E in un periodo particolarmente ricco (di spreco e stupidità), a Dolce e Gabbana. Ora l’appalto l’ha vinto la Dove dopo 3 anni di Neutro Roberts.
Che si sappia.

Insomma, il reality del deodorante mi ha fatto divagare e giungo a Venezia, tocca all’Eurostar

IL TRENO DELLA SPERANZA… DI SCENDERE
l’eurostar

Entro nell’Eurostar dopo aver salutato un personaggio mitico della mia infanzia (un medico collega di mio padre che stava partendo col sacco a pelo per l’Islanda) e mi accorgo che qua le cose si mettono bene. non c’è nessuno.
La mia attenzione è subito attratta da Jamelia e Denise Robinson jr, che si fanno un giro in italia prima di una tournè. sbagliano 3 volte il vagone e 5 i posti, ma io so che era un video e allora ho fatto la faccia da figo come quella che vedete nelle foto.
Poi però salgono a Padova tutta una serie di sperimentazioni mediche ambulanti dai diversi gradi di pulizia

0 non pervenuto
1 annuale
2 semestrale
3 trimestrale
4 quadrimestrale

Poi alla mia destra un pulizia 1, che ha un sacchetto pieno di schifezze che vorrei rubargli ma vedendo la manicure paleo-minatoria evito.
Di fronte a pulizia 1, un esemplare di ciccione montano della Carnia. Molti di voi non sanno che la Carnia è una zona alpina sotto l’Austria che viene spesso presa in giro per il carattere… come sdire… spigoloso degli abitanti.
E’ che non ne avevo mai visto uno in treno. Comunica al telefono un po’ come le mie vicine dell’est o certe carrozzate del sudamerica, con la voce molto alta, a testimonianza che tutto il mondo è paese,e che anche quelli di montagna urlano in base alla distanza kilometrica.
Inoltre questo mi è pure tuttologo, chiaramente “quello che sa” che dietro tutto, c’è qualcosa sotto e lui lo sa.
Finisce la telefonata e si arriva a Vicenza. Altoparlante (quello vero)
“SIGNORI E SIGNORI IL TRENO E’ FERMO PER PROBLEMI AI FRENI.”
Ok, però dai non prendetemi per il culo così… ditelo che è in ritardo. Se avesse problemi ai freni non si sarebbe fermato no? Dai! E’ come dire mangio adesso per non mangiare dopo, attivazione gratuita con contributo una tantum di 50 €, “Pietro non funziona internet, che faccio?” “ti mando una mail”
Però se non si fermasse in Centrale e arrivasse che so, fino a San Babila mi risparmierebbe un bel po’ di strada. E potrei pure salutare la Ines.
Dicevamo.
Il carnico, sentito che il ritardo è di 25 minuti, se ne esce allora con un’espressione geniale: “la mia SCROTOCICLOSI aumenta”. Che sarà la supporting evidence per la richiesta di infermità mentale al rientro al lavoro.
Lui scende a Brescia, le popstar pure, pulizia 1 continua a mangiare e io comincio a sentire gli effetti della levataccia alle 7. DI SABATO.
Devo star attento a non addormentarmi, perchè se rimango in treno in centrale, visto il colore che ho preso in vacanza, mi mandano subito in galera per accattonaggio. Ma è colpa mia se c’è un Osama nel mio albero genealogico? Dai non fate quelle faccie scandalizzate.
Poteva essere Jocelyn.

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